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Editoriale

Fertility Day, il gioco allo scaricabarile di Beatrice Lorenzin

Salute. La ministra ha scaricato le colpe della sua evidente inettitudine politica sul responsabile della comunicazione del proprio ministero con la differenza (a parte l’ interessata) che nei suoi confronti nessuno si è ammutinato

La vicenda del fertility day mi ha fatto tornare alla mente l’ammutinamento del Caine un film straordinario con Humphrey Bogart, che nel 1954 vinse un mucchio di Oscar. La storia è quella del capitano Queeg incapace e paranoico che mette la propria nave continuamente in pericolo scaricando i suoi errori sui propri ufficiali fino a provocarne l’ammutinamento. La ministra Lorenzin con il fertility day, ma non solo, ha fatto più o meno la stessa cosa cioè ha scaricato le colpe della sua evidente inettitudine politica sul responsabile della comunicazione del proprio ministero con la differenza (a parte l’ interessata) che nei suoi confronti nessuno si è ammutinato.

Tutte le associazioni mediche che sono intervenute sulla questione si sono tutt’altro che ammutinate. Spalleggiate dal solito Censis si sono affrettate a dire che l’infertilità è un grande problema, che sono 700000 le persone che ne sono afflitte, che il 6o% degli italiani non è informato sui rischi di infertilità ecc. Tutto vero e tutto giusto ma la questione come ha detto il primo ministro è che la campagna finanziata con i soldi pubblici è “inguardabile”, sbagliata e aggiungo io considerandola nel suo insieme, pericolosamente ideologica. Quindi la questione vera è il capitano di corvetta Queeg. Alle associazioni mediche che stanno spalleggiando la nostra ministra vorrei chiedere: se il problema della prevenzione dell’infertilità è tanto importante (come sicuramente è) dove erano quando la ministra Lorenzin ha definito il piano nazionale per la prevenzione 2014/2018 nel quale la questione infertilità è totalmente assente. Se dovessimo ragionare come fa giustamente il piano nazionale per la prevenzione per priorità ben altre dovrebbero essere le emergenze da affrontare. Vorrei ricordare che l’Italia ha il record europeo per morti causate da inquinamento (nel 2012 84.400 decessi a fronte di oltre 400000 decessi in tutta Europa). Per la Lorenzin scaricare sugli altri le sue responsabilità è quasi un abitudine. Appena lo scorso anno di fronte alle proteste generali contro il decreto appropriatezza che tagliava le prestazioni la Lorenzin tentò di sfilarsi dando la colpa di tutto alle regioni. Chiamparino in quella circostanza le rispose «non gioco a ping pong misura condivisa». O quando a proposito di comma 566 una norma scritta dalla Lorenzin con i piedi che ha scatenato la guerra tra medici e infermieri. La ministra anziché governare ha preferito scappare dalle proprie responsabilità. Per cui mi chiedo come mai improvvisamente ex capite jovis viene fuori il problema dell’infertilità? La risposta secondo me più semplice è che le conseguenze del capitano Queeg sono il capitano Queeg. Cioè la Lorenzin non può essere diversa da quella che è e proprio perché è quella fa degli errori, commette imprudenze cioè manifesta le proprie incapacità .

Il problema è molto più grosso e chiama in causa la sicurezza della nave e di conseguenza quella dei cittadini. Quindi il capitano Queeg. A questo punto mi chiedo come fa Renzi a tenersi un ministro come la Lorenzin? La risposte plausibili sono due: siamo alla vigilia del referendum e non sono ammesse dimissioni, la Lorenzin è del tutto funzionale alle politiche finanziarie che stanno distruggendo la sanità pubblica. Vorrei ricordare il patto per la salute dello scorso anno sottoscritto dalla Lorenzin e dalle regioni ridotto d’imperio da Renzi a carta straccia e la discussione in corso sul finanziamento della sanità e le parole di Renzi «certo il ministro della Sanità chiede dieci e magari otterrà uno, ma non è che ha avuto un taglio: voleva dieci e ha avuto uno». Quando leggo sui giornale «braccio di ferro tra Lorenzin e governo sul finanziamento della sanità» sorrido mestamente. Ma quale braccio di ferro! Dal 2009 il ministero della salute rispetto all’economia ha una funzione solamente concertante quindi non ha titolarità economiche dirette per cui la ministra Lorenzin per Padoan e Renzi è il ministro ideale. Di sicuro non c’è pericolo che si dimetta a causa di qualche sgarbo finanziario. Con il fertility day il ministero della salute ha perso un altro pezzo di autonomia dal momento che d’ora in poi tutte le campagne di advertising saranno centralizzate. A parte Tina Anselmi (ero troppo piccolo) ho conosciuto personalmente tutti i ministri della sanità da Mariotti in poi (unica eccezione proprio la Lorenzin), molti ministri soprattutto quelli «tecnici» sono stati semplicemente inconcludenti altri soprattutto i politici veri, hanno fatto cose importanti, ma nessuno come la Lorenzin è stato così paradossalmente anti sanitario nel senso che per come essa è oggi la nave sanità è drammaticamente in pericolo. Ammutinarsi al capitano Queeg per salvare la nave è un dovere. D’accordo le tempeste ma almeno dateci un capitano che non ci coli a picco.