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Editoriale

Il capopopolo e la grande firma

Che le consultazioni telematiche del Movimento 5 Stelle siano una caricatura della democrazia e della politica lo sanno perfino non pochi di quelli che vi hanno partecipato. L’attendibilità non è molto diversa da quella di un videogioco. Nonostante questo il pronunciamento favorevole all’abolizione del reato di immigrazione clandestina, un modesto sondaggio nell’area politica grillina, qualche significato lo riveste.

In primo luogo perché contraddice quello che il leader maximo riteneva essere l’ “umore del popolo” e in base al quale aveva orientato contenuti e toni della sua propaganda. Non aveva forse sostenuto che se l’abolizione del reato di clandestinità fosse stata inclusa nel programma del movimento questa scelta lo avrebbe precipitato verso percentuali irrisorie? Il presunto umore della gente è spesso una invenzione dei capipopolo, più qualcosa da sollecitare sulla base dei propri pregiudizi, che non una domanda diffusa da raccogliere. E può accadere che eventi drammatici, come il naufragio di Lampedusa, riescano a fare breccia nel muro dell’indifferenza e del cinismo e a contrastare gli effetti della propaganda.

Poteva immaginare la Lega che dietro il cliché del padano duro e puro, lavoratore indefesso e severo padre di famiglia serpeggiassero aperture alla liberalizzazione della cannabis? Che l’esperienza di vita finisse col minare la purezza dell’ideologia? Così, più che nella disputa astratta sui pricipi della democrazia, è sulla concretezza di determinati contenuti che l’eterogeneità dei cosìddetti movimenti populisti esplode in vere e proprie contraddizioni, forse insanabili. E la questione dell’immigrazione è, da questo punto di vista, tra le più decisive.

Se nel mondo a 5 Stelle il problema è posto dalla forte presenza di iscritti ed elettori delusi da partiti e movimenti di sinistra, ma che hanno comunque ereditato da quell’esperienza un certo tipo di sensibilità, per la Lega, e per la destra più in generale, il problema sono i cattolici ed ora, con il pontificato di Francesco ancor più che in passato, anche i vertici della Chiesa.

Se ne lamenta sulle colonne del Corriere della Sera dello scorso lunedì, Angelo Panebianco, modesto ideologo di parte padronale che però in questo caso mette crudamente e utilmente in scena, con l’intento di celebrarla, la miseria della ragion mercantile. Secondo Panebianco la compresenza di due principi inconciliabili, quello dell’ “accoglienza” e quello della “convenienza”, impedirebbe all’Italia di adottare una politica coerente dell’immigrazione. Il primo principio deriverebbe, appunto, dal mondo cattolico, anche se «non tutto», si consola l’editorialista del Corriere (potremmo escludere senz’altro i lefevriani amici del vecchio Kappler). Questo sentimento solidaristico e irresponsabilmente umanitario, senza ordine né argine, indifferente ai bisogni del nostro paese e ai profitti che i suoi imprenditori si attendono, andrebbe senz’altro escluso a favore del secondo.

Una siffatta idea di “coerenza”, che non contempla mediazioni né correttivi, è caratteristica delle ideologie totalitarie tra le quali, anche grazie alle delucidazioni del politologo del Corriere, si può ormai senz’altro annoverare quella liberista. Impressiona, comunque, sentire una destra, solita sbandierare la dottrina cattolica in ogni questione “eticamente sensibile”, reclamare l’autonomia dello stato dalla chiesa solo quando si tratti di immigrazione.

Quanto al principio della “convenienza”, si tratterebbe di importare selettivamente, quando serve e nella quantità desiderata, forza lavoro con i requisiti, tecnici e antropologici (meglio i cristiano-ortodossi degli islamici troppo prolifici). Ma mettiamo pure da parte l’uso nazionalpatriottico del “noi” con le insorgenze razziste che alimenta, ivi compresa la campagna di intimidazione condotta dalla Lega e dal suo quotidiano contro la ministra Cécile Kyenge. Il ragionamento di Panebianco conta su una solida tradizione: quella che considera gli esseri umani come merci sul mercato. Così come il petrolio, il grano o la tecnologia avanzata che grandemente ci difetta, gli esseri umani debbono essere importati secondo necessità e al miglior prezzo, rispettando un preciso calcolo costi/benefici. Qualcosa che assomiglia a una versione liberoscambista e salariata della Tratta. Il problema è però che queste donne e questi uomini non vogliono essere considerati come merci portate al mercato e seguiranno, a dispetto di qualsiasi dispositivo selettivamente repressivo, la via della propria salvezza o del proprio benessere. Non sono pochi e sono il prodotto di giganteschi squilibri globali.

Cosìcché, pur lasciando da parte ogni considerazione di ordine morale, la ricetta bottegaia della “convenienza” non è solo meschina ma anche del tutto irrealistica. Qualcuno crede davvero che il governicchio di un paese marginale come l’Italia, piantato per di più in mezzo al Mediterraneo, possa invertire con qualche disegno di legge ottusamente coerente poderosi processi storici e il mutare inevitabile della composizione delle popolazioni dell’Europa? Che la sua convenienza la spunti su quella di ben più solidi agenti globali? Pazienza, il mestiere degli opinionisti non è far capire come stanno le cose, ma assecondare, come i capipopolo, quello che vorrebbero essere l’umore della gente. Salvo il rischio di venirne sonoramente smentiti.

  • http://www.sysecol.ethz.ch/people/marcomo Marco Morosini

    Caro Bascetta. Sono socio fondatore del nuovo manifesto. Vivo in Svizzera.
    Lei scrive: “L’attendibilità non è molto diversa da quella di un videogioco.”
    Il suo articolo è ottimo, ma la pur pasticciata votazione online del M5S mi sembra più di un videogioco. Le esperienze di “democrazia online” dovrebbero essere un patrimonio per tutti – nel bene e nel male.
    Al manifesto suggerisco per es. di considerare di fare come fanno la NZZ e altri quotidiani, in occasione di referendum nazionali: http://1-12-initiative.blog.nzz.ch
    Partiti, organizzazioni, giornali, Stato – non solo il M5S – possono far tesoro della imperfetta esperienza della votazione online del M5S sul reato di clandestinità (13.1.2014).
    Si può migliorare. Per esempio: dal 1848 gli svizzeri hanno votato in più di mille 1000 referendum (nazionali e locali) secondo i seguenti 4 principi.
    Suggerisco di adottarli nelle prossima votazione online del M5S (ed eventualmente di altre organizzazioni):

    1) ANTICIPO: 
Annunciare la votazioni con anticipo. Un mese prima (una settimana in casi straordinari).

    2) PRIMA DI VOTARE:

    In un unico URL “TRIBUNA SU ……..”:
    – la redazione riassume in modo neutro l’argomento, anche con link a leggi, articoli, documentazione

    – pubblica coppie di articoli, pro e contro, con possibilità di commenti.
    Dibattiti su molti argomenti sono in corso qua e là. Ma da quando si deve votare su un argomento, è utile riassumere il dibattito in uno spazio limitato e paritario, accessibile con un clic.
    Es.: http://1-12-initiative.blog.nzz.ch
    Non tutti hanno il tempo di essere sempre documentati su decine di argomenti. Poi, un conto è farsi un’opinione per farsi un opinione. Un altro conto è sapere di dover votare.

    3) ASTENSIONE:
 Aggiungere un tasto “mi astengo”. Votare “mi astengo” è espressione di una posizione politica. E’ diverso dall’assenteismo. E’ come la scheda bianca.

    4) PARTECIPAZIONE: 
Votare in 7 giorni (o almeno 2-3) e in orari più comodi, es. dalle 6 alle 23.
    – Svizzera: si vota durante settimane – per posta.

    – Europa: Le primarie del Partito Verde Europeo sono in corso 24h/24h dal 10.11.13 al 28.1.14. http://greenprimary.europeangreens.eu/frequently-asked-questions/it

  • http://www.sysecol.ethz.ch/people/marcomo Marco Morosini

    Caro Bascetta. Sono socio fondatore del nuovo manifesto. Vivo in Svizzera. 


    Lei scrive: “L’attendibilità non è molto diversa da quella di un videogioco.” 
Il suo articolo è ottimo, ma la pur pasticciata votazione online del M5S mi sembra più di un videogioco. Le esperienze di “democrazia online” dovrebbero essere patrimonio per tutti – nel bene e nel male.


    Al manifesto suggerisco per es. di considerare di fare come fanno la NZZ e altri quotidiani svizzeri, in
    occasione di referendum nazionali: http://1-12-initiative.blog.nz…

    Partiti, organizzazioni, giornali, Stato – non solo il M5S – possono far tesoro della imperfetta sperienza della votazione online del M5S sul reato di clandestinità (13.1.2014). 
Si può migliorare. Per
    esempio: dal 1848 gli svizzeri hanno votato in più di mille 1000 referendum (nazionali e locali) secondo i seguenti 4 principi. 
Suggerisco di adottarli nelle prossima votazione online del M5S (ed eventualmente di altre organizzazioni):

    1) ANTICIPO: 

    Annunciare la votazioni con anticipo. Un mese prima (una settimana in casi straordinari).

    2) PRIMA DI VOTARE:


    in un unico URL “TRIBUNA SU ……..”:
    
- la redazione dell’organizzatore della votazione online riassume in modo neutro l’argomento, anche con link a leggi, articoli, documentazione

- pubblica coppie di articoli, pro e contro, con possibilità di commenti.

    Dibattiti su molti argomenti sono in corso qua e là. Ma da quando si deve votare su un argomento, è utile riassumere il dibattito in uno spazio limitato e paritario, accessibile con un clic. 

    Es.: http://1-12-initiative.blog.nz…
Non tutti hanno il tempo di essere sempre documentati su decine di argomenti. Poi, un conto è farsi un’opinione per farsi un opinione. Un altro conto è sapere di dover votare.

    3) ASTENSIONE:

    Aggiungere un tasto “mi astengo”. Votare “mi astengo” è espressione di una posizione politica. E’ diverso dall’assenteismo. E’ come la scheda bianca.

    4) PARTECIPAZIONE: 

    Votare in 7 giorni (o almeno 2-3) e in orari più comodi, es. dalle 6 alle 23. 
- Svizzera: si vota durante
    settimane – per posta.

- Europa: Le primarie del Partito Verde Europeo sono in corso 24h/24h dal 10.11.13 al 28.1.14. http://greenprimary.europeangr…

  • Maurizio ‘gibo’ Gibertini

    Acuto come sempre. Completamente d’accordo su quanto scrivi riguardo Panebianco & Co. Ho qualche dubbio su capipopolo e umore della base. Questi papocchi populisti stanno scoppiando ora che devono fare i conti col merito della reatà. Grillo e i Grilli vari dovranno fare salti mortali per tenere insieme le varie passioni, spesso tristi quando non tristissime, della loro gente e ho i miei dubbi che ci riusciranno.

  • http://rosalouise1.wordpress.com/ Cristina Correani

    Se una cosa del genere l’avesse pensata, scritta e detta qualsiasi altra persona si sarebbe scatenato l’inferno.
    Ma siccome la scrive Panebianco sul Corrierone, il quotidiano rassicurante, quello che non prende mai le parti di nessuno per paura di farlo con quella giusta, non se n’è accorto nessuno.

  • mawrwr

    ricordo quando il Manifesto era un gran bel giornale e i suoi giornalisti dei bravi giornalisti. Ma forse sono cambiato io.

  • Stefano

    Il Manifesto è vergognosamente legato ai partiti, e anche a gabbie mentali politiche. Niente altro può spiegare le sue critiche pretestuose contro il movimento 5 stelle. Siete prigionieri di vecchi riti del passato e mentre c’è chi ha buttato il bambino con l’ acqua sporca, voi avete tenuto solo l’acqua sporca. E uno dovrebbe abbonarsi pure! Stefano

  • Spartacus

    Critiche pretestuose al M5S? Non è di certo l’opinione degli elettori che a quanto pare vi stanno abbandonando via via (ogni elezione amministrativa o quasi fa cadere l’inesorabile sanzione: o hanno torto anche loro?).
    E poi, te Stefano, come buona parte dei grillaioli, fateci un piacere: è da decenni che facciamo lotte contro il sistema e per migliorare le condizioni e i diritti di tutti, per una più grande giustizia sociale e per l’ambientalismo (hai mai letto il bellissimo Arancia Blu, rivista mensile d’ecologia pubblicata col manifesto? ma sai una sega te, che cos’è stato Arancia Blu in Italia!) evitate di venire a darci lezioni : in molti casi avete scoperto l’acqua calda.
    E infine, per i vecchi riti: se il vecchio è la Carta e il nuovo il tribuno, affabulatore che vende fumo (tipo: “stacchiamo l’Europa con un click della nostra tastiera”), allora sì, siamo proprio per il vecchio, il tanto vecchio.

  • Stefano

    Ma sei pagato per rispondere a vanvera eh Spartacus? Io ho letto il Manifesto dai tempi di Arancia Blu, quindi lo conosco meglio di te! al punto che col tempo ho visto che dietro la facciata di libertarismo marxista si nascondeva un consolidato e proficuo rapporto coi ridicoli partiti della sinistra attuale. Questo secondo me. Quanto a te, contieni la tua tuttosommato superflua presenza qui sopra e cerca di scrivere, se ci riesci, qualcosa di utile.

  • arduazz

    Non credo sia difficile rispondere e criticare stando sul pezzo. Se ogni volta che qualcuno dice qualcosa viene criticato non per quello che dice ma per il giornale in cui scrive o per la simpatia politica (“scrivi per un giornale corrotto, il partito che “difendi” è un partito di ladri”) allora finisce qualsiasi tipo di confronto. Ma allora a che serve commentare? Lo sto dicendo senza intenti polemici, con gran calma e tranquillità.

  • machno

    Il Corriere della Sera non e’ nuovo a queste posizioni che definirei di razzismo culturale (ma poi si confonde con quello biologico).Sartori ha piu volte espresso posizioni identiche sull’impossibilita di integrarsi degli immigrati musulmani.Senza dimenticare che lo stesso quotidiano diede ospitalita alle ultime opere di Oriana Fallaci di chiara impronta razzista.Credo che,a parte il pensiero degli articolisti,risponda anche a esigenze di vendita e funzioni da contraltare a trascorsi articoli di Stella.
    Tra l’altro rivela anche un notevole grado di ignoranza sulla tematica dell’immigrazione.Le previsioni formulate da istituti che si occupano della materia prevedono che verra superata l’attuale fase di sostanziale stallo e che in Italia l’immigrazione,con numeri piu ristretti,riprendera,contribuendo parzialmente a bilanciare un disastroso invecchiamento demografico.Ma si prevede che piaccia o non piaccia il grosso dei futuri migranti verra dall’Africa.L’Europa dell’Est ha dei tassi di natalita simili ai nostri,
    l’arrivo dai paesi latino americani si e’ esaurito e non si prevede ripresa.Difficile prevedere numeri consistenti per l’Italia dai paesi asiatici.Non sono d’accordo con l’autore che mi sembra sottovalutare la crescita neanche tanto strisciante in tutta Europa di sentimenti xenofobi.La legislazione in materia va cambiata tutta,in ogni sua parte con il realistico obiettivo di controllare i numeri e di incrociare,per quanto
    e’ possibile domanda e offerta di lavoro.In caso contrario si rischia veramente una deriva razzista.
    E’ chiaro che nessun controllo debba fare riferimento a elementi etnici o religiosi

  • http://www.ilmanifesto.info/ il manifesto

    scusa ma che commento è? ma cosa dici? ma dove saremmo legati ai partiti che fin dall’inizio dai partiti siamo stati soltanto radiati? e oggi non abbiamo nessun legame con nessuno. ma quali partiti poi? boh. un commento senza senso.

  • http://www.ilmanifesto.info/ il manifesto

    e i treni arrivavano in orario.

  • mawrwr

    Infatti gli elettori (che come dici tu hanno ragione) si sono spostati a milioni verso la sinistra che il tuo giornale rappresenta. Anzi, è grazie proprio agli articoli interessanti che questo giornale ogni giorno scrive che gli elettori hanno abbandonato il m5s e sono diventati convinti sostenitori della sinistra.

  • mawrwr

    Siete legati ai finanziamenti… E il movimento 5s vi fa una paura inconfessabile.. Ecco perché la denigrate pur dicendo e facendo cose di cui dovreste andarne fieri.. Ma lo capisco, la pagnotta è pagnotta!

  • Stefano

    Rifondazione Comunista per esempio, e tutte le oscene, turpi fazioni che ne sono venute fuori, O no? E comunque i migliori se ne sono andati, con l’eccezione di Parlato e della Dominijanni che non rimpiango per nulla!
    Questo sistema politico si abbatte, non si cambia. Do you remember?

  • mawrwr

    Già.. Chi vi critica è un nostalgico fascista! Il vostro muro ideologico si è innalzato fino all’inverosimile.

  • http://porciconleali.blogspot.it/ RoobZarathustra

    …a fare marketing politico

  • http://porciconleali.blogspot.it/ RoobZarathustra

    la lotta contro il finanziamento dell’editoria è un’idea tra il reazionario e il liberista

  • mawrwr

    Così parlo Zarathustra.

    L’idea del giornalista prezzolato la cui sopravvivenza dipende dalle gentili elargizioni del politico (a spese nostre), che in tal modo lo tiene al guinzaglio, è invece la democrazia che tutti sogniamo.

  • http://porciconleali.blogspot.it/ RoobZarathustra

    Che stile il marketing di Casaleggio!

  • mawrwr

    E mi paga pure bene!

  • stefano

    non ho mai letto un commento dei 5 stelle sui giornali di feltri…berlusconi ecc. ma qui si…ma qui si…ma qui si….brucia qualcosa ?

  • Spartacus

    Che io sappia il quotidiano non è un giornale di partito quindi non ha come compito di attirare elettori ma eventualmente lettori.
    Che poi siano degli analfabeti politici della tua risma questo è un inconveniente del successo.
    Se il manifesto fosse insignificante non staresti qui a dispensare le tue inezie.

  • mawrwr

    Ah ah ah… Se c’è una cosa che è realtà incontrovertibile questa è il successo de il manifesto. Lo sanno tutti. Un giornale che va a gonfie vele!

    Spartacusa, vai a batterti con gli animali che è meglio, usare la testa non ti riesce molto bene!

  • Spartacus

    “dietro la facciata di libertarismo marxista si nascondeva un consolidato e proficuo rapporto coi ridicoli partiti della sinistra attuale”. Ohibò!
    A parte la prosa questurina dubito che tu abbia capito qualcosa in quello che hai letto (o pretendi di aver letto) sul manifesto negli ultimi 35 anni.

    Il manifesto “nasconde”? Come di può scrivere una cosa così insulsa?
    Ti dice nulla la Rivista della Sinistra? Chi ci collaborava? Qual era il progetto perseguito? Qual è il progetto stesso del manifesto da quando è nato ? Mi sembra di sognare!
    “Un proficuo rapporto con i partiti della sinistra” ! Sul serio? E ricevono veline e soldi? ma veramente? Accipicchia!
    Non so se quello che scrivo è utile, ma te puoi starne certo lo sei.
    Fai sorridere. È già una buona cosa.

    ps: permetti di dubitare, mi scuserai, sulla tua effettiva conoscenza di Arancia blu. Uno che conosce la storia del manifesto non può accumulare una tale quantità di sciocchezze in così poche righe.

  • Spartacus

    Te non hai nemmeno bisogno di essere pagato: si vede che ti viene naturale, senza sforzo.
    Tienitili stretti i tuoi guru da operetta.

  • mawrwr

    Wow, come sei intelligente!!! Già hai capito tutto di me!! Che bravo!

  • Spartacus

    Ah, ma sei un grillaiolo! Lo dovevi dire prima. Questo cambia tutto!
    La frase “questo sistema si abbatte non si cambia” detta da uno che sta dietro ai due guru della Grillo & Casaleggio Associati, prende una connotazione tutta particolare: sembra uno slogan della Wanna Marchi.
    Stammi bene, caro Stefano.

  • http://www.ilmanifesto.info/ il manifesto

    ma che significa in italiano “legati ai finanziamenti”? Ci accusi di essere dei corrotti? Di scrivere a comando? Ma il V-Day ci vorrebbe per te e per quelli come te. Che non sanno nulla. Avere in mano la tastiera non vuol dire avere la testa sulle spalle. Sì sì qui i finanziamenti abbondano… è vero, abbiamo aperto un conto alle Cayman e tutti i giorni Enrico Letta o Denis Verdini ci ordinano cosa scrivere o cosa no. Ma dove vivi? Ma lo leggi il manifesto? Ma lo sai come è fatto?

  • Stefano

    Spartacus, a me francamente mi hai annoiato. Può darsi che non conosca le arance blu ma conosco le zucche vuote come la tua. Non sono pro grillo, più di quanto sia pro Manifesto o pro vaticano, noto solo che, a mio avviso, il Manifesto si è trasformato negli anni, da avanguardia illuminata di una certa sinistra pensante, in uno strumento della conservaziione peggiore. Gli snodi di questo fenomeno sono sotto gli occhi di tutti. Comunque tra arance blu e zucche vuote c’era bisogno di una fruttiVENDOLA, quella che vi meritate. Un consiglio: attento alle banane.Ciao

  • mawrwr

    Mi dispiace che uno che rappresenta un giornale dalla gloriosa storia come Il Manifesto non conosca nemmeno l’italiano. È il segno del disfacimento dei nostri tempi. Mi dispiace molto anche che un giornale risponda in questo modo ai suoi elettori critici, ingiuriandoli e prendendoli per deficienti. Anche questo è semplice segno di un’etica professionale ormai da tempo smarrita. Detto questo cercherò di spiegarmi meglio. Non per piacere suo ma per i suoi elettori che non meritano certo di leggere sterili scambi di insulti. Mi risponda a una domanda semplice semplice, caro Manifesto: il vostro giornale riceve o non riceve dei finanziamenti pubblici? Quanto riceve all’anno? Visto che sono soldi pubblici, e non so se comprende la parola PUBBLICI, può rispondere per favore? questi soldi vi servono o no a sostenere il vostro giornale? Senza questi soldi sareste in grado di continuare la vostra attività? sappiamo tutti che il vostro giornale è ogni giorno a rischio chiusura e che senza finanziamenti non andrebbe da nessuna parte e sarebbe costretto a chiudere, come già avvenuto diverse volte. Questo a mio avviso vi rende particolarmente accaniti contro un movimento che seppur pieno di difetti è l’unico elemento di novità nella politica nostrana del magna magna. Invece di criticarla costruttivamente sperando che migliori e scalzi il malcostume ormai imperante, voi la denigrate gratuitamente ad ogni pretesto, artatamente, e con evidenti scopi diffamatori. Possiamo anche subito entrare nel merito e fare un esempio nel presente articolo: “Che le con­sul­ta­zioni tele­ma­ti­che del Movi­mento 5 Stelle siano una cari­ca­tura della demo­cra­zia e della poli­tica lo sanno per­fino non pochi di quelli che vi hanno par­te­ci­pato. L’attendibilità non è molto diversa da quella di un video­gioco”. Così comincia il vostro articolo. Ecco, io adesso mi domando e vi domando: cos’è meglio, quello che fanno tutti i partiti, TUTTI, compreso SEL, rifondazione (quando c’era), ecc.. che decidono ogni cosa in 6, 7 persone nel chiuso delle loro segreterie e poi ordinano il da fare ai loro parlamentari che si limitano a premere un tasto senza sapere spesso nemmeno cosa stanno votando, o è meglio forse tentare di aprirsi a una più vasta platea di persone, cittadini normali, non legati da interessi o lobby, che decidono secondo il proprio convincimento??? Lì sono una decina di persone (fra l’altro, come dicevo, spesso legate a lobby o interessi di partito o interessi elettorali) qui sono decine di migliaia di persone… cittadini normali. Si possono criticare molte cose: potrebbero essere di più? Ma certo? Potrebbero estendere l’orario di voto? Ma certo! Potrebbero avvisare un po’ prima? Ma certo! (anche se in questo modo si è evitato il tentativo di invalidarlo da parte degli hacker). Si può criticare e suggerire anche la modalità e la estendibilità di questo metodo. Non può certo essere usato per tutte le decisioni che il parlamento è tenuto a prendere. Magari restringerlo solo a certi argomenti… Si possono fare mille critiche e dare mille apporti costruttivi. Invece, voi cosa fate? Mistificate, denigrate, ribaltate la realtà. Per continuare a dare un’immagine pessima del m5s, a prescindere. Se la vostra malafede è così chiara, quale può esserne il motivo? Mi sono dato una risposta: la vostra stessa sopravvivenza.

  • mawrwr

    Mi dispiace che uno che rappresenta un giornale dalla gloriosa storia come Il Manifesto non conosca nemmeno l’italiano. È il segno del disfacimento dei nostri tempi. Mi dispiace molto anche che un giornale risponda in questo modo ai suoi lettori critici, ingiuriandoli e prendendoli per deficienti. Anche questo è semplice segno di un’etica professionale ormai da tempo smarrita. Detto questo cercherò di spiegarmi meglio. Non per piacere suo ma per i suoi elettori che non meritano certo di leggere sterili scambi di insulti. Mi risponda a una domanda semplice semplice, caro Manifesto: il vostro giornale riceve o non riceve dei finanziamenti pubblici? Quanto riceve all’anno? Visto che sono soldi pubblici, e non so se comprende la parola PUBBLICI, può rispondere per favore? questi soldi vi servono o no a sostenere il vostro giornale? Senza questi soldi sareste in grado di continuare la vostra attività? sappiamo tutti che il vostro giornale è ogni giorno a rischio chiusura e che senza finanziamenti non andrebbe da nessuna parte e sarebbe costretto a chiudere, come già avvenuto diverse volte. Questo a mio avviso vi rende particolarmente accaniti contro un movimento che seppur pieno di difetti è l’unico elemento di novità nella politica nostrana del magna magna. Invece di criticarla costruttivamente sperando che migliori e scalzi il malcostume ormai imperante, voi la denigrate gratuitamente ad ogni pretesto, artatamente, e con evidenti scopi diffamatori. Possiamo anche subito entrare nel merito e fare un esempio nel presente articolo: “Che le con­sul­ta­zioni tele­ma­ti­che del Movi­mento 5 Stelle siano una cari­ca­tura della demo­cra­zia e della poli­tica lo sanno per­fino non pochi di quelli che vi hanno par­te­ci­pato. L’attendibilità non è molto diversa da quella di un video­gioco”. Così comincia il vostro articolo. Ecco, io adesso mi domando e vi domando: cos’è meglio, quello che fanno tutti i partiti, TUTTI, compreso SEL, rifondazione (quando c’era), ecc.. che decidono ogni cosa in 6, 7 persone nel chiuso delle loro segreterie e poi ordinano il da fare ai loro parlamentari che si limitano a premere un tasto senza sapere spesso nemmeno cosa stanno votando, o è meglio forse tentare di aprirsi a una più vasta platea di persone, cittadini normali, non legati da interessi o lobby, che decidono secondo il proprio convincimento??? Lì sono una decina di persone (fra l’altro, come dicevo, spesso legate a lobby o interessi di partito o interessi elettorali) qui sono decine di migliaia di persone… cittadini normali. Si possono criticare molte cose: potrebbero essere di più? Ma certo? Potrebbero estendere l’orario di voto? Ma certo! Potrebbero avvisare un po’ prima? Ma certo! (anche se in questo modo si è evitato il tentativo di invalidarlo da parte degli hacker). Si può criticare e suggerire anche la modalità e la estendibilità di questo metodo. Non può certo essere usato per tutte le decisioni che il parlamento è tenuto a prendere. Magari restringerlo solo a certi argomenti… Si possono fare mille critiche e dare mille apporti costruttivi. Invece, voi cosa fate? Mistificate, denigrate, ribaltate la realtà. Per continuare a dare un’immagine pessima del m5s, a prescindere. Se la vostra malafede è così chiara, quale può esserne il motivo? Mi sono dato una risposta: la vostra stessa sopravvivenza.

  • http://www.ilmanifesto.info/ il manifesto

    Allora.
    Il manifesto in un certo senso ha GIA’ chiuso. Il 31 dicembre 2012 la cooperativa storica ha cessato le attività e i commissari liquidatori hanno incassato a fine dicembre 2013 rimborsi editoria per l’anno 2012 pari a circa 1,7 milioni di euro. La nuova coop, pur aderendo al fondo editoria, non ha visto 1 euro di fondi pubblici per tutto il 2013 e (forse) vedrà i rimborsi delle spese dell’anno scorso alla fine di quest’anno.
    Per cui sì, il fondo editoria aiuta il giornale ma la nuova coop (bene o male, più male che bene) si regge con vendite, abbonamenti e (poca) pubblicità.
    Punto secondo: con tutti i limiti delle primarie del PD (non li ripetiamo per non annoiare), milioni di persone sono uscite di casa e hanno partecipato a discussioni in sezione, assistito a dibattiti, discusso di politica e politiche. Dietro ogni candidato c’era anche un programma e un insieme di valori. Perciò le poche migliaia di voti 5stelle, in 8 ore su un tema complesso come l’immigrazione ci sono sembrate “poco più che un videogioco”. Ma ben venga. Miglioreranno anche loro. Però quanto sono permalosi. Questa giagulatoria sui partiti chiusi nelle stanze e dei 5stelle aperti è puro luogo comune. aperti o chiusi sono entrambi.

  • http://porciconleali.blogspot.it/ RoobZarathustra

    Trattare l’informazione come una merce qualsiasi è il segno dei tempi e, ripeto, restituisce il grado di reazione in cui viviamo; anche il “nuovo” che avanza contribuisce al rafforzamento ideologico del “libero mercato”: “se non vendi devi chiudere”. L’informazione diventa assimilabile ad un orologio, ad un oggetto tecnologico, ad un soprammobile: non la si misura col metro della qualità e dell’onestà intellettuale, NO, per la società borghese e tutta la sua sbirraglia, l’informazione si misura da quando vende.
    Con questa logica in Italia in edicola rimarrano solo la Gazzetta dello Sport e riviste di gossip: che lungimiranza politica questi italiani novelli salvatori.

  • crescenzo crispino

    Questo signore non ha mai abitato in Italia. non ha mai letto il MANIFESTO Il MANIFESTO unico giornale che vive di ( elemosina dei suoi lettori COMUNISTI di sinistra) DA PARLATO ALLA ROSSANDA ALLA CASTELLINI, signore chi sono questi NOMI?

  • mawrwr

    Condivido in parte il tuo punto di vista. Nemmeno io sono per una soppressione tout court del finanziamento. Ma sono a mio avviso necessarie delle modifiche sostanziali dei criteri di finanziamento. Troppi giornali inventati, senza nemmeno un lettore, troppi legami coi partiti e rischi di vassallaggio. Bisognerebbe aprirsi a dei sistemi di valutazione nuovi, un criterio che prenda in considerazione il numero dei lettori ma anche e soprattutto il gradimento degli stessi lettori. Siamo ancora al medioevo… E nessuno si prende la briga di provare a cambiare questo pessimo stato delle cose. Ti faccio però presente che attualmente in nessun modo si finanzia un giornale con il criterio della qualità. Solo il numero di tiratura ed altri oscuri e insondabili criteri… Se questo fa per te un buon metodo, beato te che vivi in questa società.

  • mawrwr

    Finalmente una risposta nel merito. Non la condivido, ma almeno non mi offende e cerca di esprimere un legittimo punto di vista. I partiti sono chiusi, anzi direi arroccati, nelle loro stanze! È semplice realtà. Non capisco come tu faccia a non rendertene conto. I 5stelle seppur con mille difetti (che il primo io contesto) cercano di scardinare questo sistema partitico marcio, senza più speranze. Nei partiti fanno carriera soltanto chi si piega a certe logiche, altrimenti rimani nella stragrande maggioranza dei casi, un piccolo pesce fuor d’acqua. Ragazzi, purtroppo è così. Non vedere questo significa bendarsi gli occhi per paura dell’incognita che il nuovo rappresenta.
    e poi scusa… telegraficamente
    Le primarie: il più grande bluff della democrazia… I candidati son sempre quelli usciti dal sistema di cui sopra (marcio)

    Tema complesso quello dell’immigrazione. Ma qui si consultava la rete per un’abrogazione di una legge che in fondo esprime un principio. Non ci vuole uno scienziato per esprimere una propria opinione su questa legge. A meno che tu non consideri i cittadini un enorme calderone di cerebrolesi.

    Ragazzi fatevene una ragione (e se la faccia anche Grillo): la maggioranza degli elettori 5stelle (o quanto meno degli iscritti aventi diritto al voto) sono di sinistra. La scelta dei candidati alle quirinarie è chiarissima e non lascia alcun dubbio!

  • Marco Giustini

    Piu che con i partiti la relazione economica del giornale era con il sindacato, specificatamente con la CGIL, che finanziava in modo diretto il Manifesto.