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Alias Domenica

Rauschenberg, iconoclasta gentile

Robert Rauschenberg di scena a Londra, Tate Modern. Una mostra a cesure nette, che risponde al credo dell'artista per il quale «è un piacere abbandonare gli stili»: però, mai oltranzista, non avanza, ma fa movimenti laterali

Robert Rauschenberg, «Untitled (Spread)», 1983,  New York, Robert Rauschenberg Foundation

Robert Rauschenberg, «Untitled (Spread)», 1983, New York, Robert Rauschenberg Foundation

Dice Robert Rauschenberg in quella preziosa intervista di Dorothy Seckler del dicembre 1965 (pubblicata lo scorso anno in Italia da Etcetera): «È sempre un piacere abbandonare gli stili». È un piacere suo, ma anche un piacere di chi si affaccia alla grande mostra che ha iniziato il suo tour dalla Tate Modern di Londra e che approderà al Moma di New York (dal 21 maggio; catalogo in coedizione davvero esemplare). Sin dalla prima sala gli stili si rincorrono e quindi anche i piaceri. Siamo agli inizi degli anni cinquanta e quel ragazzone texano di 25 anni era appena sbarcato a...

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