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Pseudoscienza, pregiudizi che minacciano la nostra libertà

Libro. Gilberto Corbellini, «Nel paese della pseudoscienza», Feltrinelli

Una mappa frenologica della fine dell'Ottocento

Una mappa frenologica della fine dell'Ottocento

L’Italia regno della pseudo scienza e delle fake-news. Il paese dei casi Di Bella e Stamina: due pericolose pseudoterapie addirittura accreditate legalmente. Un paese dove sono ancora migliaia le famiglie che non fanno vaccinare i figli presentando dichiarazioni false alle scuole, come vien fuori da una recente inchiesta. E gli Ogm? L’uso, e perfino lo studio, degli organismi geneticamente modificati in agricoltura è avversato senza alcuna giustificazione scientifica o economica o etica , e per di più con una bella ignoranza della storia (basti pensare al granturco modificato dalla pratica contadina). Siamo fra gli ultimi paesi nelle graduatorie dei paesi sviluppati per indice di democrazia, libertà economica, libertà di stampa, corruzione percepita, criminalità, fiducia nelle istituzioni e nei partiti e soprattutto alfabetizzazione scientifica.

Tutte queste sono soltanto alcune delle premesse da cui parte un lucido e utilissimo libro di Gilberto Corbellini professore di Bioetica e Storia della medicina all’università La Sapienza di Roma: «Nel paese della pseudoscienza- perché i pregiudizi minacciano la nostra libertà» (Feltrinelli editore, pp.304, euro 18).

Il nostro è in sostanza un paese incapace di ragionare scientificamente: come è possibile? Eppure la scienza favorisce la diffusione del pensiero e così produce libertà. Senza dire che ricerca e innovazione tecnologica hanno un impatto diretto sulla crescita economica: «per millenni, salvo rare eccezioni, quasi tutti gli uomini sono stati sudditi, illetterati, ignoranti, oscurantisti e violenti. La scienza, l’istruzione e la cultura hanno smascherato la tirannia del potere assolutista creando dei cittadini». Nel libro ci si chiede come si può combattere la pseudoscienza. La soluzione sicuramente non è metterla al bando. Quante idee, dimostratesi esatte, furono all’inizio considerate fasulle, basti pensare tra l’altro a Copernico, Pasteur, le teorie microbiche delle malattie infettive . In tanti credono all’omeopatia, all’agopuntura, all’oroscopo. Così come credono che i vaccini sono inefficaci e pericolosi, gli Ogm dannosi per la salute e l’ambiente. Da questi convincimenti nascono e vengono diffuse montagne di fake -news .
In questo perverso processo gioca sicuramente un ruolo anche la politica che ha avuto problemi con la scienza. Le preferenze politiche sono infatti spesso cariche di investimenti emotivi e questo alimenta le notizie false, utili a creare emozioni, come vediamo nelle interminabili campagne elettorali del nostro paese. Fake-news e pseudoscienza sono due lati della stessa medaglia.
Nel libro si cerca di comprendere i meccanismi, anche psicologici, che hanno costruito entrambe, e perché la pseudo scienza si diffonde così facilmente. Corbellini sottolinea come ragionare scientificamente non è qualcosa che viene naturale, e che quelli che credono nella pseudoscienza non sono necessariamente persone ignoranti: spesso, anzi, sono colte e laureate, anche perché per comprendere alcuni concetti è necessario un certo livello di cultura.
La pseudoscienza è il risultato di un modo di funzionare naturale della mente umana, molto più naturale di quello richiesto dalla scienza. Fin quando questo non sarà chiaro, non si riuscirà a capire come neutralizzare o prevenire le conseguenze economiche, sanitarie e sociali delle pseudoscienze. La stranezza nel mondo è la scienza.

Le teorie pseudoscientifiche inoltre non sono quasi mai formulate in modo tale da poter essere provate e smentite. Per lo più i metodi sono segreti mentre vantano una grande utilità pratica, come curare malattie gravi.
La maggioranza delle persone segue la scienza non perché la capisce, ma perché si fida degli scienziati e delle élite politico-istituzionali che governano e che decidono i programmi scolastici o quali cure mediche rimborsare.
Heidi J. Larson della London School of Hygiene and Tropical Medicine ha definito recentemente su «Nature» la disinformazione sui vaccini il più importante rischio pandemico esistente. In altre parole, il diluvio di informazioni contraddittorie, di disinformazione e notizie manipolate sui social media su tanti argomenti, soprattutto scientifici, dovrebbe essere riconosciuto come una minaccia per la salute pubblica globale.

Allora che fare contro le fake-news che minacciano efficienza dell’economia, della salute, della democrazia? In Francia si sta tentando la via legislativa e molti scienziati in tutto il mondo sono impegnati contro la disinformazione. È una battaglia appena all’inizio e questo libro certamente aiuta a a proseguire in questa direzione.

Gilberto Corbellini, «Nel paese della pseudoscienza», Feltrinelli


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