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Editoriale

La palude renziana

Matteo Renzi

Alla scena rumorosa dei tumulti sui banchi di Montecitorio da oggi se ne sostituirà una silenziosa ma non per questo meno indecorosa. Quella di un’aula parlamentare mezza vuota, abbandonata dal variegato cartello delle opposizioni. Dalla Lega a Fi, da Sel ai 5Stelle, tutti insieme per la scelta estrema di non essere né complici, né spettatori di una riforma che sfigura la Costituzione e incorona il piccolo Cesare.

Buttare giù la Carta della democrazia parlamentare non è un pranzo di gala e che gli animi si accendano è il minimo. Succede dai tempi di Cavour e Garibaldi, anche se questa volta le botte non sono volate tra destra e sinistra ma tra i deputati del Pd e di Sel. Tuttavia non si tratta più di una questione di buone maniere, difficili da mantenere tanto più se l’assemblea si vede imporre tempi e modi della “controriforma” da un presidente del consiglio che si aggira di notte come un ladro per i corridoi di Montecitorio a raccattare voti minacciando le elezioni anticipate.

La scelta dell’Aventino è così solo l’ultimo atto di una brutta storia di prevaricazione, costante e continua, di ogni regola e procedura. Tra i tanti esempi dello stil novo renziano basterebbe ricordare l’episodio della sostituzione dei senatori del Pd che in commissione non votavano come Renzi e Boschi comandavano.

La decisione di lasciare che il governo Renzi-Alfano approvi in solitudine la nuova Costituzione purtroppo fa parte di uno scenario tutt’altro che inedito. Il triste spettacolo fu messo in scena quando Berlusconi varò la sua riforma, oltretutto anche molto simile a quella in discussione oggi, e per fortuna poi bocciata dal referendum (come speriamo si ripeta questa volta).

Oggi Renzi ne segue le orme intestandosene una persino peggiore (per esempio sulla composizione del nuovo senato: allora diminuiva il numero dei senatori ma l’elezione era di primo grado). E in ogni caso ispirata da un’idea della politica (e del governo) che risponde alla stessa logica, alle medesime priorità.

Se non si stesse giocando una partita così importante per gli assetti democratici saremmo di fronte a una pessima farsa, con i parlamentari berlusconiani che scendono dal carro del vincitore e salgono sulle barricate dell’opposizione promettendo di far vedere a Renzi «i sorci verdi». La minaccia, che arriva dal pittoresco capogruppo Brunetta, più che spaventare gli avversari del Pd sembra piuttosto voler attutire le divisioni della propria truppa.

Del resto anche la battaglia delle opposizioni di sinistra e dei 5Stelle, aldilà dell’impatto simbolico, rivela una evidente debolezza. Chi per baldanza, chi per un malinteso senso di responsabilità verso la “ditta” non è riuscito a fermare il treno ora decide di togliersi dai binari.

Restano le macerie di un quadro politico frantumato che, oltretutto, dietro l’arroganza renziana non può nemmeno esibire la forza del decisionismo craxiano ma solo offrire la palude di un potere balcanizzato.

  • RossoVeneziano

    Con Brunetta, Salvini e Grillo per difendere la Costituzione più bella del mondo! Avanti compagni! È il nuovo Fronte Popolare!

  • Federico_79

    Le opposizioni devono stare in aula a combattere, non sfilare via. É desolante vedere il parlamento semi-vuoto. Questo non accadrebbe se vi fossero ancora dei comunisti a Montecitorio.

  • vedobuio

    E questa sarebbe la Siriza Italiana? povera sinistra, poveri noi comunisti che brutta fine stiamo facendo. Ho tanta paura (data la vicinanza) che dovrò morire democristiano.

  • Janus48

    Perché l’Aventino (quello storico) non lo fecero proprio i veri comunisti?

  • Max lo scettico

    No, l’Aventino non lo fecero “proprio” i veri comunusti, ma “anche”, e nella sola prospettiva di metterlo in relazione ad un movimento di massa ovvero uno sciopero generale. Visto il rifiuto netto dei liberali, dei cattolici e dei conservatori, i comunisti, già critici rispetto a questa scelta, tornarono in Parlamento.
    Questo è quanto, per la verità storica, che non penso interessi molto janus48, aduso piuttosto ai balocchi.

  • erverin irve

    A lettere cubitali perche’ Renzi e Mattarella si rendano conto di un fenomeno di cui entrambi sono responsabili : IN ITALIA IN UN ANNO CI SONO STATI 45000 SUICIDI PER LA PERDITA DEL POSTO DI LAVORO.. Cos’altro deve succedere perche’ la gente si decida a non votare piu’ gente come Renzi e tutto il suo governo ???

  • Vincenzo Lanciano

    Io credo che abbia fatto molto bene SEL ad abbandonare l’aula. Il fatto che le altre opposizioni abbiamo fatto la stessa scelta nulla toglie alle motivazioni (solide) per fare una scelta del genere.
    Non c’è nulla per cui combattere di fronte all’arroganza di Renzi, almeno così avrà addosso l’ignominia di aver fatto queste riforme da solo…

  • Anticon

    Scusa, ma dove l’hai presa questa cifra?

  • Fabrizio Antonilli Magro

    insomma, “proprio”… “anche”…

  • Federico_79

    Quando Mussolini distrusse col fuoco i sindacati, legiferó la creazione del sindacato fascista. Quasi tutte le componenti dell’ antifascismo (socialisti, liberali, repubblicani…) esibendo dignitá abbandonarono il confronto sindacale.
    Solamente i comunisti continuarono a partecipare alla vita sindacale, perfino dentro i sindacati fascisti, combattendo per difendere il lavoro; la resistenza nacque anche da lí. Vorrei che ancorati ai banchi dell’ estrema sinistra del parlamento italiano ci fossero ancora i comunisti.

  • erverin irve

    Unemployment Is Killing 45,000 People Each Year …da LIBERO Portale

  • Rosario Piscopo

    Renzi???? Ma chi lo ha votato?????? L’ultimo atto di Napolitano….lo ha fatto governare con i voti di Bersani.

  • Anticon

    45000 suicidi è una cifra altissima, ma avresti dovuto spiegare si parla di 60 paesi. In Italia si parla di 900 suicidi
    e sono certamente ancora troppi. Ma dire che Renzi e Mattarella sono responsabili di 45000 morti mi sembra un po’ azzardato.

    dottor Nordt. Di questi 45 mila quanti sono italiani? “Circa 900, ovvero 1,7 casi per 100 mila abitanti”.