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Economia

Caro Renzi: la crescita non c’è

Bruxelles. Doccia fredda della Commissione europea alla legge di stabilità: la ripresa stenta, la produttività langue e i conti sono «squilibrati». Flessibilità a rischio. La Ue non gradisce la decisione di puntare sull’abolizione della tassa sulla casa anziché sulla decontribuzione del lavoro. Il giudizio finale ci sarà primavera ma ora è a rischio anche la trovata elettoralistica del bonus ai 18enni

All’interno del palazzo della commissione europea

All’interno del palazzo della commissione europea

Alla Commissione europea la legge di stabilità di Matteo Renzi proprio non piace. Non può dirlo troppo esplicitamente, però non perde occasione di alludere più o meno pesantemente. Casomai non fosse stata eloquente la scelta di rinviare il giudizio finale, con annessa concessione o meno dei margini di flessibilità, la Commissione batte di nuovo sul dolente tasto nel «Rapporto sugli squilibri». Il debito, secondo Bruxelles, corre verso il nuovo picco del 133% rispetto al Pil, secondo solo a quello della Grecia, la ripresa produttiva stenta, la competitività langue, e le tre voci critiche, secondo la Commissione, sono strettamente intrecciate: «La...

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