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Alias Domenica

Rabbia, amore, disillusione e altri oggetti infiammabili

Intervista. La scrittrice irlandese, che ha chiuso la ventesima edizione del Festivaletteratura di Mantova, parla dei suo racconti, del suo romanzo in via di traduzione, e dei debiti letterari contratti con Cechov e con Joyce

Ciò che più attrae, oggi, nella donna di ottantacinque anni che Edna O’Brien è diventata, sta nella teatralità con cui restituisce quel che è stato oggetto della sua scrittura, e non è difficile indovinare quale scandalo suscitassero i suoi primi romanzi, che vennero infatti proibiti nella bigotta Irlanda degli anni sessanta, dove ogni accenno all’erotismo era materia per il diavolo. Proprio lo sconcerto che creò le fornì – in qualche modo – una speciale carta di ingresso nel mondo delle lettere, e nei salotti dove maturò amicizie non soltanto con letterati come Philip Roth, cui è dedicata la sua ultima...

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