Non è facile la vita dei palestinesi. Sotto occupazione militare israeliana da 55 anni, con tutto ciò che ne consegue per l’esistenza di milioni di persone, e costretti anche a subire gli abusi dei loro due «governi», quello dell’Anp di Abu Mazen che dal 1994 controlla città, villaggi e porzioni di Cisgiordania e quello del movimento islamico Hamas che nel 2007 ha preso il potere a Gaza con un atto di forza. Secondo un rapporto diffuso ieri da Human Rights Watch e presentato alla Commissione delle Nazioni Unite contro la tortura assieme alla ong palestinese Lawyers for Justice, le autorità di Gaza e Cisgiordania fanno uso anche della tortura contro i loro oppositori politici, arrestati o incarcerati. Il rapporto allo stesso tempo denuncia le torture che i palestinesi arrestati subiscono in Israele. E sottolinea che nessuna accusa internazionale è stata rivolta alle forze di sicurezza israeliane nonostante i numerosi casi registrati in due decenni. Nel 2021 Hrw, come poi hanno fatto anche Amnesty International e il centro israeliano B’Tselem, ha accusato Israele di aver imposto ai palestinesi un regime di Apartheid.

Le forze di sicurezza palestinesi, è scritto nel rapporto, «usano l’isolamento e le percosse, frustano i piedi e costringono i detenuti in posizioni dolorose per periodi prolungati, con le braccia legate dietro la schiena con cavi o corde, allo scopo di punire e intimidire gli oppositori e ottenere delle confessioni». Per questo, chiede Hrw, le istituzioni internazionali dovrebbero sanzionare l’Anp e il movimento islamico. Pronta la replica dei due governi palestinesi, secondo i quali gli abusi denunciati sarebbero casi isolati su cui starebbe indagando la magistratura. Una versione respinta da Hrw che già in un suo rapporto del 2018 – «Two Authorities, One Way, Zero Dissent» – aveva riferito di torture e maltrattamenti nelle prigioni di Anp e Hamas. Nel 2021 sono state presentate 252 denunce di tortura e 279 di arresti arbitrari compiuti dall’Anp in Cisgiordania e rispettivamente 193 e 97 da Hamas. Le autorità di Gaza hanno inoltre giustiziato 28 persone dal 2007 fino a oggi.

Il rapporto di Hrw giunge un anno dopo l’omicidio compiuto da agenti dell’intelligence dell’Anp di un oppositore ed attivista di Hebron, Nizar Banat, durante le fasi dell’arresto e della sua morte avvenuta mentre veniva portato alla stazione di polizia. Nei giorni successivi invece di indagare sulle responsabilità ad alto livello dell’omicidio – si fecero i nomi di personalità di primo piano dell’Anp -, i servizi di sicurezza si lanciarono in una violenta repressione nelle strade di Ramallah e di altre città delle migliaia di palestinesi che chiedevano giustizia per Banat. In seguito, furono arrestati 14 agenti dell’intelligence, ritenuti da tutti solo dei capri espiatori. Da allora la famiglia Banat chiede invano una indagine internazionale. «Più di un anno dopo aver picchiato a morte Nizar Banat, l’Anp continua ad arrestare e torturare gli oppositori», ha commentato Omar Shakir, direttore di Hrw per Israele e Palestina. «Gli abusi sistematici da parte dell’Anp e di Hamas costituiscono una parte fondamentale della repressione del popolo palestinese», ha aggiunto.

Hrw e Lawyers for Justice ricordano inoltre che nonostante le oltre 1.300 denunce di tortura presentate al ministero della giustizia israeliano dal 2001, tra cui detenuti incatenati, privati del sonno ed esposti a temperature estreme, soltanto in due casi sono state avviate indagini penali negli ultimi 20 anni. Lo riportano anche i dati del Public Committee Against Torture in Israel.