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Reportage

La Spagna promessa di Podemos

Inchiesta. Aspettative e certezze di chi voterà per il movimento che punta a diventare la prima forza spagnola, per sfidare le disuguaglianze e i diktat dell’Ue. Sei domande rivolte a dieci militanti di etá e professioni diverse

Il leader di Podemos, Pablo Iglesias

Il leader di Podemos, Pablo Iglesias

Le domande

1. Perchè hai scelto di sostenere Podemos?

2. Qual è la misura proposta da Podemos che ti ha motivato maggiormente a farne parte, quella che vorresti veder approvata subito dopo essere saliti al governo?

3. Rispetto ai primi mesi di vita del partito, sembra che Podemos stia gradualmente ridimensionando le proposte più rivoluzionarie, a partire dal suo programma economico. È così?

4. Pensi che le idee più radicali di Podemos, come la ristrutturazione del debito, siano effettivamente realizzabili?

5. Le dimissioni di Juan Carlos Monedero da dirigente del partito hanno messo in luce l’ampiezza di vedute e l’eterogeneità che caratterizza i sostenitori di Podemos. È da considerarsi un segnale d’allarme delle divisioni interne al partito?

6. I sondaggi sulle intenzioni di voto danno risultati altalenanti: a volte siete il primo partito, a volte addirittura il terzo. Alle ultime regionali in Andalusìa non avete raggiunto il 15%. Pensi seriamente che Podemos possa vincere le prossime elezioni generali?

Le risposte

Eduardo, 38 anni, studente dottorando di scienze politiche

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1. Podemos ha aperto uno spazio politico che non s’era mai visto prima in Spagna. Vuole dare risposte concrete a numerose rivendicazioni sul piano dell’educazione, della sanità e delle politiche abitative. Il partito vuole operare quel cambio nelle istituzioni che tanta gente desidera vedere, che non è un rinnovamento ma una trasformazione. La struttura organizzativa di Podemos, anche questa completamente inedita, ha attirato molto la mia curiosità.
2. Che si metta fine al sistema clientelare che da decenni caratterizza la politica spagnola.
3. Quello che ha fatto Podemos è stato avvicinare le grandi proposte fatte per le elezioni europee dell’anno passato ai “semplici” cittadini. Le grandi idee restano le stesse. Forse ci sarà o c’è stato qualche cambio, qualche rimodellamento, ma la sostanza rimane quella.
4. È normale che si ridimensionino gli obiettivi in corso d’opera, non siamo professionisti della politica. L’importante è mantenere la stessa direzione e gli stessi obiettivi.
5. È ancora presto per capire cos’è davvero successo e cosa comporterà l’abbandono della direzione di Monedero. Non credo ci siano crepe interne al partito, anche se siamo uniti attorno a degli obiettivi e non a una ideologia, il che rende il tutto molto più difficile. Forse queste sono solo insinuazioni dei media nemici.
6. I risultati in Andalusìa non danno un’idea delle reali potenzialità di Podemos, l’Andalusìa è la roccaforte storica del PSOE, era tecnicamente impossibile vincere. Mi aspetto risultati sorprendenti alle prossime elezioni locali, anche se i media nazionali vincolati all’èlite politica la pensano diversamente…

Paloma, 61 anni, disoccupata e in pre-pensionamento e suo marito Carlos, 65, artista plastico

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1. Con l’età che ho non ho bisogno di tante cose ma penso ai miei figli e ai miei nipoti. Credo che far parte di Podemos sia la unica soluzione per cambiare la situazione terribile in cui ci hanno portato i politici in questi ultimi anni. Fortunatamente, siamo ancora in tempo per cambiare le cose e costruire una società migliore. Voglio un cambiamento radicale, non si può continuare a vivere in una società così corrotta. Sono profondamente delusa dagli altri partiti, inclusa Izquierda Unida, complice del sistema che ci ha portati fino a qui.
2. Prima di tutte le altre cose urgenti da fare, che si fermino gli sfratti una volta per tutte. Che si abbassi assolutamente il livello di disoccupazione, che i giovani smettano di emigrare e che non succeda più che delle persone come me, con un lavoro dignitoso, si ritrovino a 61 anni con un sussidio di 400 euro al mese.
3. No, non mi sembra affatto. Ora abbiamo bisogno di ottenere ruoli di potere per dimostrare che si possono cambiare le cose, dobbiamo essere più “politici” e coinvolgere uno spettro più ampio del popolo spagnolo, non solo i militanti “radicali”. Il programma e la politica del partito sono ancora quelli approvati l’ottobre scorso alla fine dell’assemblea pubblica. Esistiamo da solo un anno, siamo sopravvissuti alla grande con tutto il sistema contro!
4. Io mi chiedo: perchè no? Quel che non è più fattibile è spendere dieci milioni di euro in pubblicità come ha fatto il Partito Popolare nella Comunità di Madrid, o che una squadra di calcio debba pagare l’affitto a una signora anziana per evitarle lo sfratto. A 61 anni non credo più nei grandi cambiamenti, per ben che vada probabilmente non vi assisterò.
5. Non mi sorprende che ci siano discussioni interne e differenze di vedute. Io per esempio ho smesso di partecipare alle riunioni del mio circolo locale perchè non mi piaceva come lavoravano. Anche Monedero, sebbene non sia più dirigente del partito, continua ad essere uno di noi.
6. Ho smesso di fidarmi della stampa e dei media spagnoli. Ciudadanos è una plateale invenzione dell’IBEX 35 per proteggere lo status quo e ripulire il Partito Popolare. I media sono manipolati e Podemos è fortemente svantaggiato da questo.

Carlos – 1. Ho sempre militato in partiti e movimenti di sinistra, anche nel PSOE. Quando mi sono accorto che le politiche del fondatore del PSOE Pablo Iglesias erano praticamente identiche a quelle che si applicano ora in Podemos, sono entrato senza esitazione.
2. Mi accontenterei di vederli lavorare fin dal primo giorno sulla redistribuzione della ricchezza nel paese.
3. Questo lo dicono i giornali e quelli di Ciudadanos, che mi ricordano tanto l’UCD (Uniòn de Centro Democràtico), partito fondato ad hoc per “ripulire” i volti dei fascisti subito dopo la morte di Franco. Ma noi non arretriamo di un solo passo.
4. Cambiare la mentalità della gente è l’utopia più grande che si possa avere. Per ottenere risultati devi sognare e andare in questa direzione.
5. Podemos vuole rimanere fuori dalle etichette convenzionali. Difatti siamo un partito trasversale, c’è anche gente benestante e gente di destra che appoggia Podemos. Quello che unisce persone così diverse è la lotta all’ingiustizia. Questo non significa che vada tutto bene: nei circoli a volte si discute animatamente, ci sono casi in cui la polizia è dovuta intervenire per placare gli animi.
6. Le elezioni non sono il fine. Lo scopo di Podemos è primariamente cambiare la mentalità della società per poi poter fare la rivoluzione, come diceva Gramsci. Podemos è un progetto, non è un partito.
Alla fine non credo che Ciudadanos ci stia rubando voti.

Covadonga, 36 anni, disoccupata

Covadonga

1. Mi sembra un progetto emozionante, sono d’accordo con i valori del partito e reputo fondamentale un cambiamento forte in questo paese perchè non ne posso più.
2. Escludere dalla gestione della cosa pubblica i partiti tradizionali.
3. Vedi, a me fa ridere che si definiscano come “rivoluzionarie” delle misure che addirittura si riferiscono alla nostra Costituzione, come quella sugli sfratti. Il problema forse è che non siamo abituati a vederle messe in pratica.
4. Non mi sembrano utopie, credo siano idee socialdemocratiche di base. Rimango sorpresa quando certe proposte vengono bollate come “non attuabili”, come succede con il reddito di base.
5. Una delle ricchezze di Podemos sono le sue diverse “anime”. La decisione di Monedero è stata coraggiosa. Vuole partecipare dalla base, non è un uomo di partito come lui stesso ha ammesso. Questo però non è assolutamente un problema per Podemos.
6. Sono ottimista, un cambio ci sarà sicuramente. Non so se Podemos potrà davvero godere della maggioranza a cui punta.

Luis, 49 anni, disegnatore grafico, con i suoi due figli

Luis

1. Podemos sostiene un riequilibrio della ricchezza e sta lavorando a proposte interessanti in materia di giustizia sociale, di cui il paese ha un gran bisogno. Ci sono dentro principalmente per questo, con i miei figli.
2. La revisione del debito pubblico, senza dubbio.
3. È vero che il messaggio che si sta percependo e che i candidati stanno lanciando alla cittadinanza è un pò più moderato e realista. Spero che quando sarà il momento di governare restino ferme le grandi idee, le grandi “utopie”, sempre che siano realizzabili ovviamente…
4. Se c’è volontà politica e gente con questo coraggio, si possono realizzare. Per esempio, quando parlo di “revisione del debito pubblico” non mi riferisco al non pagare, ma esigo che si analizzi da dove nasce e in che modo stiamo pagando soldi che qualcun altro si è preso.
5. Podemos è una formazione politica molto aperta e trasparente e quindi quando succedono cose come quella di Monedero se ne fa un dramma, anche se è il fatto più prevedibile del mondo. Monedero è l’anima progressista, aggressiva, base del partito. Podemos si sta trasformando in un apparato politico organizzato per governare, probabilmente Monedero non voleva far parte di questa trasformazione necessaria.
6. È un progetto a medio termine, però chissà….Con il fallimento degli altri partiti si sta aprendo uno spazio che possiamo riempire, a livello locale come a livello nazionale.

Eduardo, 26 anni, giornalista precario

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1. È necessario un profondo cambiamento. Da sempre siamo un paese pieno di risorse e [i politici attuali] sono riusciti a rubare tutto ciò, lasciando fuorigioco tantissime persone. Non possiamo lasciare che continuino ad aumentare le differenze tra chi ha tanto e chi poco: è ora di mettere queste risorse al servizio di tutti e Podemos sa come fare.
2. Che si sappia come vengono spesi i soldi pubblici, soprattutto nelle comunità autonome. Trasparenza!
3. Prima o poi arriva il momento di misurarsi concretamente con le necessità del territorio. E questo è il momento in cui bisogna fare proposte realizzabili.
4. Faccio un esempio. Il problema grande è la disuguaglianza. Non si può promettere di fermare gli sfratti, bisogna dire come intendiamo farlo, ricollocando, intervenendo nel mercato immobiliare… Bisogna far capire che non sono processi che durano un giorno. E credo che il programma di Podemos questo lo comunichi in maniera chiara.
5. È estremamente complicato gestire un partito come Podemos. Fa molto più rumore Monedero che lascia la direzione – ma non il partito – di migliaia di persone che entrano a far parte di Podemos.
6. Ma quest’anno in Andalusìa abbiamo triplicato i voti ottenuti alle europee! Confido in quel 30-40% di indecisi che non si espone nelle intenzioni di voto. In ogni caso, l’importante sarà avere anche solo una trentina di persone che partecipano ai lavori istituzionali e dicano le cose nero su bianco, operando come il braccio della cittadinanza nelle istituzioni. Cambierebbe anche il modo di partecipare della gente e la politica non sarebbe più come quella di prima.
Sicuramente, qualsiasi risultato otterremo, si definirà “al di sotto delle aspettative”.

Ester, 38 anni, impiegata nel settore organizzazione eventi

Ester

1. Non mi definisco una vera e propria militante, semplicemente ritengo interessante il progetto di Podemos, diverso da tutti gli altri. Sto alla finestra a vedere che ne sarà di tutte queste grandi aspettative, visto che quelli che hanno governato finora non sono riusciti a risolvere i problemi che ci affliggono. Aspetto come andranno le cose e in un certo “scommetto” su Podemos.
2. Politiche economiche a favore di quelli che hanno meno.
3. Probabilmente all’inizio eravamo acciecati dall’emozione di qualcosa di completamente nuovo. Sicuramente si è un pò “sgonfiato” col passare dei mesi e col maturare del partito. Ma questa è più una percezione personale, molta gente lo crede solo perchè lo legge sui giornali…
4. Ho sempre la netta sensazione che in Spagna ci sia una sorta di cultura della paura del nuovo, paura di cambiare. Sì, siamo populisti, ma allora anche PP e PSOE lo sono sempre stati. Non posso dire se le misure del programma economico siano realizzabili o no, non capisco nulla di numeri. Mi fido di coloro, economisti e ed esperti, che ci stanno lavorando nel partito.
5. È vero che forse non andiamo tutti nella stessa direzione, ma questi sono problemi a cui pensare una volta al governo.
6. Rimango scettica, probabilmente non è ancora il momento di Podemos, perchè non si sta ancora abbastanza male. Qualsiasi sia il risultato delle elezioni, cambiare il governo del paese è un processo molto complicato che non sono sicura si possa portare a termine.

José Pedro, 65 anni, economista

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1. Perchè per quelli della mia generazione, la principale colpevole della situazione in cui si trova il nostro paese ora, Podemos rappresenta l’unica ventata di aria fresca e l’unica possibilità di rigenerazione e di cambiamento morale della politica spagnola. Ho sempre militato nel partito comunista, anche in clandestinità. La sinistra spagnola mi ha deluso profondamente, sia quella “collaborativa” (il PSOE), sia quella complice (IU). Essi sono stati partiti protagonisti di una transizione incompleta, sterile, fatta di bugie e creata ad hoc per spartirsi il potere. Una transizione a due facce: quella del PP e del neoliberalismo, e quella della socialdemocrazia incapace di ribaltare la crisi e ascoltare la fascia più povera della popolazione.
2. Un piano d’emergenza per l’occupazione e stop immediato agli sfratti. Io vivo in un paese della Sierra di Madrid dove su una popolazione totale di 4mila abitanti, ci sono 1500 disoccupati di cui 400 persone che vivono esclusivamente della carità dei cittadini. È possibile tutto ciò nella quarta potenza economica europea?
3. Non abbiamo abbassato la mira…O ci mettiamo a fare politica, oppure saranno gli altri a “farcela”. A me basta che resti chiara la lotta di chi ha meno contro chi ha quasi tutto. Non è possibile che in Spagna il 3% della popolazione abbia in mano i tre quarti delle risorse economiche.
4. È normale che sembri irrealizzabile, ma puntando a ciò potremo sicuramente fare più del resto dei partiti. Un esempio? Diciamo di voler combattere l’evasione fiscale: ci sono nomi e cognomi di persone da condannare, una cosa che si può fare il primo giorno di governo…
5. Ho sempre ammirato il modo di fare e pensare di Monedero: particolarmente attaccato alla base, a tratti utopico, desideroso di democrazia reale quotidiana. Mi dispiace che non sia più dirigente di partito ma non è importante questo. Siamo anime diverse che lottano nella stessa direzione, non so se questo sarà un problema in futuro.
6. Non sono preoccupato dai sondaggi, noi spagnoli siamo storicamente dei bugiardi nelle intenzioni di voto. Ci credo!

Nicol, 39 anni, peruviano, dipendente di un’impresa edile

Nicol

1. Io e molti altri fratelli latinoamericani siamo venuti qui qualche anno fa proprio perchè stanchi della corruzione dilagante nei nostri paesi. Credevamo che l’Europa fosse un’isola felice in questo senso, mentre ora dobbiamo quotidianamente fare i conti con i casi di corruzione in Spagna, ormai all’ordine del giorno. Mi sento metà peruviano e metà spagnolo, per questo inizio già a pensare alla mia pensione, ai miei figli, ai servizi pubblici per la mia famiglia: sono qui per difendere i diritti dei miei figli.
2. Credo che l’emergenza sia la corruzione. La mafia! Tu che sei italiano di mafia dovresti saperne…
3. Questo è quello che dice la stampa, che sta mettendo in atto una macchina del fango incredibile contro Podemos, accostandoci a paesi come Cuba e il Venezuela. Sì, abbiamo cambiato qualche punto ma che non era così significativo…Mi chiedo quale sia la gran differenza tra il Venezuela e la Spagna, qui con la ley mordaza ti danno 3mila euro di multa per manifestare in piazza… Vi rendete conto che il nostro primo ministro è uno schermo al plasma a cui non si possono fare domande?
4. In una situazione come quella in cui versa la Spagna sembrano utopie ma è solo difendere diritti fondamentali.
5. Credo che i nostri dirigenti siano diversi dagli altri, e Monedero lo ha dimostrato chiaramente. Sicuramente lo hanno colpito molto le accuse di evasione fiscale mosse dal ministro Montoro. Non ci sono divisioni interne, la stampa le sta provando tutte per provocarle ma non ce la farà.
6. Ho un pò di timore perchè gli altri partiti stanno giocando al massimo le proprie carte, perchè non vogliono che il loro sistema venga distrutto. Mi spaventa la competizione con Ciudadanos, un partito-farsa capitanato da una decina di ex popolari imputati.

Eva, 24 anni, studentessa di servizi sociali

Eva

1. Da diversi anni ho perso fiducia nella politica, che ha smesso di occuparsi delle persone e si è chiusa nei propri affari di palazzo. Dopo aver partecipato attivamente al 15-m, Podemos è nata come risposta naturale alle richieste di quel movimento.
2. Smetterla con gli sfratti, è una vergogna, una gravissima infrazione delle leggi comunitarie.
3. Non credo stiamo abbassando la nostra scommessa politica. Stiamo solo passando attraverso delle tappe di maturazione necessarie. Quando arriva il momento di prendersi delle responsabilità politiche bisogna essere seri e fare proposte serie. Sennò c’è il rischio di tornare a deludere la gente. È il momento di raccogliere tutti i sogni e le emozioni dei mesi passati per costruire progetti concreti da mettere sul tavolo della sfida politica.
4. Forse all’inizio, com’era normale che sia.
5. A dimostrazione dell’eterogeneità del partito, io non avrei mai immaginato un giorno di condividere la militanza politica con mia madre. Credo che le migliori idee escano proprio da dibattiti come quelli interni a Podemos e i suoi circoli, questa è la sana democrazia: non abbiamo paura delle discussioni. Si sta dando una lettura sbagliata delle dimissioni di Monedero. Sapevamo fin dall’inizio che sarebbe stato difficile mantenere unito un partito così variegato e ampio, ma Monedero in questo non c’entra.
6. È già un gran risultato aver portato questa incertezza nei risultati e aver attaccato così duramente il sistema bipartitico. Ciò che ci dà speranza è il grado d’indecisione di quasi metà dei votanti: questo vuol dire che se fino a ieri votavano PP o PSOE, ora si stanno chiedendo se non valga la pena tentare con Podemos. E noi abbiamo l’obbligo di provare a convincerli.