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Alias Domenica

Virginia Woolf e Lytton Strachey, il cuore, nient’altro merita

Carteggi letterari. Virginia Woolf e Lytton Strachey si scrivono, e commentano: i romanzi di James «privi di levità», l’«Ulisse» un concentrato di «fesserie». L’integrale delle lettere: «Ti basta l’Atlantico?», da nottetempo

«Ti basta l’Atlantico?» chiede Lytton Strachey a Virginia Woolf, che gli ha mandato dalla Cornovaglia una lettera in cui si paragona a «una specie di beghina», costretta, per scrivere, a sollevare la tovaglia del tavolo nella sala da pranzo, non prima di averne rimosso i molti vasetti d’argento. Virginia si trova nell’alloggio così così di St. Ives, la cui padrona di casa ha nove bambini (una volta ne aveva undici), il più piccolo dei quali «è capace di piangere per tutto il giorno». Perciò, riferisce, «trascorro la maggior parte del mio tempo sola col mio Dio, nella brughiera». Quel giorno,...

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