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Internazionale

Reporter condannati, per Suu Kyi è giusto così

Myanmar. Per la leader de facto del paese e Nobel per la Pace la sentenza è corretta. E ad Hanoi trova anche il tempo per giustificare il genocidio dei Rohingya

Manifestazione in solidarietà con i giornalisti Reuters condannati

Manifestazione in solidarietà con i giornalisti Reuters condannati

La questione rohingya? Avremmo potuto gestirla meglio. I due reporter della Reuters condannati a sette anni di galera perché investigavano su una fossa comune nei villaggi della minoranza musulmana? Verdetto corretto perché i reporter hanno violato la legge. Aung San Suu Kyi, la Nobel de facto premier del Myanmar, perde un’altra occasione: non solo non condanna i misfatti del «suo» esercito – che l’Onu vorrebbe inquisito per genocidio – ma ne difende l’operato, così come quello della corte birmana che dieci giorni fa ha condannato Wa Lone e Kyaw Soe Oo per aver avuto tra le mani «documenti segreti» –...

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