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Editoriale

Appello per Vettorel e Rapisarda ancora agli arresti dopo il G20 di luglio

Le proteste durante l'ultimo G20 ad Amburgo, in Germania

Due giovani italiani – Fabio Vettorel e Alessandro Rapisarda – sono ancora agli arresti dalle giornate del 7-8 luglio per avere partecipato alle manifestazioni di protesta contro il vertice del G20 ad Amburgo. Altri tre – Orazio Sciuto, Riccardo Lupano ed Emiliano Puleo – sono stati finalmente rilasciati in questi giorni.

Questa lunga carcerazione preventiva è assolutamente immotivata viste le evanescenti accuse nei loro confronti. In nessun caso sono emerse prove tali da giustificare il trattenimento in carcere dei nostri connazionali. In alcuni casi emerge la sproporzione fra i reati contestati – disturbo della quiete pubblica e «appoggio psicologico ai manifestanti violenti» – e le misure adottate. È stato loro rifiutato persino il rilascio su cauzione o gli arresti domiciliari in Germania in attesa del processo.

Vengono trattati come pericolosi criminali dei giovani per il solo fatto di aver partecipato a delle manifestazioni di dissenso nei confronti delle politiche delle classi dominanti. Non dovrebbe essere la libertà di dissentire il principale valore dell’Europa democratica?

Denunciamo l’abuso dei diritti umani, l’ingiusta detenzione e la discriminazione nei confronti di cittadini comunitari provenienti da altre nazioni dell’Ue.

La Germania che impone la propria visione a tutti i paesi in nome dell’Unione Europea discrimina giovani di altri paesi in maniera plateale. Cittadini tedeschi che erano accusati per reati analoghi o più gravi sono stati rilasciati! Ricordiamo che la «prohibition of discrimination» è sancita dall’articolo 14 della Convenzione Europea per la Protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

È assurdo invocare il pericolo di fuga nei confronti di giovani dell’Unione Europea come se non fosse operante nel continente il mandato d’arresto europeo, sostenuto da un amplissimo coordinamento tra polizie.

Tutte le cittadine e i cittadini che credono nei valori democratici non possono che indignarsi e preoccuparsi per quel che sta accadendo alle decine di manifestanti provenienti da altri paesi europei detenuti in questo momento in Germania.

Fabio, Alessandro e gli altri detenuti non tedeschi appaiono vittime di un disegno politico: la loro ingiusta carcerazione è un minaccioso segnale rivolto a tutti coloro che avessero intenzione di protestare in Germania in futuro.

Chiediamo che questi giovani vengano rilasciati e che ricevano un processo giusto ed equo.

Giovanni Palombarini, Associazione nazionale giuristi democratici, Lidia Menapace, Roberto Lamacchia, Gino Sperandio, Cesare Antetomaso, Raffaele Miraglia, Paolo Cacciari, Claudia Piccolino, Fabio Marcelli, Ugo Mattei, Paolo Maddalena, Marco Revelli, Livio Pepino, Giovanni Russo Spena, Leonardo Arnau, Elias Vacca, Franco Berardi, Maurizio Aacerbo, Paolo Ferrero, Eleonora Forenza, Giovanna Capelli, Renato Briganti, Raul Mordenti, Italo Di Sabato, Stefano Galieni