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Italia

Roma, il dossier sugli episodi di neofascismo in VII municipio

È stato presentato ieri nella sala rossa del VII municipio di Roma Capitale, in piazza di Cinecittà, il dossier realizzato dal Coordinamento unitario antifascista e antirazzista. La rete – nata nel giugno del 2017 e composta da diverse sezioni locali dell’Anpi, Cgil Roma sud, partiti della sinistra e associazioni del territorio – ha raccolto in maniera dettagliata gli episodi di stampo neofascista avvenuti nella zona.

Il municipio VII ha un’estensione che va dalla centrale piazza San Giovanni a zone esterne al Grande raccordo anulare, come Ciampino e Morena. Ha una popolazione di 307 mila abitanti, cioè più di Venezia e poco meno di Bari e Catania. Il territorio ha svolto un ruolo esemplare durante la Resistenza ed è stato insignito della medaglia d’oro al valore civile.

È in tale contesto che si inserisce lo studio del Coordinamento, che ha organizzato i dati relativi ai fenomeni di neofascismo in quattro sotto-aree geografiche (Appio Latino, Cinecittà Tuscolano, Appia Nuova, Extra Gra) e in quattro casistiche (scritte sui muri e manifesti, atti di vandalismo, occupazioni e sedi, aggressioni).

«Unire tutte queste informazioni aiuta a capire cosa accade in questo importante quadrante della città – afferma Fabio Pari, membro della segreteria provinciale Anpi – Gli estremisti di destra più attivi fanno a capo a Forza Nuova, che in via Taranto ha occupato uno spazio pubblico, a Casapound, che ha recentemente aperto una sede in via Evandro già fonte di problemi per i vicini, e, da meno tempo, anche ad Azione Frontale. A questi va poi aggiunto il gruppo di ultrà della Lazio dei cosiddetti “Irriducibili”».

Gli interventi che si sono susseguiti nella conferenza stampa di ieri hanno citato gli episodi più gravi commessi dai neofascisti: dalle aggressioni contro le sedi di Rifondazione Comunista e Pd a quelle contro gli studenti di alcune scuole della zona e dell’università Tor Vergata; dagli attacchinaggi sistematici davanti ai licei allo sfregio delle targhe della partigiana Tina Costa e di Piergiorgio Welby; dalle minacce contro biblioteche e luoghi che ospitano iniziative antifasciste alle scritte sui muri.

«Quando attaccano la memoria storica – dice Valerio Bruni, vicepresidente provinciale Anpi – stanno mirando alle basi della democrazia». Oltre al materiale cartaceo, gli attivisti del Coordinamento hanno creato anche una mappa interattiva che sarà aggiornata di volta in volta.

Dal giorno in cui è stato stampato il dossier ci sono già due nuovi episodi da aggiungere: le intimidazione all’Anpi in occasione di un’iniziativa prevista nella zona di Statuario; le gomme tagliate all’auto dell’assessora municipale a Scuola, cultura, sport e politiche giovanili Elena De Santis (presente ieri). Dall’interazione tra Municipio e Coordinamento si spera venga fuori un maggiore controllo sui rigurgiti neofascisti che attraversano il territorio.