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Internazionale

Da Erdogan minaccia a Trump: «Ci rispetti o cambiamo alleati»

Lira funesta. Le partite aperte vanno dalla Siria alla protezione del «golpista» Gulen ma risalgono a Obama

Ha il volto stanco, provato, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, apparso ieri in tv mentre controlla l’avvio a rilento dei lavori di ripristino di un ponte crollato per l’alluvione di primavera sulla strada costiera del Mar Nero. È il giorno dopo il venerdì nero della lira turca, i mercati sono chiusi ma nel tono della sua voce non c’è più la baldanza e gli slogan gridati tra un turbinio di bandiere rosse con la mezzaluna della mattina precedente a Gumushane. QUASI CON UN FILO DI VOCE dice ai microfoni che la Turchia si risolleverà, come il ponte di Ordu,...

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