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Cultura

Welfare incompiuto oltre la cittadinanza

Tempi presenti. «Storia dello Stato sociale in Italia» di Chiara Giorgi e Ilaria Pavan, per il Mulino. Un’analisi che attraversa il Novecento identificando i limiti di un approccio mai realmente universalistico. Dal fascismo agli anni ’90 del XX secolo. Prima corporativo e segmentato, poi rimodulato dai partiti dell’arco costituzionale nel segno di un’unica razionalità neoliberale. Un libro che non offre solo una chiave di lettura del presente, ma è un implicito invito all’organizzazione. Senza lotte è infatti impensabile alcuna conquista su questo terreno

Manifestazione a Torino 1969/70 foto di Mauro Vallinotto, Ansa

Manifestazione a Torino 1969/70 foto di Mauro Vallinotto, Ansa

Lo stato sociale in Italia è un mantello di Arlecchino pieno di rattoppi contrastanti creati da un sarto che lavora sulla base di iniziative politiche improvvisate ed estemporanee per proteggere le rendite di posizione e tutelare parzialmente questo gruppo o quella corporazione. L’ultimo esempio di questo sviluppo senza un disegno universale lo abbiamo visto nel primo anno della pandemia del Covid. Invece di estendere senza condizioni né vincoli il già problematico «reddito di cittadinanza», una politica del lavoro gratuito e della formazione forzata ancora non operativa, il governo «Conte 2» ha preferito elargire una pioggia di miliardi in bonus categoriali,...

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