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Politica

Appendino, la sindaca che piace alla Torino che conta e non

Primi 100 giorni. Prudente con Agnelli, Chiamparino e Banca Intesa, la giunta 5 Stelle cambia pelle e teme voragini nascoste nel bilancio ereditato da Fassino. La sindaca decolla nei consensi. Ma dice no all’acqua pubblica

La sindaca di Torino Chiara Appendino

La sindaca di Torino Chiara Appendino

Il 20 giugno scorso Torino ha visto quella che Émile Zola definisce «la brutale allegria delle serate che seguono una carneficina». Il popolo di Chiara Appendino, trionfante in un ballottaggio sanguinoso per il Pd, si trovava sotto il palazzo del comune con la spontaneità della folla che esplode dopo che l’infinito tempo dell’amarezza, improvvisamente, termina. Scontata la premessa: cento giorni non sono sufficienti per tracciare alcun giudizio sull’operato della sindaca, anche perché la pesante eredità finanziaria, tre miliardi di debiti, è l’argine maestro che contiene e raddrizza ogni sogno. La campagna elettorale dava già idea del solco entro il quale...

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