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Cultura

Un’idea politica sempre aperta all’imprevisto, oggi strumento affilato per gli effetti della pandemia

Benedetto Vecchi, un anno dopo. Il suo ultimo lavoro incompiuto è dedicato all’utopia e al suo rapporto di indissolubile e conflittuale parentela con il realismo politico. Tensione che attraversa qualunque efficace politica di trasformazione sociale

I testi di Benedetto Vecchi che pubblichiamo in questo inserto nell’anniversario della sua scomparsa rappresentano, insieme a quello dedicato al tema dell’opinione pubblica scritto per il quaderno di euronomade su «contropotere», gli ultimi mesi del suo instancabile lavoro di analisi della società contemporanea e di ricerca degli strumenti politici necessari a una sua radicale trasformazione. Aperti su un futuro tutto da costruire questi scritti ruotano attorno a una impasse, a un nodo irrisolto, ma senza alcuna rassegnazione di fronte all’iniqua solidità dello stato di cose esistente. Ciò che registrano è una diffusione planetaria di mobilitazioni di massa, femministe, ecologiste, antirazziste...

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