closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Internazionale

Cile, lo stato d’emergenza permane e il governo chiama i riservisti

La rivolta cilena. L'Instituto Nacional de Derechos Humanos (Indh) ha presentato alcune cause legali, tra cui 5 per omicidio, 12 per violenza sessuale e diverse altre per tortura e violenza spropositata, come nel caso di quattro manifestanti, tre adulti e un minorenne, «crocifissi sulla struttura metallica dell’antenna del commissariato» di Peñalolén

Cile

Cile

La brutale repressione da parte delle forze di sicurezza non basterà di certo a fermare la rivolta del popolo cileno. Sotto lo slogan «Non sono 30 pesos, sono 30 anni», in riferimento all’aumento del costo dei trasporti e ai tre decenni dalla fine della dittatura segnati dalla medesima ingiustizia sociale, i manifestanti continuano a scendere in strada chiedendo la rinuncia di Piñera, un reale cambiamento politico-economico e il ritorno dei militari nelle caserme. Ma a revocare lo stato d’emergenza il governo, al momento, non ci pensa proprio, come mostra la decisione di chiamare in servizio i riservisti per sostenere l’operato...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi

Benvenuto su ilmanifesto.it

Uso di alcuni dati personali

I cookie sono piccoli file di testo che vengono memorizzati durante la visita del sito. Hanno diverse finalità:

Icona ingranaggi
Cookie tecnici

ilmanifesto.it usa solo cookie anonimi e necessari al buon funzionamento del sito. Non raccolgono dati personali e sono indispensabili per la navigazione o i nostri servizi.

Icona grafico
Cookie statistici

ilmanifesto.it non profila gli utenti per il remarketing o per scopi pubblicitari. Usiamo cookie statistici che servono per analizzare grandi gruppi di dati aggregati.

Icona binocolo
NON ospitiamo cookie pubblicitari o di profilazione.

Non vendiamo i tuoi dati e li proteggiamo. Potremmo però essere intermediari tecnici di alcuni contenuti incorporati da terze parti (ad es. video, podcast, post o tweet, pagamenti via Stripe). Consulta le privacy policy delle terze parti raccolte sul sito.

Se chiudi questo banner acconsenti ai cookie.