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Cultura

Se Moby Dick incontrasse Bradamante

Everteen. Alessandro Sanna alle prese con Melville, la graphic novel ariostesca e Cappuccetto rosso rivisitata da Traini

Una tavola di «Moby Dick» di Alessandro Sanna (Rizzoli)

Una tavola di «Moby Dick» di Alessandro Sanna (Rizzoli)

Confrontarsi con Moby Dick e con l’immaginario furioso, rigenerativo e mortifero che abita fra le pagine del romanzo, sarebbe stato compito titanico, ancora più di quello assegnato da Melville al capitano Achab. E allora, un artista raffinato come Alessandro Sanna sceglie liberamente di rappresentare l’impeto degli elementi e gli incontri fatali con il destino attraverso un turbinìo di movimenti dei personaggi, quasi una danza estatica e macabra, che origina sulla terra con lupi e uomini (ombre di spiriti malevoli) per poi inabissarsi nell’oceano, dove battaglie ancestrali scuotono gli abissi e la barca di Achab subisce metamorfosi animalesche per poi tornare...

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