Diretta social del venerdì, il presidente della regione Campania De Luca attacca il ministero della Cultura: «Sul Pnrr dovremmo correre e invece facciamo i conti con dirigenti come la dottoressa Cipollone. Abbiamo approvato in Consiglio regionale alcune misure di semplificazione burocratica, il ministero le contesta». E ancora: «Ci è arrivata una lettera dalla responsabile dell’ufficio legislativo che ci mette in mora. Ci informa che la Convenzione Ue del paesaggio stabilisce che il termine paesaggio designa una determinata parte del territorio come percepita dalle popolazioni. Quindi tutto è paesaggio. Pensate che con le centinaia di dottoresse Cipollone saremo in grado di realizzare il Pnrr? Al massimo potremmo farci un brodino».

LA REPLICA è arrivata ieri dal ministro Franceschini: «L’avvocato Annalisa Cipollone, capo ufficio legislativo del ministero, è una professionista di straordinaria competenza. Il presidente De Luca dovrebbe utilizzare argomenti giuridici per rispondere alle 18 pagine di parere sulla legge 31/21 della Campania, anziché usare battute offensive dal sapore maschilista». Ma il governatore ha insistito: «Nessuna offesa. In discussione c’è una concezione della “tutela del paesaggio” che, se confermata, paralizzerebbe l’Italia». E infine: «Il ministro chieda scusa ai tanti disoccupati nel momento in cui il soprintendente del San Carlo, proposto dal ministero, decide vergognosi aumenti di stipendio».

L’ULTIMO RIFERIMENTO è alla guerra che va avanti dal 2019 tra De Luca e Franceschini, da quando cioè è arrivato al Lirico napoletano Stéphane Lissner. Il governatore ha tagliato 3,8 milioni dai fondi per il San Carlo e poi ha minacciato di eliminare del tutto i finanziamenti, uscendo dal Consiglio di indirizzo, in nome del principio: «Chi paga presiede gli organismi». L’altro oggetto del contendere è la tutela del paesaggio. Le contestazioni del Mic riguardano la legge regionale 31 del 28 dicembre 2021 (il bilancio previsionale), in particolare gli art 26 e 28. Il primo recita: «In vista dei progetti afferenti al Pnrr, ai progetti strategici regionali e comunitari, le varianti agli strumenti urbanistici comunali sono approvati con i termini ridotti della metà». Il comma successivo prevede modifiche e interventi da non considerare «varianti agli strumenti urbanistici comunali» e consente «modifiche alle destinazioni d’uso degli interventi interessanti gli immobili pubblici anche ove prevista l’alienazione, nel caso di ristrutturazione anche con abbattimento e ricostruzione, ancorché con ampliamento volumetrico». L’articolo 28 stabilisce la proroga del Piano casa del 2009 fino al 30 settembre, «nelle more dell’approvazione del Piano paesaggistico regionale» da stilare con il Mic (atteso dal 2004).

L’URBANISTA Alessandro Dal Piaz spiega: «Nella finanziaria regionale c’erano 8 articoli su modifiche a norme urbanistiche che erano presi della vecchia legge Discepolo che bloccammo nel 2020, articoli che avrebbero consentito disastri. A dicembre feci un articolo, alcuni consiglieri si resero conto delle cose che sostenevo e ottennero di ridurre l’intervento ma una parte è rimasta nella legge». L’articolo 28 è un punto critico: «Il governo ha già impugnato la legge regionale della Calabria per una condizione analoga – prosegue Dal Piaz -. Il Piano casa consente di demolire e ricostruire, spostare cubature, trasformare il territorio in deroga ai piani urbanistici comunali, mette a disposizioni delle proprietà immobiliari e delle amministrazioni trasformazioni cospicue del territorio a prescindere dai valori qualitativi, culturali e paesaggistici. C’è un’invasione dell’attività che la regione norma all’interno della competenza esclusiva dello Stato sulla tutela del paesaggio. L’incostituzionalità dichiarata per la Calabria con sentenza degli Ermellini numero 219 del 2021 ha stabilito che questo comportamento viola la competenza statale. Per la Campania la condizione è analoga: si proroga il Piano casa, non si fa il Piano paesaggistico ma si confermano le deroghe agli strumenti urbanistici comunali in maniera indiscriminata. Le risposte dell’assessore all’Urbanistica Discepolo e di De Luca ai rilievi del ministero sono opache e non chiariscono nulla».

ANCHE PER LA CAMPANIA c’è un precedente: «La Corte costituzionale – conclude Dal Piaz – con sentenza 261 del 2021 ha dichiarato incostituzionale alcuni articoli della legge 19 della regione Campania sul Piano casa con i quali si dava la facoltà di realizzare interventi all’interno del territorio della penisola Sorrentino Amalfitana, territorio governato da un piano urbanistico territoriale che ha resistito a tutti gli attacchi e a tutte le verifiche. La regione, quindi, ha già nel suo bagaglio una competenza pianificatoria che potrebbe mettere a frutto sull’intero territorio. Ma l’idea della giunta è che il Piano paesaggistico sia un piano di progetti e invece non può che essere un piano di valutazione delle qualità territoriali e di norme di tutela. Questo è il nodo».