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L'Ultima

Che almeno la musica sia libera

Tarek Abu Salameh (a sinistra) a Dar al-Musica

Tarek Abu Salameh (a sinistra) a Dar al-Musica

Sono da poco passate le 8 di mattina, è tempo di Fairouz. Le note delle canzoni della cantante libanese, insieme all’egiziana Umm Kulthum la più nota voce femminile del mondo arabo, paiono risuonare per le strade palestinesi, colonna sonora quotidiana delle prime ore del giorno. La tradizione è rispettata da tutti: Fairouz si ascolta al mattino. In auto, nei servis (i taxi collettivi che collegano, non senza difficoltà, la Cisgiordania), al bar, in ufficio. L’amore per la musica in Palestina si declina in modi diversi, di certo nell’ostinazione ad ascoltare il Trio Jubran che ripropone i pezzi di Marcel Khalife...

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