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Politica

Un partito diverso, quello di Togliatti e di Berlinguer

Profondo rosso. Al Pci rifondato nel dopoguerra si aderisce per il programma, non per ideologia. Trent’anni dopo, la ricerca di un altro modello di sviluppo. Ma si afferma la linea opposta, di Napolitan

Roma, 25-31 gennaio 1966, Giorgio Amendola e Pietro Ingrao all’XI congresso del Pci. Lo scontro tra i due dirigenti si fa pubblico. Dal palco Ingrao pronuncia la famosa frase «non sarei sincero se dicessi che sono rimasto persuaso»

Roma, 25-31 gennaio 1966, Giorgio Amendola e Pietro Ingrao all’XI congresso del Pci. Lo scontro tra i due dirigenti si fa pubblico. Dal palco Ingrao pronuncia la famosa frase «non sarei sincero se dicessi che sono rimasto persuaso»

Questo Pci desta ancora grande interesse, trent’anni dopo essersi auto dissolto. C’è un’orgia di scritti per il centenario della sua prima nascita. Alcuni con sforzi di seria indagine, molti con intenti denigratori: quel nome fa ancora paura ai cattivi. Si parla del Pci come fosse stato un monolite. Ma quello che si chiamerà Pci dopo lo scioglimento della Internazionale (nel 1943, in piena guerra), aveva un programma e un’organizzazione rovesciata, rispetto al “Partito comunista d’Italia, sezione italiana dell’Internazionale comunista”. Il quale aveva conosciuto una prima rifondazione con Gramsci, nel ‘26. Il risultato fu quello di costruire un partito comunista diverso...

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