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Alias Domenica

Rachel Cusk, a quanto pare, io sono sua madre

Casi letterari. Ammirevole e ironico esercizio narrativo di emancipazione dal buon senso comune, «Il lavoro di una vita» è un testo autobiografico di Rachel Cusk sulla maternità, che sollevò schiere di benpensanti: lo ritraduce Einaudi

Cathy Wilkes, «Senza titolo», 2012 (esposto alla Biennale di Venezia, 2019)

Cathy Wilkes, «Senza titolo», 2012 (esposto alla Biennale di Venezia, 2019)

Ormai vent’anni fa, quando Rachel Cusk, al tempo niente affatto nota, decise di affidare a un dispositivo letterario la metabolizzazione del trauma che le era derivato dall’essersi ritrovata incinta prima, e madre poi, pressoché nessuno prestò attenzione alla già allora eclatante qualità della sua scrittura. Ancora più sorprendente è il fatto che la stessa Cusk ritenne di dover impiegare del tempo per difendersi, e rassicurare quell’infinitesimale frammento della pubblica opinione che se ne sentiva riguardato, sulla sua rispettabilità, anche dal punto di vista sentimentale. Sembrava avesse perso di vista, lei pure, il fatto che la letteratura è anzitutto una macchina...

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