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Editoriale

Le ombre nere di Angela Merkel

Germania. Da quasi tre mesi ogni lunedì in piazza i «no global» anti-islam. E la destra può sdoganarsi. La cancelliera si precipita a stigmatizzare ma le parole d’ordine del movimento non sono distanti da quelle euro-tedesche. Solo la reazione antifascista impedisce il dilagare in altre città

La stampa europea ci ha messo del tempo a registrare la rilevanza del fenomeno. Eppure è da 11 settimane, ogni lunedì, che migliaia di persone manifestano a Dresda, richiamate da un movimento dal nome decisamente allarmante: «Patrioti europei contro l’islamizzazione dell’Occidente», in sigla Pegida. Ancora lunedì scorso erano in 18.000 a sventolare bandiere tedesche e scandire slogan xenofobi nella capitale della Sassonia. Vero è anche, tuttavia, che il tentativo di allargare il movimento ad altre città tedesche, a cominciare da Berlino e Colonia è andato incontro a un plateale fallimento.

Poche centinaia di “patrioti” si sono trovati di fronte numerose contromanifestazioni partecipate da migliaia di persone. Ad Amburgo i manifestanti anti Pegida hanno perfino deciso di coniare una nuova, beffarda sigla: Tegica, che sta a significare «Europei tolleranti contro l’instupidimento dell’Occidente». A Berlino e Colonia è stata spenta l’illuminazione dei monumenti che avrebbero dovuto fare da sfondo alla concentrazione degli islamofobi, tenuti a bada da folte contromanifestazioni. Le chiese, la cancelliera e gli esponenti politici dei principali partiti hanno condannato il movimento e invitato i cittadini a non parteciparvi.

Ma la questione è tutt’altro che archiviata e circoscritta. Diversi dirigenti di «Alternative für Deutschland», la formazione antieuropea che ha ottenuto il 6,5% alle ultime elezioni per il Parlamento di Bruxelles, si sono pronunciati a favore delle ragioni del movimento o vi hanno addirittura partecipato, negando i tratti di estrema destra che visibilmente lo caratterizzano. E non sono mancate, tra le fila democristiane o liberali, voci che, pur mettendo in guardia dall’estremismo, chiedevano ascolto per le preoccupazioni che avevano condotto numerosi cittadini a rispondere alla chiamata di Pegida.

Da tempo la destra Cdu-Csu lamenta l’eccessivo centrismo di Angela Merkel.

Seppure polo di attrazione per tutto il radicalismo nero tedesco, che vi partecipa con entusiasmo, Pegida rappresenta quella classica confluenza di frustrazioni e risentimenti, fobie e malanimo, accentuati da una crisi che si fa sentire anche in Germania, soprattutto nelle regioni dell’est. La sintesi politica di questi stati d’animo si sedimenta nella parola d’ordine: «priorità all’interesse nazionale» che non solo coincide con la ragione sociale di «Alternative für Deutschland», ma è a suo modo consonante con l’arroganza della politica tedesca in Europa. Gli «islamici», in realtà c’entrano fino a un certo punto, e il razzismo esplicito anche.

Nel nazionalismo, assai meno circoscritto, sta la vera insidia. Quante volte il governo di Berlino, la corte di Karlsruhe e i falchi della Bundesbank hanno ribadito che l’interesse nazionale, le tasche dei contribuenti e la competitività delle imprese tedesche dovevano essere difesi da un eccesso di europeismo solidaristico e di condivisione della crisi con i partner più svantaggiati dell’Unione?

Ovviamente, la questione si fa imbarazzante quando il lessico del primato tedesco scivola nel linguaggio della più aperta xenofobia, nelle teorie del complotto «plutocratico» globale, cui i numerosi neonazisti presenti nelle file di Pegida non esitano ad affibbiare lo stigma «giudaico». La politica tedesca deve essere preservata da ogni sospetto di nazionalismo aggressivo, i suoi diktat devono apparire come pure espressioni razionali e oggettive della cosiddetta economia sociale di mercato. E’ per questa ragione che Angela Merkel si è affrettata a scendere in campo contro Pegida, soprattutto perché questo movimento comprometterebbe l’immagine della Germania nel mondo, salvo poi servirsi degli umori che vi circolano per rafforzare le ragioni, anche politiche, del rigore da imporre ai membri più deboli dell’Unione.

Accanto alle bandiere tedesche e agli striscioni antislamici, circola insistentemente tra i manifestanti di Dresda l’immagine di Vladimir Putin. Il presidente russo, dal Front national alla Lega «nazionalizzata» di Matteo Salvini, sembra essere diventato il simbolo di ogni nazionalismo «no global», di ogni sogno di «governo forte». Quello stesso volto circolava con altrettanta frequenza nelle manifestazioni che, dalla scorsa primavera, innescate dalla vicenda ucraina, avevano animato il movimento per la pace delle cosìddette Mahnwachen che, rifiutando di lasciarsi classificare nello schema destra-sinistra, aveva di fatto assunto una colorazione rosso-bruna. Il tema dell’antiamericanismo (combinato con l’ostilità verso Israele) è stato sempre un terreno comune tra il radicalismo di destra e le frange più dogmatiche e dottrinarie della sinistra extraparlamentare. Non è un caso che l’avvocato Horst Mahler, passato dalla Raf ai neonazisti, rivendicasse proprio questo terreno come la sua linea di coerenza. Certo, l’accentuazione antislamica e xenofoba di Pegida la distingue visibilmente dal movimento delle Mahnwachen, ma non si può escludere, come qualcuno ha voluto sottolineare, che un qualche travaso tra i due movimenti possa esserci stato. Magari sotto il segno del neozar Vladimir Putin.

La questione di Pegida è tutt’altro che marginale. Indica come la crisi europea e l’incapacità dell’Europa di raggiungere una reale autonomia geopolitica, apra la strada, da una parte a un nazionalismo sostenuto da pulsioni autoritarie, dall’altra all’uso formalmente democratico di quelle stesse pulsioni a favore della stabilità finanziaria e della rendita.

Il fatto che in così tante città tedesche migliaia di persone siano scese in piazza precludendo ai «patrioti» ogni libertà di movimento ci indica una nuova qualità, un nuovo contenuto e un nuovo compito dell’antifascismo, sottratto alla sua ritualità vuoi istituzionale, vuoi cruenta. Ma attento alle nuove forme postdemocratiche di governo delle società europee e alla crescita di movimenti nazionalisti e xenofobi nel vecchio continente.

A ben vedere la nostra Lega, rimpolpata dalla destra più o meno postfascista che vi vede giustamente la sua occasione, non è poi tanto diversa, quanto a composizione e a parole d’ordine, dai «patrioti» di Dresda. Sia pure rappresentata in parlamento (come del resto i neonazisti greci di Alba dorata) dovrebbe essere giudicata allo stesso modo e trattata di conseguenza.

  • Federico_79

    Spaventosa consonanza che mostra il capitalismo tedesco come faccia formale e pulita del nazismo.

  • O. Raspanti

    E tanto per aggiungere “confusione” adesso ci si mettono anche gli scrittori : Michel Houellebecq sta per pubblicare (accompagnato da un fracasso mediatico ben orchestrato da questo scribacchino finto antisistema) Soumission che ha già fatto molto rumore in Francia (prima di essere pubblicato) e che i giornalisti tedeschi guardano con molta apprensione, come lo conferma l’articolo di Sandra Kegel sulla Frankfurter allgemeine Zeitung, nel quale il libro è qualificato di “spaventoso” per gli accenti fortemente islamofobi (checché lo scribacchino pretenda). I neonazisti tedeschi ringrazieranno (come lo ha già fatto Marine Le Pen).

  • O. Raspanti

    E gl’islamisti radicali lavorano per instaurare l’odio: un attentato gravissimo (con 12 morti, fra i quali Charb, Cabu e Wolinski) ha appena colpito Charlie Hebdo.
    10,100,1000 disegni satirici con Maometto che copula con una capra, alla faccia dei fanatici di tutte le religioni.

  • http://bralex84.wordpress.com Alessio Scheletrix Brancaccio

    GUE / NGL condanna anche l’interferenza di commenti sulle elezioni greche fatte da principali figure politiche europee, come il cancelliere tedesco Angela Merkel e il ministro delle finanze Wolfgang Schäuble, come riportato dai media tedeschi!!! L’informazione è deliberatamente manipolata, anche qui in Italia e perviene quindi un messaggio non corrispondente alla realtà!!! Tsipras non ha mai parlato di uscire dall’Eurozona come vorrebbero la Merkel e Schauble, ma di modificare le politiche europee rimettendo al centro le esigenze delle persone e non quelle dei tecnocrati e delle banche!!! La nazista credo si sia sbagliata, perché faceva forse riferimento al partito antieuropeista del KKE trotskista in Grecia!!! Anche in Italia è ormai chiara la profonda collusione neoliberista e nazista democratica tra Renzi e la Merkel, FERMIAMOLI INSIEME!!! 😉

  • Harken

    Come, Alessio… fermiamoli, COME?

  • Harken

    «Gli “isla­mici”, in realtà c’entrano fino a un certo punto, e il raz­zi­smo espli­cito anche […] Nel nazio­na­li­smo, assai meno cir­co­scritto, sta la vera insi­dia.»

    E ci può anche stare. Né, del resto, sarebbe più di tanto stupefacente che i conservatori/nazionalisti con i cordoni della borsa in mano manovrino, scientemente e cinicamente, gruppi e gruppuscoli vari, al solo scopo di alzare dense cortine di nebbia sui propri veri fini.

    Però, dopo quello che è accaduto a Charlie Hebdo, rifaccio l’invito che vi ho spedito sulla vostra pagina FB: DATEGLI COMUNQUE ADDOSSO, agli integralisti (CHIUNQUE ESSI SIANO: perché non mi stupirei nemmeno che non fossero chi si sono dati tanta pena di far credere di essere), senza remore, con coraggio, con decisione, in nome della libertà di opinione e di pensiero. Non abbiate paura… e non nicchiate!

    Perché, per un giornale che si rifà ad uno dei maggiori frutti del pensiero illuminista, e che ancora oggi dichiara la sua fedeltà a QUEL modello di razionalismo materialista, dovrebbe essere UN DOVERE battersi per la libertà di pensiero e CONTRO coloro che la minacciano in nome di QUALUNQUE integralismo. Che facciano parte di una “minoranza (sedicente) oppressa” non fa alcuna differenza…

  • Max lo scettico

    In effetti gli islamisti (e dico bene gli islamisti, e non gli islamici) sembrano lavorare al servizio dei neonazisti e di quanti agiscono per creare un clima di odio, in Europa e fuori d’Europa.
    L’atto di oggi è gravissimo ed ha praticamente eliminato quello che era rimasto del gruppo storico di Charlie Hebdo.
    Il settimanale ha pagato un pesantissimo tributo di vite per aver rivendicato la propria libertà e la propria autonomia rispetto a qualsiasi potere politico e religioso (le vignette prendendo come bersaglio il dio dei cristiani, degli ebrei, degli hindu o di quanti altri, non si contano).
    Il clima si è fatto estremamente pesante e viene da chiedersi cui bono ?

  • giorgioforti

    Come dice bene Bascetta, la esistenza di Pegida è tutt’altro che marginale. E’ un segno forte che il nazionalismo, radice di ogni tipo di fascismo, è ben presente in Germania ed in Europa: fortissimo in Francia, forte in Italia e in Gran Bretagna, dovunque legato alla teoria e pratica del capitalismo finanziario. In Europa la linea di resistenza teorica e pratica soffia forte dalla Grecia, e dobbiamo augurarci che Syriza riesca ad avere un successo elettorale tale da poter formare un governo “esemplare”, nel senso letterale della parola di esempio per gli altri Paesi, speriamo con l’Italia in testa. Tsipras rivela sempre più chiaramente le doti di un leader politico di classe ( nei due sensi della parola), per la visione di insieme della situazione generale, e per la capacità che sempre più sta rivelando di mediare tra le molte esigenze della realtà del momento e tra le posizioni politiche di alleati, avversari e nemici.

  • Roberto

    Sono d’accordo. In particolare, vorrei sollecitare il giornale al massimo ricorso alla prudenza e al vaglio critico delle notizie riguardo ad autori ed ispiratori dell’orrendo crimine di Parigi.

  • funes el memorioso

    Provo profonda tristezza per l’atto di barbarie commesso a Parigi.
    L’Europa è pronta per le fiamme: all’emergenza di forti movimenti xenofobi in molti paesi dell’Unione, risponde il fanatismo islamista che ha colpito uno dei simboli del “libero pensiero” europeo. L’Europa rischia di diventare il campo di battaglia di questi opposti estremismi (sicuramente manipolati).
    Dobbiamo far sentire la voce e la presenza di chi, come dicono i francesi, veut raison garder.

  • Paul Candiago

    La gelosia e’ una pianta che non va mai coltivata. Avesse la Nazione una MADRE cosi’ capace di tener su i conti di casa come li sa tener su Lei. L’invidia verso il suo saper fare, non certamente perfetto, non deve essere oggetto di critica specie quando noi insistiamo ad oltranza a progredire politicamente ed economicamente a chiacchiere, invocando e supplicando, senza fine, di aver soldi a prestito senza rencerci conto che non siamo nemmeno capaci di pensare di come saldare i debiti che abbiamo. Lei dimostra invece i vantaggi di mantenere la sua Nazione, partita da ceneri totali, su la base di fatti=mettere pane sulla tavola per i suoi connazionali . Auguri di un pacifico e prospero anno nuovo anche agli invidiosi. Paul (candiago.p@bmts.com)

  • Paul Candiago

    Signor O. Raspanti, chi ha lasciato entrare gli islamisti in Europa gli Europei ed ora ce li teniamo e li curiamo: chi e’ causa del suo male pianga se stesso. Non solo ma chi non sa la storia del loro fare in secoli passati e non sa che la tolleranza con altri popoli non islamici non e’ concepita nella loro formazione mentale. Mi spiace ma io o lei non abbiamo colpa ma qualcuno avra ‘ colpa mica sono caduti dal cielo sulle nazioni europee. Auguri di buon anno nuovo e, purtroppo, stragi di innocenti da parte di terroristi islamici che lo fanno per andare in paradiso. Veda lei se si puo’ concepire di peggio senza pensare per questo che noi europei siamo dei santi.
    Cordiali saluti Paul (candiago.p@bmts.com)

  • Riccardo

    E se al posto di Maometto si mettesse Gesù, alla faccia dei fanatici e dei fondamentalisti cristiani? Io non avrei nulla in contrario, ma mi sa che un giornale che faccia satira su Gesù, in Italia, non lo vedo… se c’è, ti ringrazio per indicarmelo (non ditemi il Vernacoliere…).
    In Italia non mi risulta esista una stampa satirica del tipo Charlie Hebdo, che spara a 360 gradi su tutte le religioni. E nemmeno un Canard Enchainé, che fa addirittura indagine giornalistica. Insomma, di attentati contro la libertà di stampa qui in Italia, possiamo stare tranquilli, perché manca proprio l’oggetto, cioè la libertà di stampa, essendo i giornalisti italiani impegnati a slurp slurp leccare i fondoschiena dei potenti. Attendo un giornale italiano satirico che pubblichi vignette di Gesù cristo che copula con una capra.

  • Michele Anunziata

    Molto eloquente certi “elzeviri” di commentatori. Il problema tuttavia c’è, e sua luciferina strategia studiata a tavolino. E non altrimenti, e forse chi sta in più in giù dell’Italia (dire meridionali è offensivo?) vede meglio, la strategia di i certa ”islamizzazione” a telecomando (Isis nasce, a dirne una ma non troppo, come fungo o è
    foraggiata dall’Occidente giudacio-cristiano-greco romano?). Così come l’ultimo “atto” parigino raccapricciante (contro la “libera” stampa e se fosse stato altro sarebbe stato parimenti indignante?) che c’entra poco con il problema dei “cattivoni”. E’ il Potere delle paure mes amis, di chi sta in alto e orchestra per stare
    ancor più attaccato al sediolino (in sedicesimo la stessa strategia dei Vigili per tacitare Roma Connection). Non c’è spazio ma si possono riempire scaffali. E la “sinistra” non è immune dall’accoglienza per l’accoglienza? Questo sole (massonico) dell’avvenire? Il problema c’è, e questo non autorizza a bandire l’ennesima crociata catto-comunista. No. E non è neanche la paura del diverso (cosiddetto). Si ripete ancora è il Potere delle paure: rosso&nero sai che differenza se stanno nella stessa Massoneria globale. Il resto è artifizio retorico, ammuina di cortigiani nani ballerine salottifici radical chic (Manifesto anche?) e giornalisti reggi coda del Nuovo Ordine Mondiale. Strano ed unisono starnazzare rosso&nero, strano questo stracciarsi le vesti a parti inverse (?!). Ora a parte il fatto che si è in inverno e certi malanni, scoprendo le pubenda, sono dolori. L’Occidente esportatore di “democrazia” (andate e annunciate la Nuova Novella?) quando, di nuovo il copione s’inverte via Cia&Mossad, apriti cielo! In ogni accezione, ben s’intende. Ammuina programmata. Potere delle paure. Kapitale che deve far passare il taglio definitivo delle cosiddette garanzie” borghesi in nome della “sicurezza” dei (sudditi) cittadini. Insomma: Fascismo tecnocratico III Millennio. Il resto èfuffa, via Cia&Mossad e Stampa_e_regime per lobotizzati teledipendneti.

  • il compagno Sergio

    “chi ha lasciato entrare gli islamisti in Europa”?
    L’analisi è talmente profonda (con confusione fra islamico e islamista) che vengono le vertigini.
    Il resto è dello stesso livello.
    Sarei sorpreso che Raspanti ti risponda.

    Guardati le reazione della redazione di Charlie e del resto dei vignettisti d’Europa e del mondo intero in rete.

  • il compagno Sergio

    La gelosia? Te poarin non hai capito proprio un bel niente: la Merkel sta massacrando l’Europa.
    Se tu avessi una qualche pratica di economia lei sta salvando le banche tedesche a spese dei contribuenti e lavoratori europei.
    È una delle peggiori figure politiche della storia della UE. Il suo ruolo è semplicemente nefasto: l’UE corre alla perdita grazie anche alla sua totale mancanza di visione europea (oltre che alla sua totale soggezione agli’interessi finanziarii).

  • Riccardo

    Intervengo perché Houellebecq lo leggo da sempre. Ho letto tutti i suoi libri. E mi piace. Non tanto per le “prese di posizione” dei suoi personaggi, o gli accenti… quanto per come descrive la società capitalistica. Vorrei che ci fossero autori italiani che scrivono un romanzo “realista”, che descrive la società capitalistica…. non mi risulta ce ne siano. O sbaglio? Balzac ce l’ha avuto la Francia, non l’Italia… Ben venga Houellebecq. I suoi romanzi non sono libri per gli italiani (per quei pochi che leggono…) Il mio giudizio forse è di parte, essendo francesista ed amando infinitamente la letteratura francese. E il cinema francese (Godard in primis).
    p.s. Soumission gliel’hanno piratato, e si trova in pdf, in rete. Qualcuno lo ha passato allo scanner (male).
    p.s. a proposito dei francesi che leggono, qualche anno fa ero in treno diretto ad Avignone: il biglietto francese del treno aveva una foto di una ragazza assorta mentre leggeva in treno con una scritta che recitava, se ricordo bene. “Evidentemente, più i treni vanno veloci, meno i francesi hanno tempo per leggere, ma che volete…”. Al ritorno in Italia, il biglietto italiano del treno raffigurava una ragazza di spalle, mettendone in bella mostra il sedere. Sto cercando lavoro in Francia, ma ancora non lo trovo. Spero di trasferirmi presto.

  • Paul Candiago

    Signore, io ho sempre pensato che prima di scirvere bisogna vedere se si puo’ provare quello che si sta dicendo se non e’ cosi’ e’ solo piacevole fantasia. Le propongo di pensare che se la Nazione Italiana si trovasse nella posizione della Nazione Tedesca farebbe cento volte peggio. A semplice esempio per 10.000 scaffisti veda lei il chiasso che che si fa …c’e la Germaina che magari ha un milione di emigranti e li accomada. Corollario: non togliere la pagliuzza dall’occhi del vicino quando abbiamo un trave che ci accieca vale anche in politica ed economia. Ah! la bella Europa a spese dei tedesci bella assunzione a me piacerebbe a spese di noi italiani che a parole facciamo tutto a fatti soldi in prestito e disoccupazione da 10 a 40 per cento. Caro Signore prima i fatti poi il teatro delle utopie di eloquenza da comizio. Cordiali saluti.Paul (candiago.p@bmts.com)

  • Paul Candiago

    Signor Sergio, che il Signor Raspanti mi risponda o no e’ completamente immateriale. Non sono certo le infinite parole di utopia visionaria della gente che cambiano la realta’ in cui siamo e viviamo. Lei sa che chi ha la sua situazione economica sotto controllo non la da ad altri per farsela rovinare, ma invita dicendo: prima mettetivi a posto con le vostre forze le vostre economie e poi ne parliamo, sperando che abbiate anche pagato i debiti che vi siete addossatii. Come vede non ci vogliono ne giornalisti, ne politici, ne comunisti o democratici per capire lo scenario della odierna realta’.Tutto il resto,indipendente da chi si fa autore di belle parole, sono come sempre polvere al vento. Noi italiani di questa polvere ne abbiamo dentro il naso da 50 anni ed ora anche i polmoni si sono ammalati di cancro terminale. Cordiali saluti,Paul (candiago.p@bmts.com)

  • O. Raspanti

    Per carità, ognuno è libero di leggere quel che vuole (e magari di trovarlo anche geniale). Per quanto mi riguarda Houellebecq è una delle più grandi imposture letterarie degli ultimi decenni. Per trovare qualcuno di altrettanto noioso devo risalire a Robbe-Grillet.
    Visto che sei “francesista” saprai che l’economista Bernard Maris (l’Oncle Bernard vittima del massacro di Charlie Habdo) gli ha anche dedicato un libro (Houellebecq economista). Peccato che le recensioni abbiano trovato che Maris (che ho sempre apprezzato e letto) sia andato ben aldilà dei contenuti dei libri (una sovra-interpretazione).
    Per quanto riguarda il pirataggio del libro di Houellebecq, penso che si tratta appunto di una cosa orchestrata per fare il buzz, insomma per promuovere e far parlare del libro.
    Houellebecq è molto mediatizzato (ha girato di recente anche un film da interprete principale [!] e un disco con i suoi testi, e anche la sua partecipazione, è stato da poco pubblicato) e sembra essere molto a suo agio del mondo capitalistico che pretende di condannare.
    In realtà i suoi bersagli ideali, per chi non lo avesse compreso, sono maggio ’68 e il ruolo assunto dalle donne negli ultimi decenni.
    En passant, si è divertito a fare, nelle sue opere, anche una piccola apologia della pedofilia.
    Da lui mi aspetto, alla prossima intervista, che dica che ama mangiare della merda con delle pinze infilate nello sfintere anale.
    E ovviamente, ce ne saranno che grideranno al genio che critica l’alienazione della società capitalista. Intanto lui passa alla cassa per recuperare i soldi.
    È la società dello spettacolo e Houellebecq ha scelto la sua maschera, senza molto talento (il suo stile piatto tanto celebrato a me sembra semplicemente incapacità a saper scrivere meglio).
    Ma ripeto, de gustibus e se ti piace, tanto meglio per te.