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Reportage

Gerusalemme, unita a parole ma sempre divisa

Israele/Territori occupati. Il 10 giugno di 50 anni fa il ministro della difesa di Israele, Moshe Dayan, entrava nella città vecchia e proclamava che lo Stato ebraico non avrebbe mai rinunciato al controllo dell'intera città, anche della zona araba appena occupata militarmente. Viaggio a Gerusalemme Est dove discriminazioni e violazioni sono l'oggi di una città che Israele proclama unita e pacificata

Gerusalemme, 24 maggio 2017. Migliaia di nazionalisti israeliani celebrano l'anniversario della

Gerusalemme, 24 maggio 2017. Migliaia di nazionalisti israeliani celebrano l'anniversario della "riunificazione" della città

«Questa mattina l'Idf (le forze armate, ndr) ha liberato Gerusalemme. Abbiamo riunito la Gerusalemme divisa, la capitale di Israele che era stata divisa in due. Abbiamo fatto ritorno ai nostri luoghi più sacri e siamo tornati per non abbandonarli mai più». Fu perentorio quel 10 giugno del 1967 il ministro della difesa israeliano Moshe Dayan. Poco prima era entrato nella città vecchia di Gerusalemme Est, araba, appena occupata militarmente, assieme al capo di stato maggiore Yitzhak Rabin e al comandante della regione centrale Uzi Narkis per suggellare la vittoria, rapida e devastante, delle forze aeree e di terra dello Stato...

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