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Internazionale

Gli alti e i bassi del #MeToo cinese

Cina. Il problema, per Zhang Lijia, è che il #Woyeshi “non è una forza compatta, diretta da un unico principio guida”

Dopo tre anni di battaglia legale, lo scorso 14 settembre si è conclusa con un’assoluzione la seconda udienza del processo avviato da Zhou Xiaoxuan, la ragazza che nel 2018 denunciò per molestie sessuali un noto giornalista televisivo, diventando il volto del movimento #MeToo in Cina. L’accusa chiedeva all’anchorman 50.000 yuan di danni, ma per il tribunale di Haidian (Pechino) le prove fornite dalla ragazza non sono bastate a supportare le accuse. La storia di Zhou, inizialmente celebrata come una vittoria dei diritti delle donne, riassume l’epilogo del movimento contro gli abusi sessuali in Cina, scandito da alti e bassi, segnali...

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