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Cultura

Va in scena la controstoria

Scaffale. «In lode della guerra fredda» di Sergio Romano, uscito per Longanesi. Un'analisi sul «post» e sui rovesciamenti di prospettive e attori sul campo

Ci sono testi classici che elogiano la pazzia e altri che esaltano le gioie della vecchiaia. Non sorprende dunque questa lode della guerra fredda di Sergio Romano, tanto più che la sua controstoria non loda né la guerra né il freddo bensì le capacità dell’ordine bipolare di trovare i rimedi per evitare il peggio. L’equilibrio del terrore nascondeva molti mali. Eppure garantì un lungo periodo di stabilità al centro grazie all’auto-restrizione, agli accordi, ai compromessi per non sconvolgere la pace in Europa. Il tabù dell’intoccabilità delle frontiere veniva prima anche dell’autodeterminazione dei popoli. Quello che manca al sistema globale costituitosi...

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