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Cultura

Sulle tracce di una realtà altra

Itinerari critici. Alcune riflessioni intorno a «Le parole per scriverlo. La parola e la ferita» di Wanda Tommasi, per Mimesis. Dal corpo a corpo con la propria madre soffocante al tema della perdita, passando per il coraggio. Nemirovsky, Cardinal, Kristof, O’ Connor e Ortese: ciascuna seguendo il proprio cammino, apre un varco letterario a partire da un trauma doloroso. La dicibilità dell’inaudito, nell’esercizio femminile della scrittura, è il filo conduttore che l’autrice segue, riattraversando l’opera delle scrittrici del Novecento che ha scelto

Le parole per scriverlo. La parola e la ferita (pp. 144, euro 14) è il titolo dell’ultimo libro di Wanda Tommasi, pubblicato dalla casa editrice Mimesis nella collana «Lo scandalo della differenza» diretta da Lucia Vantini e Chiara Zamboni. È un libro che colpisce per la chiarezza dell’impianto argomentativo. Offre una panoramica sul nucleo profondo delle tracce delle proprie ferite nella produzione letteraria delle donne. L’assunto di partenza è la «convinzione che ci sia una grande capacità femminile di accogliere il dolore, di ospitarlo e di elaborarlo». Una capacità che le donne acquisiscono con l’esperienza e che riescono a rendere...

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