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Editoriale

La lettera di Schulz a Vendola per il congresso di Sel

Europee. Il candidato del Pse alla guida della commissione dopo Barroso, scrive a Sel: "L'unità va costruita, non conservata. E’ arrivato il momento di offrire risposte e alternative vere"

Martin Schulz

Cari amici, cari compagni e care compagne, Caro Nichi,

Mi dispiace non poter essere presente al vostro secondo congresso, un appuntamento cruciale per discutere non semplicemente della “strada giusta” da far imboccare al paese, ma anche per ridisegnare insieme il progetto di un’alternativa all’Europa che abbiamo conosciuto in questi anni.

Dopo cinque anni di crisi, di recessioni, di ristrutturazioni, di troike, di spread e di bail-out è arrivato il momento di restituire una vera scelta ai cittadini. L’Europa di questi anni ha posto tutto il suo peso politico nel lottare contro la crisi tentando di rassicurare i mercati. Ci siamo lanciati in una cieca gara alla disciplina, in una corsa al ribasso nella protezione dei lavoratori e un indebolimento dei diritti. L’Europa si è dotata di tutta una serie di nuove regole e sanzioni, strumenti di supervisione, di azioni preventive e correttive, ma per la crescita e l’integrazione del continente, troppo poco è stato fatto.

L’Unione si è trasformata in un progetto burocratico adagiandosi sulle sue proprie regole. I trattati europei, e la mancanza di competenze esplicite, sono stati utilizzati come giustificazione all’inazione. La deriva legalistica ha acuito la crisi economica e politica.

Nei trattati non c’è scritto come uscire dalla crisi e l’Unione non è riuscita a imprimere un senso di direzione. Abbiamo subìto un’Europa che si è spesso occupata di dettagli, ma ha lasciato da parte il senso profondo della sua missione, offrendo il fianco agli euroscettici e ai populisti.

E’ arrivato il momento di offrire risposte e alternative vere.

Molti critici mi hanno detto di aspettare, che non è il momento di creare una Commissione politica, che i rischi di un confronto tra gruppi politici a livello europeo potrebbero incrinare un’unità così fragilmente conservata.

Io credo che invece quest’ottica di accordi intergovernativi, questa mancanza di scelte vere, questo pensiero unico che ha imprigionato l’Unione in questi anni, non siano più sostenibili. Non si può continuare a rimandare e lasciare che l’Europa si trasformi nel riflesso di equilibri di potere tra stati.

L’unità va costruita, non conservata.

La maggioranza che emergerà dopo il 25 maggio sarà chiamata a ricucire lo strappo tra Nord e Sud, ricucire lo strappo dell’ineguaglianza crescente tra Stati e dentro gli Stati e soprattutto ricucire lo strappo tra politica e cittadinanza.

Sinistra, Ecologia e Libertà, con la sua lotta per i diritti civili e sociali, per rilanciare e rinnovare il lavoro, per uno sviluppo industriale ancorato alla difesa dell’ambiente e di quella riserva di ricchezza che è il paesaggio italiano, rappresenta una chiave di questo cambiamento.

Vi auguro un ottimo congresso nella speranza che insieme alle forze progressiste europee, SEL aiuti l’Europa, a imboccare “La Strada Giusta”.

Martin Schulz

Presidente del Parlamento Europeo

  • Simone

    Si Nichi, ascoltalo, andate tutti insieme: siete un gruppetto davvero carino. Se voi siete il socialismo in Europa ebbene, allora hanno proprio ragione a dire che è morto e sepolto, e non ne resta che una grottesca – e spesso ben corrotta – imitazione. Invece per fortuna c’è dell’altro. Ma lì non t’immischiare, per favore.

  • Luigi Grillo

    Il caro Martin SCHULZ predica bene e razzola male, anzi malissimo, nel suo paese. Rappresentate (mi riferisco a SCHULZ e VENDOLA) solo la caricatura del SOCIALISMO!!!!
    Luigi GRILLO

  • Gianfranco

    Scusa, giusto per sapere, a quale socialismo fai riferimento? Perché il termine socialismo è molto vago, dovresti specificare meglio. Fourier, Proudhon, Owen, Costa, Marx, Lenin, Berlinguer, Craxi, Vendola ecc..

  • Luigi Grillo

    Il socialismo di mio riferimento, essendone stato con onore un suo allievo, è quello di cui, da tanti anni, ci parla l’illustre economista napoletano Bruno Jossa.. Lo conosci? Se no, t’invito a leggere le sue opere, ti conquisteranno. Alcune sono edite anche da Manifestolibiri. Saluti. Luigi Grillo

  • michele

    Schulz è colui che dichiara: ”Una coe­rente poli­tica di con­so­li­da­mento fiscale e di riforme per una mag­giore com­pe­ti­ti­vità resta impor­tante. Da parte di tutti gli stati mem­bri sono neces­sari, per­tanto, ulte­riori sforzi, che devono essere sot­to­po­sti a veri­fica”. solo a me sembra una dichiarazione attribuibile che ne so, a Draghi?

  • Marco C.

    Ma il PSE non è quello che ha avallato politiche di austerity e di distruzione dello Stato Sociale?
    Ma che faccia da c….

  • gb video

    schulz sei un bugiardo ed un falso socialista. Vai a zappare, sempre che tu ne sia capace.

  • Yuri Spano

    Ma come diventano dolci e carini in previsione delle europee. Sono proprio dei demoni, è la loro troppa spregiudicatezza che li smaschera.

  • Gianfranco

    Dopo la tua risposta mi sono andato a leggere qualcosa su Bruno Jossa. Propone una via alternativa al capitalismo fondata sulla formazione di cooperative autogestite da soci-lavoratori. Ti posso dire che io ho già lavorato in una cooperativa di questo tipo. Era una cooperativa di dimensioni notevoli (settore trasporti) in cui, alla fine dei conti, il socio non conta quasi nulla, si limita a ratificare decisioni prese in alto dai soci-amministratori o dai soci anziani che realmente hanno potere decisionale. Inizialmente anch’io ho creduto che potesse essere più gratificante che lavorare come dipendente, ma poi con il passare del tempo, mi sono reso conto che non era così. I guadagni, a parità di ore di lavoro, erano mediamente più bassi di quelli di un dipendente, ero meno tutelato anche in caso di malattia, meno giorni di ferie e a paga ridotta…
    Inoltre il lavoro non era sempre distribuito in modo equo tra i soci, c’ erano parecchi privilegiati e non c’era nessun tipo di rotazione nelle mansioni. I bilanci venivano presentati e approvati dai soci, ma come puoi controllare i conti in un’impresa così grande ? Surplus non ne ho mai visti, in compenso i dirigenti giravano in giacca e cravatta su macchine di lusso. Ti dovevi fidare… punto.
    Ora non voglio dire che tutte le cooperative sono così, ma il problema è sempre il modo in cui vengono gestite, e in questo senso non ci possono essere certezze assolute. Quindi rimango convinto di una cosa, non dipende tanto dal come, ma dal chi. Dall’etica e dai princìpi morali di chi dirige: si può instaurare un’economia apparentemente socialista ed egualitaria, ma che nel concreto riproduce logiche gerarchiche e di potere…

  • Luigi Grillo

    Caro Gianfranco, mi fa piacere che mi abbia risposto. Tuttavia, non credo che tu abbia lavorato in un’ impresa come quella ideata da Jossa. Nel mondo, un qualcosa di simile esiste nei Paesi Baschi (gruppo cooperativo Mondragon).In ogni caso il discorso è complesso ed andrebbe approfondito. In ogni caso, se hai interesse ad approfondirti, fammi sapere perché posso consigliarti le opere di Jossa da leggere in base al tuo grado di conoscenza di micro e macroeconomia.Nel frattempo, leggiti anche su internet la grande realtà di Mondragon. Ai più è sconosciuta, ma meriterebbe un approfondimento anche da parte dei giuristi, visto il posto di nicchia che la nostra Costituzione riserva alla cooperativa. Posso assicurarti che a sinistra v’è una grossa ignoranza sul mondo cooperativo e che Jossa è il più autorevole studioso italiano merito. L’importante è che tu sappia che il panorama contemporanea italiano attuale delle cooperative non ha nulla a che vedere con il modello d’impresa autogestito ideato da Jossa
    Se vuoi, fammi sapere. Saluti.

  • Gianfranco

    Sono io che ringrazio te. Leggerò in modo più approfondito Jossa. Ma vedi forse non mi sono espresso chiaramente precedentemente. Io non discuto la validità delle sue teorie, il problema è la differenza lo scarto che esiste tra l’idea astratta e la sua applicazione nella pratica quotidiana: il differenziale è l’uomo, con tutto il suo portato culturale, passionale, istintivo. In sostanza riconosco senza difficoltà che le idee buone, anche ottime ci sono, ma l’esperienza di vita, l’osservazione dei comportamenti umani ( e anche una dilettantesca, ma non minima conoscenza della storia) mi hanno insegnato ad essere abbastanza prudente e non propenso a facili entusiasmi. Io vivo in una regione (Emilia Romagna) dove le cooperative, in varie forme, sono molto diffuse, e purtroppo mi capita spesso di parlare con persone che sono rimaste molto deluse rispetto a quelli che dovrebbero essere i valori etici, morali che questa modalità di lavoro si propone, e che non sono molto differenti da quelli professati da Jossa, almeno mi pare per quel poco che ho letto : autogestione, egualitarismo, elezioni di rappresentanti, di un presidente, approvazione dei bilanci e delle strategie d’impresa, ridistribuzioni tra i soci di eventuale surplus ecc…; sono presupposti che compaiono spesso negli statuti delle cooperative, ma tutto questo non basta a far sì che il lavoratore stia sostanzialmente meglio che in un’impresa privata, (specialmente se si tratta di una piccola impresa dove tra dipendente e imprenditore si instaura un rapporto diretto di fiducia, a volte di amicizia, diverso il discorso se parliamo di grandi aziende..) è un dato di fatto, che molte cooperative sfruttano i lavoratori almeno quanto farebbe un volgare capitalista che mira solamente al profitto. E chiudo dicendo che a volte può essere meglio un Adriano Olivetti ( il chi fa la differenza…) di tante pseudo-cooperative.

  • Luigi Grillo

    Caro Gianfranco, comprendo le tue perplessità. Ad ogni buon conto, non credo che il clima creatosi nell’attuale capitalismo maturo aiuti a rendere più buono l’uomo, anzi, al contrario, lo sta rendendo spietato. Comunque, se proprio sei interessato a leggere qualche opera che ti farà comprendere che il modello di Jossa è teso a rendere la cooperativa un’impresa democratica immune dai vizi e difetti della impresa gemella capitalistica nonché più efficiente della stessa dal punto di vista economico, ti consiglio: 1) JOSSA-CUOMO “La teoria economica del socialismo e l’impresa autogestita”-Giappichelli Editore-2000″ (opera più tecnica, ma completa, che presuppone la conoscenza abbastanza approfondita del pensiero micro e macroeconomico); 2)Jossa-“L’impresa democratica”-Carocci Editore-2008″ (più letteraria, discorsiva, con pochi riferimenti a concetti economici e abbastanza completa). Il Prof.JOSSA ritiene che i primi a convincersi della giustezza del suo socialismo dovrebbero essere gli intellettuali che, ahimè, oggi, vedo troppo assenti e silenziosi. Meno male che c’è ancora un intellettuale come lui che ha ancora il coraggio di parlare di “…possibile fine del capitalismo…”!!!!. Io ritengo, come Jossa, che l’attuale capitalismo degenerato abbia i caratteri più spietati e catastrofici della storia dell’umanità e che la via ad un autentico e genuino socialismo sia l’unica percorribile. Sfido chiunque a dimostrare il contrario!. Credo che la sinistra contemporanea abbia bisogno di una nuova “stella polare” (p.s. mutuo l’espressione dal titolo di un’altra sua opera!!!).La sinistra di oggi mi sembra sorda a qualsiasi argomentazione!!! Un saluto cordiale. Luigi GRILLO

  • Gianfranco

    Grazie dei consigli di lettura. Non avendo che conoscenze elementari in materia economica opterò per la seconda opzione. Quanto al giudizio sul capitalismo odierno, pur ammettendo alcune eccezioni positive, sono pienamente d’accordo con te. Cordiali saluti.
    Gian Franco

  • Luigi Grillo

    Caro Gianfranco mi ha fatto piacere parlare con te. Ad ogni buon conto, se Jossa sara’ in Emilia Romagna, te lo faro’ sapere. Il prof., seppure in pensione dall’ Universita’ Federico II di Napoli da 4 anni, non disdegna di girarsi l’Italia in lungo ed in largo per partecipare a dibattiti.Il mio percorso professionale, purtroppo, mi ha portato ad allontanarmi dall’economia.
    Ho anche un profilo FACEBOOK Luigi Grillo- Torre del Greco (NA), se t’ interessa la mia amicizia.Un saluto cordiale.Luigi Grillo. P.S.Forza Tsipras!!!