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Visioni

Una post diva ineffabile

Carrie Fisher. Leia Organa è sempre stata un altro da lei e qualcosa di più che un alter ego

Inevitabile pensare al finale di Rogue One. Una sorpresa che assume il senso di un anticipo. Un futuro annidato fra le pieghe trascorse di un passato che ritorna digitalmente come segno di una presenza eterna. In questo ridefinire il tempo, riannodandolo e sciogliendolo, la saga di Star Wars ha creato delle meta identità. Non la banale identificazione o sovrapposizione fra corpo dell’interprete e ruolo/figura, quanto identità completamente nuove. Presenze dell’immaginario che sono radicalmente diverse dalle icone del divismo classico. Carrie Fisher era una di queste presenze. Nonostante abbia avuto una carriera ricca e articolata, Leia Organa è sempre stato altro...

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