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Editoriale

Se un appello raccoglie grande consenso

Giuseppe Conte al suo arrivo al summit europeo del 21 febbraio

Giuseppe Conte al suo arrivo al summit europeo del 21 febbraio

Venerdì, Primo Maggio, sul sito del manifesto è stato pubblicato un appello firmato da insegnanti, medici, baristi, preti di frontiera, a sostegno del governo “giallorosso”. Nessuno di noi poteva immaginare che avrebbe raccolto un enorme interesse tra le lettrici, i lettori e i simpatizzanti del nostro giornale con migliaia di adesioni in più che si sono poi aggiunte.

Come si può spiegare un tale consenso? Probabilmente con il sostegno di una larga parte dell’opinione pubblica verso l’azione antiCovid messa in campo dal governo Conte. Anzi, è probabile che senza questo background politico-sociale l’appello non avrebbe avuto un ascolto così rilevante.

I firmatari puntano il dito sull’attacco mediatico, pressoché unanime, rivolto al modo in cui è stata affrontata la tragica emergenza sanitaria del paese. Di cui, viceversa viene riconosciuta “la prudenza” e “il buon senso”.

Distinguiamo: le critiche all’attacco mediatico, strumentale e con personaggi (da Renzi a Salvini) che se ne fanno interpreti, non significa che non si possano e non si debbano discutere le priorità economico-sociali e gli strumenti normativi messi in campo, come del resto invitano a fare le migliaia di firmatari.

O che il governo Conte sia il migliore dei governi possibili. Un esercizio di critica, e di proposta, che del resto quotidianamente vive sulle nostre pagine.

Noi abbiamo fatto una battaglia, l’anno scorso, molto dura, per evitare di andare alle elezioni e consegnare il paese in mano ai fascisti e alle destre. L’alternativa era una sola: un governo Pd-5Stelle, allargato a sinistra con Leu e a destra con Italia Viva.

Dopo quasi dieci mesi, questa maggioranza ha mostrato potenzialità e limiti di cui discutere.

Sapendo però che una crisi oggi avrebbe due conseguenze: o un governo di emergenza nazionale sostenuto da poteri forti (e a questo si sta lavorando con il consenso del mondo mediatico), oppure elezioni anticipate.

Ma c’è anche una vasta area nel paese che dice al governo di andare avanti. E noi vogliamo e dobbiamo tenerne conto.


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