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Internazionale

Energia, aeroporti e sanità: l’Italia vuole ricostruire la Libia

Nord Africa. La «diplomazia economica» segna la visita del premier Draghi a Tripoli. Le aziende italiane in prima fila nel paese nordafricano. Le lancette tornano al 2008, all’idillio tra Berlusconi e Gheddafi. L’offensiva del 2011 è solo un ricordo

Mario Draghi accolto a Tripoli dal primo ministro del governo di unità libico Abdul Hamid Dabaiba

Mario Draghi accolto a Tripoli dal primo ministro del governo di unità libico Abdul Hamid Dabaiba

«È un momento unico per ricostruire un’antica amicizia e una vicinanza che non hanno mai conosciuto interruzioni». Le parole di Mario Draghi pronunciate ieri a Tripoli al premier del Governo transitorio di unità nazionale libico Dabaiba non lasciano spazio a dubbi: l’Italia vuole giocare la parte da leone nella ricostruzione della «nuova» Libia, riportando le lancette dell’orologio (dirà in seguito Dabaiba) al Trattato di amicizia italo-libico del 2008. Allora a Palazzo Chigi c’era Berlusconi mentre a reggere le sorti del paese nordafricano il rais Gheddafi, allora grande amico di Roma scopertosi nemico solo tre anni dopo al punto da essere...

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