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Editoriale

L’equivalenza impossibile

Certe volte la memoria serve per dimenticare. Se uno cambia la scritta sul cancello di Auschwitz e ci mette la P2 al posto di «Arbeit», non è una citazione, è una parodia. Come minimo, è una mancanza di rispetto. In realtà, è molto di più: la pretesa iperbolica che i due termini siano intercambiabili ottiene il risultato non di accentuare l’importanza dell’elemento nuovo ma di sminuire il senso di quello vecchio. Davvero Shoah e P2 si equivalgono? Oppure, ricordarsi a sproposito della Shoah per le beghe di casa nostra non sarà un modo per non guardarla in faccia.

Per parlare d’altro fingendo di parlarne. Sull’unicità della Shoah dovrebbe non essere necessario tornare. È una tragedia unica, per le dimensioni e soprattutto per il senso: un massacro ordinato per far sparire dalla faccia un popolo intero, e milioni di individui rei di essere solo quello che erano. Per decenni, abbiamo addirittura avuto paura di guardarla negli occhi e non ne abbiamo voluto parlare; poi, (anche a forza di giornate della memoria), ne abbiamo fatto un termine del discorso ordinario. Ogni nuovo cattivo è «un nuovo Hitler», da Saddam a Milosevic, da Gheddafi ad Ahmadi Nejad fino (lo ha detto Hillary Clinton) a Putin. Non è una cosa innocente: come ha dimostrato un sondaggio del Washington Post, «Evocare Hitler rende gli americani più disponibili all’intervento in Ucraina».
L’effetto di queste iperboli strumentali, tuttavia, non è di accentuare il nostro disgusto per dei dittatori criminali, che se lo meritano da soli, ma di sminuire e banalizzare il disgusto per Hitler. Tutte le similitudini funzionano in due direzioni. Cioè, se Gheddafi è un Hitler, allora Hitler non era che un Gheddafi qualsiasi . E se il nazismo è una riforma sanitaria, be’, quasi quasi… L’unico modo per prendere per buoni questi vaneggiamenti è di dimenticarsi che cosa era davvero Hitler, trasformare il nazismo e la Shoah in significanti vuoti, usati per designare qualsiasi cosa, e quindi niente. Sheryll Nuxoll, senatrice dell’Idaho, è solo una fra i tanti ideologi di destra secondo cui la riforma sanitaria di Obama è «just like Hitler», e i cittadini saranno ridotti «come gli ebrei caricati sui treni verso i campi di concentramento». La cosiddetta legge di Godwin, ovvero «Legge delle analogie col razzismo», afferma che «più dura una discussione online, più alta è la probabilità che qualcuno confronti qualcosa o qualcuno a Hitler o al nazismo» (e naturalmente è online anche questa, come la maggior parte delle sparate di Grillo).
Oltre all’offesa alla memoria delle vittime, al senso delle proporzioni e alla materialità della storia, la sparata grillina infatti ottiene anche il risultato di svuotare il suo stesso messaggio. Come sempre, la retorica del grillismo consiste nel mescolare cose sensate a sparate assurde, e nell’alzare i toni in modo da rendersi inaudibile. Un esito dell’improvvida sparata di Grillo è anche quello di involgarire giuste preoccupazioni per il destino del nostro paese. Anche gente seria come Zagrebelski e Rodotà avverte che corriamo il rischio di una deriva autoritaria; ma paragonarla al nazismo significa solo gonfiare oltre misura, riempire di aria (fritta), la percezione dei rischi reali che corriamo e indebolire i loro solidi argomenti.
Un’ultima notazione. È vero quello che dice Grillo: Napolitano (che non sempre ha ragione) è vecchio. Beppe Grillo è del 1948. Combina l’ingiustificato giovanilismo dei rottamatori con l’età pensionabile. Auguri.

  • Zopir

    È vero quello che dice Grillo, che Napolitano sia vecchio? Che ca****?

  • Valentino

    Gentile Alessandro,

    secondo me lei e non solo lei fa due grossi errori, entrambi di natura concettuale.

    Il primo è quello di considerare Hitler come il male assoluto, le faccio presente che questa posizione è molto debole in quanto è prettamente di natura fideistica sostanzialmente ogni volta che si dice che Hitler sia il male assoluto si da ad esso una natura divina (L’assoluto è ontologicamente di natura divina) che non possiede, rendendo addiritura plausibili alcune visioni anche di certi ebrei ultrortodossi negazionisti . Hitler e il nazismo sono un male relativo (nel senso filosofico del termine) del loro tempo ne più brutto ne più bello di quelli che ci sono stati che ci sono e chi saranno…

    Il secondo, appartiene invece a ciò che è un tabù chi lo definisce e chi lo può infrangere. Troverebbe lecito che le metafore non possano essere utilizzate? Non è forse una maggiore violenza quella di impedire l’uso delle propria (per quanto perversa ma non sta certo a noi definire cosa è e cosa nonè perverso )fantasia?

    Non le da fastidio che un libro per quanto scritto da un uomo saggio e giusto sia assunto a “libro intoccabile” sembrerebbe quasi ci si fosse riferiti nemmeno alla Bibbia ma perfino al Corano (con le differenze relative alle visioni circa la loro creazione nelle rispettive religioni). Perchè un fatto storico non dovrebbe essere utilizzato per fornire strumenti per comprendere il presente?

    mi scusi
    Valentino

  • Michele Matejka

    Caro Alessandro lei ha scritto un bel pezzo, ma secondo me contiene un errore di fondo: Grillo di professione è comico, vive in televisione e nei media in genere. La sua metafora può essere di cattivo gusto – ritengo che lo sia. Ma il cattivo gusto non giustifica l’accanimento dei giornalisti. In tutta sincerità io sarei d’accordo per crocifiggere mediaticamente ogni politico privo di gusto, buon senso e di eleganza – ne rimarrebbero ben pochi poi. Davvero è tabù la Shoà? Niente paragoni? Chi lo stabilisce? Erano sbagliate le vignette danesi su Maometto? Qui stiamo facendo confusione tra cattivo (anche cattivissimo) gusto e revisionismo. Perchè il signor Grillo revisionista non è, ha fatto una battuta, di cattivo gusto pare vedendo le reazioni, ma null’altro. Se i media si concentrassero magari sui dirigenti Equitalia condannati e rimasti in carica, sugli accordi indecenti Renzi-Berlusconi, e non passassero il tempo a sparare contro l’unico non allineato, forse potremmo progredire. Saluti e buon lavoro

  • Giovanni Belluardo Jomoney

    Vauro ha scritto FIAT invece di P2 …applausi per l’ironia del disegnatore.. 1+1 fa due, ovvero, DISINFORMAZIONE PILOTATA DI STATO.

  • haitao

    Io ho una lettura differente invece, dal momento che credo fermamente che la coppia Grillo/casaleggio sia strumentale all’attuazione delle riforme che tutti abbiamo sotto gli occhi , assorbendo il dissenso e rendendolo nullo. L’associazione chiaramente improbabile e foriera di certe polemiche tra auschwits e p2 , nella migliore tradizione della recente politica/marketing con innesti di Programmazione neurolinguistica ad anni in uso da parte USA, svilisce sciogliendo tutto nel magma del complottiamo, depotenziando e rendendo risibile chi cerchi di evidenziare le evidenti analogie tra il programma di Licio Gelli , la storia recente italiana e le riforme costituzionali in corso . Non sfugge poi come Gelli parli anche della creazione ad hoc di movimenti( che ricordano il M5S) in caso la politica non fosse più’ autorevole presso il pubblico al fine di ottenere lo scopo ” riportare ai naturali detentori del potere il potere, a discapito della rappresentanza della società’ civile” . Non scherzo, basti leggere il programma di rinascita democratica di Licio Gelli , breve diretto conciso e chiaro il testo e’ disponibile al pubblico in rete

  • Patrizia Marrese

    grillo sembra fare apposta a irritare ora un gruppo ora una persona, il suo atteggiamento è infantile (in senso relativo non assoluto, in questo senso è un idiota

  • Duilio Magnaterra

    quand’ero adolescente, e paro di mezzo secolo fa, vidi un film, o meglio ricordo la scena di un film dove degli operatori televisivi fecero una candy camera, scopiazzando Nanni Loy. un attore finge un malore in strada, si accascia al suolo. Fanno vedere che la gente passa guarda e non si ferma, almeno una decina di persone nessuno si ferma.mandano in onda il servizio. i telespettatori si scatenano con lettere e telefonate di protesta. allora mandano in onda un’altra parte di servizio che era stata tagliata dove la gente si ferma, ma dicono è una finzione andate pure. il commentatore disse che erano molte di più le persone che si erano fermate rispetto a quelle che tiravano dritto, ma aggiunse -vedete come una mezza verità è più pericolosa di una menzogna?