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Editoriale

La fatica di essere ebreo e difendere il popolo palestinese

Carri armati israeliani al confine con la Striscia di Gaza

Avrei voluto celebrare la capacità d’integrazione e convivenza di due culture in uno Stato che sia da esempio in tutto il Medio Oriente, mi sarebbe piaciuto andare a Gerusalemme, dalla Porta di Jaffo prendere un bus per Ramallah, girare per mercatini e poi, seduto al tavolino di un bar, sorseggiando un caffè al cardamomo, scrivere e raccontare di un mondo di villaggi palestinesi e kibbutz che contribuiscono allo sviluppo di una cultura e un’economia che sommi la memoria e l’esperienza del passato con il dinamismo e la voglia di futuro; avrei voluto poter andare con piacere a trovare i miei parenti a Tel Aviv, (i miei nonni scelsero l’Europa, i loro scelsero la Palestina), farmi stupire dalle gallerie d’arte, dai grattacieli, dalle strade pedonali piene di bei negozi espressione dell’incontro di diverse culture quella di origine europea e quella palestinese, così come Berlino agli inzi del ‘900 lo era per l’incontro della cultura ebraica e quella tedesca.

Purtroppo dalla Guerra dei sei giorni del 1967, le cose sono andate diversamente: Israele stravinse e l’euforia si impadronì degli israeliani sentendosi «a casa» a Gerusalemme e nel resto dei territori palestinesi che da allora furono, e tuttora sono, Territori Occupati. Tra poco saranno 50 anni di occupazione (l’Italia è stata occupata dai tedeschi un anno e mezzo e ancora oggi se si disputa la partita di calcio Italia Germania sembra di sentirne l’eco), in questi decenni i palestinesi hanno provato a ribellarsi ma la schiacciante superiorità militare israeliana li ha sempre soffocati con la forza delle armi. Eppure, una delle armi più potenti che ha consentito lo Stato di Israele di portare avanti questa politica, non è militare bensì di natura simbolica: essendo nato all’indomani della Shoah, è sempre stato identificato come uno stato «vittima». Inoltre l’antipatia del mondo occidentale verso il mondo arabo, lo ha identificato come un popolo aggressivo a cui è stato associato il termine «terrorista» in particolare dopo l’undici settembre 2001. La storia del conflitto israelo-palestinese è pieno di questi slittamenti semantici che hanno celato la verità dei fatti sul terreno. Quando noi Ebrei Contro l’Occupazione nel 2001 abbiamo iniziato a prendere posizione a favore dei palestinesi, abbiamo trovato forti resistenze alla nostra «narrazione» non solo nel mondo ebraico italiano, ma anche nella politica italiana, compresa una buona parte della sinistra (il Manifesto è stato uno dei pochissimi giornali ad averci dato spazio), e il motivo è proprio che essa narrazione non si adattava all’immagine del conflitto nel senso comune.

La mia sensazione è che oggi qualcosa sia cambiato. Sarà che ormai l’immagine di Israele vittima è troppo logorata dalle foto e dai video di morte e distruzione che quotidianamente stanno arrivando, ma l’aria che tira secondo me è diversa. Mi ha molto colpito una lettera di un lettore del quotidiano Metro del 21 luglio dal titolo: «Fratelli ebrei cosa vi succede?» che a un certo punto, rivolgendosi appunto agli ebrei, scrive: «I vostri cuori sono tanto induriti da non avvertire le carni dei martiri bruciare, non sentire il singhiozzo spaventato dei bambini, non vedere il terrore di un popolo ridotto alla fame e alla fuga su carretti trainati da somari abbandonando alle spalle quattro stracci di ricordi e brani di corpi spezzati dalle bombe a grappolo?». Questa lettera mi ha fatto sentire intrappolato: caro Claudio, a chi ti stai rivolgendo? A me che mi sono apertamente schierato e insieme ai miei compagni sono sfilato in una manifestazione con tanto di striscione «Ebrei contro l’occupazione» a fianco dei palestinesi? Ti stai rivolgendo a quegli ebrei che in Italia e nel mondo hanno sempre e incondizionatamente preso le difese di Israele? Parli agli israeliani, o escludi quelli che hanno fatto obiezione di coscienza? Apprezzo che parli col cuore in mano e senza paura ma per favore non cadere anche tu nella trappola dell’identità che mette tutta l’erba in un solo fascio.

Sì, il mio cuore è sicuramente indurito, faccio fatica a frequentare amici ebrei per non dover toccare «l’argomento», non vado in Israele, e ora toccherà anche difenderli da un sentimento crescente di odio che personaggi in cerca di argomenti vanno fomentando.

  • Alec Nortman

    Caro Stefano, c’è una forza che può fermare oggi stesso queste stragi di bambini. Indovina di chi sto parlando.

  • Augusto Scariolo

    Ma quella Forza non andra’ mai a Gaza, soprattutto oggi, cosi’ come dovrebbe immediatamente ed inaspettatamente fare, a predicare a piedi scalzi ed a braccia larghe. Restera’ utopia nei nostri sogni impotenti. Vorrei’ cosi’ tanto sbagliarmi !

  • Alec Nortman

    Caro Augusto, io parlavo del Hamas: basta che smettano di sparare e le stragi finiranno subito.

  • Tatiana Montecchi

    Ci vorrebbe Francesco d’Assisi lui si che ha deciso di abbandonare tutto anche il sistema per fare la pace col mondo. Una volta di più mi convinco che le forze del male sono più frammentate di quelle del bene. Noi tutti abbiamo qualcuno da odiare. Perché non otteniamo giustizia e sentiamo e vediamo troppo poche buone notizie e sembra che il mondo intero stia scivolando verso l annientamento totale. Allora smettiamo di fare la solita vita come se ci fosse tanto tempo! Se non ora quando?

  • Josey Wales

    Caro Stefano Sarfati Nahmad, non ho letto la lettera del lettore di cui parli, ma ritengo che corrisponda al senso che ne hai dato nel tuo messaggio. Anch’io da tanto tempo rivolgo queste domande ai fratelli Ebrei che conosco e, purtroppo, mi spiace dire che non ottengo risposte, se non vaghe allusioni ad una necessità di soluzione pacifica. So che ci sono tanti Ebrei che da tanto tempo si schierano a difesa dei “derelitti” di Palestina. Ma se veramente vuoi che chi vive da fuori questa triste epoca storica non faccia di tutte le erbe un solo fascio, beh, il compito di creare la distinzione netta spetta solo a voi Ebrei. Non potete pensare che si possa dall’esterno fare pulizia di tutti gli estremisti che si auto proclamano “difensori del popolo Ebreo”. La tradizione Sionista é nata in seno alla religione ebraica, pur non essendone in alcun modo parte integrante, e quindi la scissione la dovete fare voi, dall’interno. Isolate le mele marce, se volete salvare il cesto. E non é cosa facile. Secondo i Crisitani (io sono ateo) ci fu una persona che tentò di farlo già 2000 anni fa, purtroppo non ci riuscì! Ora spetta a voi, fate pulizia in casa vostra, e forse da fuori si noterà una differenza che ora è veramente poco più che una sensazione. Mettete alla porta chi si auto proclama difensore del popolo ebraico, e siate voi i veri difensori di voi stessi.
    Allo stesso modo però chiedo al popolo Palestinese di avere la forza di mettere in un angolo i terroristi che da anni si approfittano delle loro sofferenze per reggere il gioco di chi in Israele preferisce lo scontro all’incontro. Solo se il cambiamento verrà dall’interno, da ambo le parti, si potrà vedere un cambiamento anche dall’esterno. Altrimenti, mi dispiace, la tua lotta e quella dei tuoi fratelli, israeliani e palestinesi, sarà una utopica resistenza simbolica, senza un risultato che vada al di là della mera affermazione di diversità.

  • http://www.zohorfilistin.org/ Patrizia Cecconi

    Caro Alec, se non si arriva alla causa, Hamas non avrà altro modo per gridare le ragioni del popolo di Gaza (che non necessariamente si identifica con Hamas stesso) che usando le armi che ha. C’è purtroppo una continua confusione tra azioni e reazioni e reazioni alle reazioni che confonde la realtà del conflitto. Se il cessate il fuoco e i successivi accordi porteranno, almeno lo spero, a fermare il massacro, sarà calma solo fino alla prossima occasione. Credo che sia importante fare un passo indietro, arrivare alle cause e provare, pur con tutti gli aggiustamenti che le leggi della storia impongono, a rimuoverle. Non ci scordiamo che Gaza è assediata e che la Cisgiordania è sotto occupazione. Non ci scordiamo che il piano di spartizione Onu del “47, giusto o sbagliato che fosse, non è mai stato rispettato da Israele, neanche dopo che l’Autorità palestinese (rappresentante legale del popolo palestinese) ha riconosciuto il diritto ad esistere dello stato di Israele. Non è polemica la mia, ma sincero desiderio di confrontarmi con chi ha a cuore una pace giusta in quella terra. E la pace che proponi tu, quella dovuta alla smilitarizzazione di Hamas senza considerare altro, mi sa tanto di pace secondo la definizione di Tacito e non solo non mi piace, ma non credo possa durare.

  • Alec Nortman

    Cara Patrizia, non ho parlato della smilitarizzazione del Hamas, ho parlato della fine delle stragi: se loro smettono di sparare, Israele non potrà che fermarsi.

    Ti ricordo inoltre che Hamas si è imposto come portavoce dei palestinesi col ferro e col fuoco, ammazzando un più di un centinaio di uomini del rappresentante legale che è l’AP di Abbas il quale sogna che Israele elimini Hamas: la prima protesta contro l’operazione israeliana l’ha proferita due settimane dopo il suo inizio, quando il suo silenzio stava diventando indecente. Nei giorni precedenti all’inizio della campagna ha assistito felice agli arresti degli attivisti di Hamas operati dagli israeliani in Cisgiordania. A proposito, se parliamo della legalità, il mandato di Abbas è scaduto nel 2009.

    La spartizione del 1947 fu rifiutata dagli arabi, Israele l’aveva accettato. Il “non-rispetto” è risultato della guerra difensiva di Israele e oggi neanche i critici più spinti di Israele non si appellano ormai a questa spartizione, anche per non rievocare il rifiuto scandaloso da parte degli arabi. A proposito, storicamente i territori acquisiti durante una guerra difensiva sono assegnati alla parte vincente, v. il contenuto del trattato di Osimo, isole Curili ecc.

    Hamas sta “gridando le ragioni del popolo palestinese” in modo singolare: Mesh’al le grida da un gym a 5 stelle a Doha. Haniye le grida dal suo bunker blindato con l’aria condizionata. Anziché aprire i tunnel per dar rifugio ai poveracci bombardati, Hamas li caccia a calci sui tetti degli edifici presi di mira dagli israeliani. L’altro ieri Hamas ha trasferito il primo pagamento per i missili acquistati dalla Corea del Nord (non è chiaro come li faranno arrivare). E’ decisamente una cosa di prima necessità in questo momento per il popolo. Se queste sono le ragioni e se questo è il modo di gridarle, meglio stare zitti.

    Ti ricordi il giudizio di Salomone? Il re-giudice ha proposto di tagliare in due il bambino conteso da due donne. A fermarlo, pronta a rinunciare al bambino, fu la vera madre. Se Hamas si cruciasse davvero il destino del suo popolo, ne avrebbe già fermato la strage smettendo di lanciare i missili. Non gliene frega niente, sta solo cercando di conservare il potere.

  • michael sciam

    Ma si… al bando tutte le terre occupate.. Cinque paesi arabi hanno dichiarato guerre ad Israele e le hanno tutte perse. Abbiamo scherzato, ridateci le terre. Liberiamo il Trentino dagli occupanti italiani, ridiamo la Polonia ai tedeschi, eredi della Prussia ma soprattutto il continente americano (sud e nord) ai nativi. Poi, visto che ci siamo ristabiliamo i confini dell’impero Romano. Nel 1967 Israele vinse agli Egiziani la penisola del Sinai, un territorio più vasto di tutta Israele e non ebbe remora alcuna a restituirlo quando l’Egitto riconobbe finalmente Israele. Lo stesso si chiede alla fazione più intransigente dei Palestinesi. Una soluzione pacifica al problema va trovata ed io credo che sarà nella coesistenza di due stati ma come si fa a parlare di pace con chi a priori vuole distruggerti?

  • Sabatino Di Martino

    caro michael sciam lei tende a darsi ragione da solo. Secondo lei allora siccome un signore mi ha scippato un orologio a napoli stamane quell’orologio è di diritto suo perché ormai la cosa è fatta e non si può rimestare nel torbido della storia. Ci spieghi: quando un evento è superato per il principio di effettività? Bastano 40 secondi, due mesi o cinque anni?

  • luciano

    Intervengo per una mia curiosità personale: ma a Lei l’orologio gliel’hanno veramente scippato a Napoli? O era solo così per dire? Nel primo caso mi dispiacerebbe tantissimo, ma se Napoli fosse solo un esempio ce lo dovrebbe spiegare un po meglio: per Lei quella città è l’emblema del Male assoluto? E’ il termine di paragone in negativo di qualsiasi discorso? Se pensa ad un ladro pensa ad un napoletano? Così se pensa ad un terrorista pensa ad un musulmano e via discorrendo? Non so come si chiami esattamente in psicologia, ma molto “volgarmente” si chiama razzismo…

  • Hamid Tahiri

    ciao a tutti ,fare guerra con israele vuol dire farla con l’america .aiuti di armi nuovissimi militare forti vito ect……ma io veramente per quello che sta succedendo sto malissimo perché gli ebrei violente usano la forza distruggono tutto uccidono bambini 25 bimbi che giocano solo ieri che é una festa importante per gaza . però non finisce qui che fa del male e chi semina oddio e violenza lo raccoglierà ,si esaminiamo bene la storia vediamo che la terra santa e stata governata o occupata da diversi forze e colture ,greci persiani .ebrei.romani Gli assiri ,cattolici,ma nei ultimi 12 secoli più o meno cera lislam e sotto quest’ultimo hanno vissuto tutti a testimonianza positiva ebrei cristiani e mussulmani fino alla prima guerra mondiale cioè occupazione inglese da li è nato tutto accordi aiuti eeee,ma il vero problema e chi ha lasciato il paese in caos facendo trasportare gruppi di ebrei violenti nel terreno ,ed e proprio qui chi cominciano i primi riscontri chi cerca la verità deve leggerla e sentirla da tutti le parte .ho molto ancora da aggiungere ma aspettiamo i i momenti giusti . io non parlo di ebrei in generale solo quelli violente ,vedrete chi faranno ancora del male e ci sara una alleanza tra cristiani e mussulmani perché per questi ultimi la sofferenza e enorme e quindi trovano tutti i punti chi li uniscono non è un sogno ho visto un bel esempio già a gaza,mussulmani in chiesa a dormire i hamas a difendere la chiesa questo lo ha detto mon signor manuel chi vive li
    la polizia di israele dice ki i tre ragazi erano state uccisi da un israeliano ,ma il 16enne palestinese da un rilogioso ebreo chi poi lo ha bruciato .subito in quella giornata un camionista investe 2 palestinese e li uccidi.la guerra è falsa.

    tutti le imperi forte nascono e muoiono napoleone -hitler .unione suvietica adesso l’america si non applica la giustizia come si deve è finita .l’europa pou essere al momento lunica soluzione valida per dare diritto a chi spetta ,ciao a tutti spero di non aver offeso nessuno questa e una opinione personale e basta.

  • Cristina

    Luciano, il suo intervento è debordante, ma talmente simpatico da meritare un applauso.

  • Fedele D’Aleo

    Caro Alec,la sua affermazione mi lascia perplesso, infatti è come dire ad una donna che stanno violentando di non reagire e fare tutto quello che vuole lo stupratore, così lui smette subito di farle del male… Spero che la sua sia solo ingenuità dettata dalla disinformazione dei media italiani… Con il cuore rivolto a Gaza #Stopbombinggaza

  • Alec Nortman

    Sabatino, di quale scippo sta esattamente parlando in questo conflitto? Chi ha scippato che cosa e a chi?

  • Alec Nortman

    Caro Fedele, non seguo i media italiani se non sporadicamente, mi riferisco alla roba in arabo, ebraico, russo e inglese. Israele non potrà che fermarsi, perché a. sta rispondendo all’aggressione e non ci guadagna niente a “violentare” Gaza; b. dipende molto dagli USA i quali sognano il cessate il fuoco per compiacere Catar e Turchia che che sono gli unici fedeli (per modo di dire) referenti rimastigli in MO dopo tutte i possibili errori (i quali come si sa “sont pire qu’un crime”) fatti negli ultimi giorni.

  • LC

    Parti dal presupposto che quello di Hamas sia un attacco. Invece è una reazione, una reazione a continui soprusi spesso ben oltre il limite della violazione dei diritti umani – quelli che hanno preceduto gli attuali scontri sono stati ben documentati da HRW:

    http://www.hrw.org/news/2014/07/03/israel-serious-violations-west-bank-operations

    Di rapporti simili se ne possono trovare a centinaia, da parte di HRW, Amnesty International e di tutte le agenzie ONU lì di stanza, senza contare quelle afferenti al mondo arabo (non le cito solo perché ingiustamente considerate di parte).

    Un po’ troppo facile – troppo facile e troppo comodo – dire “devono fermarsi loro”. Perché non accettare allora le forze di interposizione ONU, come ci sono ormai da anni in Libano (UNIFIL)?

    Per favore, lasciamo da parte la demagogia, altrimenti non si arriverà mai da nessuna parte…

  • Bastiano.B.Bucci

    Se a te ti rubano la casa ti cacciano dalla tua terra e ti costringono a vivere in fetenti campi profughi in una condizione subumana , in più di tanto in tanto, per farti stare buono ti massacrano… hai ragione non si può chiamare scippo, si chiama sterminio, si chiama pulizia etnica…

  • Bastiano.B.Bucci

    Basta un po’ di storia: Quando Rabin e Arafat firmarono la pace, ci fu Hamas a riportare la guerra? Quando i coloni continuavano incessantemente a intestarsi terre era Hamas che li giustificava… Quando Sharon fece la famosa passeggiata sulla valle delle moschee era per stanare Hamas? Quando appena costituito il parlamento palestinese con democratiche elezioni fu arrestato per metà era perché Hamas lanciava i missili qassam? Quando i capi più significativi dell’OLP furono regolarmente delegittimati e arrestati, non consentendo alcuna trattativa in modo da far cadere il popolo palestinese nella disperazione e quindi fra le braccia dell’estremismo di Hamas, chi era la tavolo delle trattative? Quando a Camp David avete sbeffeggiato Arafat, non facendogli portare a casa niente, per poi arrestarlo ed alla fine ucciderlo, era contro Hamas che vi muovevate? Secondo me era a favore di Hamas, che vi fa tanto tanto comodo per continuare la vostra opera di apartheid
    Ma per favore, state eseguendo una sistematica azione di pulizia etnica e se qualcuno si ribella, vista l’assurda differenza di potenziale bellico, non fa che facilitarvi il gioco, se Hamas non fosse esistita avreste dovuto inventarla. Ad intervalli regolari, con una scusa qualsiasi parte il massacro sistematico delle popolazioni: due anni fa è stato il Libano, ora è Gaza… ed avanti così finché i palestinesi non faranno la fine degli indiani d’America.
    Almeno abbiate la buona creanza di tacere: il sangue e le vittime dicono sempre la verità.

  • Alec Nortman

    La popolazione di Gaza si è quadruplicata dal 1967. Un vero genocidio.

  • Alec Nortman

    Scusa, non ho letto bene: chi ha arrestato e assassinato Arafat?

  • Alec Nortman

    Gaza doveva fare parte dello stato arabo che sarebbe sorto accanto a Israele nel 1947. Gli Arabi rifiutarono la spartizione (puoi dire di non essere d’accordo con la risoluzione dell’ONU, allora apriamo un altro capitolo), iniziarono una guerra e la persero, Egitto occupò Gaza senza nessuna obiezione dal mondo (non ho sentito i tuoi nonni protestare) la “amministrava” fino al 1967. Gli Egiziani si sono guardati bene dal conferire loro cittadinanza o dal provvedere ai bisogni della popolazione (dove erano le proteste?). Nel 1964 hanno promesso ad Arafat di dare loro autonomia che non è mai stata data.
    Dal 2005 non c’è più nessun israeliano a Gaza. Se non ti piace il blocco di Gaza, perché non vai a protestare contro l’Egitto che tiene chiuse le sue frontiere? Non sono forse loro fratelli arabi? Tanto per informazione: Gaza tuttora stanno ricevendo la maggior parte dell’elettricità e dell’acqua da Israele e i ragazzi si guardano bene dal lanciare i missili verso la centrale elettrica di Ashkelon che si vede bene dal nord della Striscia e sarebbe un obiettivo facile. Tuttora, anche oggi, i viveri per Gaza passano dai valici israeliani e l’esercito ha allestito un ospedale da campo vicino al confine della Striscia per i feriti di Gaza e fa evacuare in Israele i casi di emergenza ad alta specializzazione, soprattutto la chirurgia neonatale, insieme ai medici arabi che assistono alle operazioni negli ospedali israeliani. (Nel novembre scorso, mentre il portavoce di Hamas minacciava alla TV al-Aqsa di bombardare le scuole israeliane, una nipote di Ismayil Haniyeh si trovava in un ospedale in israele.)
    Per quanto riguarda i campi profughi fetenti: questi, oltre che a Gaza, si trovano in Libano, in Siria, in Giordania, dove le autorità rifiutano di smantellarli e di dare ai profughi la cittadinanza, hanno un permesso di lavoro limitato, dal quale sono escluse alcune decine di mestieri (non so adesso, ma 2 anni fa un palestinese in Libano non poteva fare il muratore). Chi li tiene nei campi profughi fetenti? E chi protesta?
    Le ultime da Gaza: è confermato che gli 8 (o 9) bambini morti ieri in un parco giochi a Gaza sono vittime di un lancio di missile palestinese andato male (confermato da fonti arabe, israeliane e anche italiane); da fonti locali di Gaza: stamattina in un punto di distribuzione dei viveri (arrivati attraverso un valico con Israele) gestito da Hamas sono cominciati tafferugli, la polizia di Hamas è intervenuta facendo 5 morti, tutti civili. Da fonti egiziane: ieri un gruppo armato che si è dichiarato facente capo a Hamas ha fatto irruzione in un villaggio vicino a El a-Rish in Sinai. Morti un uomo e una bambina di 8 anni. Dove sono le proteste?

  • Alec Nortman

    Giacché mi sono imbarcato in questa campagna di alfabetizzazione, posso aggiungere che c’è un mucchio di volontari beduini cittadini israeliani, soldati e ufficiali nelle unità israeliane che stanno partecipando a questa operazione. La brigata della fanteria “Golani” stanziata sul confine di Gaza è sotto il comando di un colonnello druso.

  • marco

    Israele ci va sicuramente a guadagnare se “violenta” Gaza, lembo di terra assai ambito nel corso degli ultimi anni…non diciamo fandonie…

  • ritacocorita

    nella mia profonda ignoranza leggo che i semiti scrivono da destra a sinistra forse in relazione al sorgere del sole mentre gli ariani da sinistra a destra perche’ sempre in relazione al sole..pero’ guardando a nord ..i semiti derivano forse da una mescolanza afro-ariana? non so, gli ariani sarebbero ancora piu’ “barbari” essendo politeisti con culti legati a divinita’ silvestri mentre le proto-civilta’ di quello che oggi si chiama sub-continente era saldamente legata al monoteismo. tanto per cercare di capirci anche da ignoranti: ma palestinesi ed ebrei non sarebbero entrambi popoli semiti? (se non fosse che la razza ebraica e’ pura invenzione) con piu’ cose in comune: dna, cultura, tradizioni e vabbe’ la religione che tanto per dire cattolici e valdesi o protestanti e quaccheri insomma…non e’ proprio lo stesso e vabbe’ che mi autoinzappo con la mia ignoranza e continuo forse e’ il caso di togliersi le etichette perche’ un ebreo magari non e’ sionista, io cattolica battezzata e sacramentata magari non vado a messa e non me ne puo’ fregare di meno tolto francis the best, e insomma cominciamo ad essere persone e chiamare un cazzone cazzone che poi sia ebreo o nero (tanto per citarne uno quello che ha ritirato il nobel per la pace) e dinero per dinero che la smettessero vogliamo sostenere la resistenza all’interno dello stato di Israele vogliamo chiedere i danni ai tedeschi che hanno dato un buon insegnamento e agli inglesi che hanno spadroneggiato, tirato i confini con il righello mentre sorseggiavano il te?

  • Alec Nortman

    Ambito per che cosa? Per quasi due milioni di invasati che ci abitano e che si dovrà amministrare? Marco, ma che fumetti legge? Israele non sa cosa farsene di Gaza, ha già cercato di rifilarla all’Egitto, questi l’hanno rifiutato.