closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Internazionale

Sul caso Netanyahu l’ombra dello scontro tra il premier e Yair Lapid

Israele. Respinge le accuse di corruzione il primo ministro israeliano, di cui la polizia ha chiesto l'incriminazione. Un testimone chiave nell'inchiesta è l'ex ministro delle finanze Yair Lapid, un accanito rivale di Netanyahu. Deciderà il procuratore Mandeblit chiamato ad approvare formalmente l'incriminazione.

Sigari e champagne, parafrasando un vecchio detto, rischiano di ridurre in cenere Benyamin Netanyahu. Ma il premier israeliano, di cui martedì sera la polizia ha chiesto alla magistratura l'incriminazione per corruzione, non cede e respinge al mittente l'appello alle dimissioni immediate lanciato ieri dal leader laburista Avi Gabbai e da altri esponenti dell'opposizione. Netanyahu assicura che il suo governo è «stabile» che nessuno dei leader di cinque partiti che compongono la maggioranza – la più a destra della storia di Israele - progetta di andare ad elezioni anticipate. Ha quindi descritto come «faziose, estreme, che non stanno in piedi» le...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi