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Cultura

Diventare grandi nel mondo terribile

ITINERARI CRITICI. Un percorso di letture attraverso due recenti «memoir femministi». A proposito di Rebecca Solnit, «Ricordi della mia inesistenza» (Ponte alle Grazie), e di Emilie Pine, «Appunti per me stessa» (Rizzoli). Un apprendistato all’età adulta secondo due scrittrici che condividono parte della propria densa biografia. Il nodo del corpo, la violenza cui ci si oppone crescendo e scoprendo libertà e desiderio

Nella foto, Rebecca Solnit

Nella foto, Rebecca Solnit

«La vita dev’essere così: abbastanza aperta per crescere e abbastanza chiusa per tenersi insieme». In una delle considerazioni finali del suo ultimo libro, Rebecca Solnit descrive l’entrata nell’età adulta ripensando ai suoi vent’anni. È il 1981, cinque giorni dopo l’insediamento di Ronald Reagan, nel vecchio quartiere di San Francisco in cui Solnit individua l’avvio della propria autonomia, trovando un appartamento tutto per sé, respirando gli anni di recessione economica e i mutamenti di una città non comune, di bugigattoli, gospel e rumore dell’oceano. Ricordi della mia inesistenza (Ponte alle Grazie, pp. 256, euro 16,80, traduzione di Laura De Tomasi) è...

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