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Una guerra “profumata” di bugie

Ci sono coincidenze drammatiche, come l’attentato di domenica rivendicato dall’Isis, ai militari italiani feriti a Kirkuk, che forse non sono soltanto coincidenze. Ma i nostri strateghi - con il consiglio supremo di difesa convocato ieri da Mattarella - si svegliano soltanto adesso come se la disfatta dei curdi in Rojava, la fuga dei jihadisti dell’Isis dalle carceri e la cronica destabilizzazione irachena non ci riguardassero anche dal punto di vista militare, oltre che politico e morale. Come scriveva sabato sul manifesto Tommaso di Francesco c’è «una grande puzza di guerra» ma qui in Italia abbiamo in azione da 30 anni...

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