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Renzi, ovvero la fenomenologia del demolition man

Italia Via. Christian Salmon ragiona sullo “spettacolo fatuo allestito nel teatro della sovranità perduta” dove l’uomo politico viene “divorato dalla propria immagine sovraesposta”.

Incomprensibile. È la parola più usata a proposito della crisi aperta alle 17,30 del 13 gennaio da Matteo Renzi. Incomprensibile per gli osservatori internazionali (Die Zeit parla di “atto disperato” per “riguadagnare finalmente visibilità e peso politico”, il Guardian di caos scatenato “nel momento peggiore possibile per l’Italia”). Incomprensibile per i commentatori (pressoché tutti) italiani. Incomprensibile per gli elettori di ogni ordine grado e colore, compresi quelli renziani (si pensi allo sconcerto degli amici sindaci, dai fedelissimi Nardella e Gori ai luogotenenti di lungo corso come il pesarese Ricci). Certo, il “gioco al massacro” di Matteo Renzi nei confronti del...

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