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Lavoro

“Renzi ci dica che cosa vuole fare con l’Eni”

Energia. Lavoratori e sindacati in presidio davanti a Montecitorio. Sciopero generale di gruppo: preoccupazione per Gela, Priolo, Taranto e Livorno

Il presidio dei dipendenti Eni, ieri davanti a Montecitorio

Il presidio dei dipendenti Eni, ieri davanti a Montecitorio

«Con Descalzi e Renzi senza pane sotto i denti». «Renzi-Descalzi: il primo cerca occupazione, il secondo crea disoccupazione». Non sono teneri i dipendenti dell’Eni, riuniti a centinaia davanti a Montecitorio, con i loro "capi": Claudio Descalzi, amministratore delegato da quasi 3 mesi; e Matteo Renzi, il premier, ma anche uno dei "decisori" delle politiche della multinazionale, visto che il Tesoro detiene una quota di controllo. Si devono convincere questi due "big" a non smantellare le produzioni italiane, preferendo magari investimenti all’estero, soprattutto per rimediare alla vertenza più urgente: quella dei lavoratori del Petrolchimico di Gela, sito storico ma a rischio...

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