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Alias Domenica

Sagan, i ‘beaux quartiers’ nel triangolo della donna divisa

Novecento francese. Ripercorriamo la parabola narrativa di Françoise Sagan (apice: Le piace Brahams?), mentre Solferino traduce l’incompiuto I quattro angoli del cuore, rimaneggiato dal figlio Denis Westhoff

Jean Seberg in Bonjour Tristesse  di Otto Preminger, 1958, il film tratto dal bestseller di Françoise Sagan

Jean Seberg in Bonjour Tristesse di Otto Preminger, 1958, il film tratto dal bestseller di Françoise Sagan

Non lo si crederebbe ma in Italia è stato Carlo Bo, maestro così austero, il critico più attento e fedele a Françoise Sagan (1935-2004) fino a sentirsene irretito e a chiedersi se non esistesse una piège Sagan, una «trappola Sagan» capace di catturare fatalmente, e ogni volta, il lettore. Il libro che l’aveva rivelata diciottenne, Bonjour tristesse, non era ancora ufficialmente saganiano in quanto simulava la freschezza adolescente e l’insolenza di una generazione presto divenuta rivoltosa. Lì semmai c’era il tono, la piccola musica che chiudeva il giro di frase insinuandovi un’ironia ritmata come sulle punte e a passi di...

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