closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Rubriche

Il caso Alfie Evans è politico

Verità nascoste. Non ci sono soluzioni scientifiche alle questioni etiche. Accanto a un pregiudizio allarmante nei confronti della scienza, esiste una volontà di istituirla come giudice infallibile di ogni aspetto della nostra vita. Queste due opposte tendenze, che si combattono senza sosta, di fatto si riflettono l’una nell’altra, rappresentano il dominio dell’idea sulla vita, la paura di vivere

Alfie Evans è nato a Liverpool il 9 Maggio 2016. All’età di sette mesi è stato ricoverato in un ospedale della sua città in seguito a un attacco di convulsioni. Il dicembre scorso è iniziato un conflitto legale tra i suoi genitori e i medici dell’ospedale i quali volevano interrompere la respirazione artificiale che teneva Alfie in vita, in uno stato semi-vegetativo. Consideravano il prolungamento del trattamento crudele e inumano. La corte d’Appello e la Suprema Corte hanno dato ragione ai medici, sposando la loro tesi: il prosieguo del trattamento non era nel «miglior interesse» del bambino. La Corte Europea...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi