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Editoriale

I raid aerei non accettano gli esseri umani

Gaza, 8 luglio 2014

Che cosa è uno «scudo umano»? La tragica mattanza di civili in corso nella striscia di Gaza in questi giorni impone con urgenza di porsi questa domanda. Nel gergo militare, e nella lingua corrente che lo assimila senza troppo interrogarsi, si tratta di civili, preferibilmente i più inermi, schierati intorno a un obiettivo militare per dissuadere dal colpirlo.

O meglio, per fare in modo che chi, nonostante tutto decida di colpirlo, come puntualmente avviene, si macchi di un orribile crimine di guerra da spendere poi sul tavolo della propaganda. A partire da questa cinica definizione si aprono due possibilità. Nella prima gli «scudi umani» vengono costretti a svolgere questa funzione e rientrano dunque a pieno titolo nella categoria degli «ostaggi».

Nel secondo caso si schierano volontariamente e rientrano, per questo, quella dei «complici». In entrambi i casi ci sono poche possibilità di scampo, a meno che gli «ostaggi» non provengano dalle file dell’aggressore, nel qual caso si aprono margini di trattativa.

Questo brutale punto di vista poggia sul fatto che la funzione di «scudo» vien fatta ampiamente prevalere sull’essere umano che la incarna. Senza contare gli «effetti collaterali», ossia le vittime innocenti, che nessuna «chirurgia» bellica riesce a risparmiarsi. Nella Striscia di Gaza, dalla densità demografica più alta al mondo, le circostanze si fanno, poi, ancora più drammatiche. I civili che, nonostante gli avvertimenti dell’esercito israeliano un minuto prima di premere il grilletto, non si allontanano dai luoghi della loro (grama) esistenza quotidiana fanno spesso scudo non già a un bersaglio (questo o quel capo di Hamas) che il più delle volte ha preso il volo per tempo, ma al proprio habitat, al proprio vicinato, alle proprie famiglie e abitazioni.

E questo habitat presenta, nell’inverosimile moltitudine (densità) di quel luogo, una contiguità inevitabile tra miliziani e civili, tra esponenti politici e comuni cittadini, tra postazioni militari e strutture civili. Gaza è il risultato invivibile di una ingegneria infernale.

Forse uno scenario con tutta evidenza paradossale può servire a rendere l’idea della situazione. Immaginiamo che si voglia combattere la camorra facendo intervenire l’aviazione contro le abitazioni dei capiclan nella «terra dei fuochi» o nei comuni della fascia vesuviana. Quanti «scudi umani» ci andrebbero di mezzo? Ci vorrebbe una buona dose di disprezzo «etnico» per far digerire all’opinione pubblica una simile esibizione.

Lo «scudo umano» non è che l’invenzione e il pretesto di una strategia militare che non accetta vincoli di natura umanitaria, che non tollera limitazioni di nessun genere nel perseguimento dei propri obiettivi sul campo, laddove ogni ostacolo è considerato un arma del nemico. E che, nella sostanza come nella pratica, non fa distinzione tra civili e combattenti.

Un atteggiamento «disumanizzante» che non manca però di riprodursi prontamente dall’altra parte. Il portavoce di Hamas Sami Abu Zuri dichiara perentorio: «Adesso tutti gli israeliani sono diventati obiettivi legittimi». Con il che il cerchio dell’orrore «legittimo» si chiude. E si proietta nel futuro.

  • irguiz

    dunque, ricapitoliamo…. decine di razzi sparati da Gaza nelle scorse settimane (180 solo nell’ultimo week end), tre ragazzi (civili, ohibò) israeliani (proditoriamente ribattezzati “coloni” anche se non lo erano perché vivevano dalla parte israeliana della Santa Linea Verde diventata intoccabile “confine” dopo che gli arabi se ne sono fregati ampiamente nel passato) rapiti e uccisi.
    Questi sono i fatti che hanno originato la crisi attuale, a meno di non risalire come si fa di solito alla notte dei tempi (ma allora parliamo della indiscutibile divisione del territorio del ’48 – decisa dall’assemblea generale dell’onu – accettata dagli ebrei ma non dagli arabi e il resto poi è solo un seguito).
    La domanda è: ma davvero nessuno pensava che Israele avrebbe reagito ? Lasciamo stare gli assassini brutali dalla logica nazista che hanno massacrato quel ragazzino palestinese, gente che deve finire in galera e restarci (ma la polizia israeliana li ha arrestati, nel frattempo dove sono finiti gli assassini dei tre ragazzi ebrei ? Nessuno lo sa, nessuno ha visto, nessuno parla…). Ma ai lanci di razzi davvero si pensava che non ci sarebbe stata reazione ?
    Esattamente come nel 2009 ed esattamente come nel 2006: Hezbollah massacra una pattuglia di confine ma poi la guerra diventa….un’aggressione israeliana al Libano ! Ma quando i razzi vengono sparati dov’è l’informazione scandalizzata ? Dove sono i giornalisti alla Michele Giorgio pronti alla reprimenda lacrimosa ? Forse che sparare razzi sui civili non è anche questo un crimine di guerra ? Forse che provocare non è una voglia di guerra ?

  • http://alfonsomandia.blogspot.it AlfonsoMandia

    Irguiz, scommetto che sei di quelli che dicono che Placanica ha fatto bene ad assassinare Carlo Giuliani. Me lo immagino, il tuo commento: “dunque ricapitoliamo…un ragazzo con il passamontagna viene fotografato mentre lancia un estintore contro il Defender dei Carabinieri…ma davvero pensavate che nessuno avrebbe reagito ad un simile attacco?…” e via così, di bestialità in bestialità, senza il benchè minimo senso di vergogna. E così capita che te e quelli come te non si soffermino sul genocidio in atto di un intero popolo, depredato di tutto, della propria terra, della propria dignità, della propria vita, perché quelle sono le solite cose da notte dei tempi, ma sul gesto disperato che è il lancio di razzi che non colpirebbero neanche me, che dall’alto del mio metro e novanta per centotrenta chili, corro con la lentezza di un pachiderma. A me che non ho mai avuto la possibilità di andare in Palestina piacerebbe farci vivere te e quelli come te, che dall’alto dei loro freschi appartamenti si divertono a giocare agli equidistanti. Mi piacerebbe vedere quanto resisteresti ad essere vessato ad ogni istante della tua vita, prigioniero di un carcere a cielo aperto che è stato il precursore, per non andare troppo indietro nel tempo, di quelli nei quali stiamo vivendo noi, per ora senza bombardamenti, per ora, prima che ti salisse la voglia di sparare ad uno dei tuoi aguzzini. Quanto resisteresti se ad ogni passo della tua vita ti morisse una amico, un fratello, un figlio, vittima del fuoco del quarto esercito più potente del mondo, forte di un arsenale di almeno duecento testate nucleari, nell’indifferenza e con la complicità del mondo intero, prima di imbottirti di esplosivo e farti saltare in aria in una piazza o in un supermercato?

    Gaza è stato il laboratorio sperimentale del fosforo bianco. Sai come funziona il Fosforo Bianco? Fa reazione chimica con qualsiasi cellula contenga acqua. Il risultato è che se vieni irrorato i tuoi vestiti restano intatti mentre tu muori arso vivo e diventi nero come un pezzo di carbone.
    Di questo vogliamo parlarne?
    O preferisci parlare dei resti di una bambina di otto anni consegnati ai genitori in una scatola per le scarpe?

    Ma ce l’avete una coscienza, voialtri equidistanti?