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Italia

Prevale la variante inglese, «ma la mutazione continua»

I dati del terzo studio. Il tipo B.1.1.7 rappresenta circa l’87% dei ceppi circolanti in Italia. Il virus continuerà a mutare finché rimarrà in circolazione, scrivono gli esperti. Peccato che il Consorzio per studiarne la genetica, promesso da Conte, ancora non esista. Agli epidemiologi e alle Ong preoccupano le varianti che potrebbero sfuggire ai vaccini. Se le dosi non arriveranno anche nei paesi poveri, le campagne di vaccinazione sono a rischio anche in quelli ricchi

L’analisi dei tamponi Covid nel Campus Biomedico di Roma

L’analisi dei tamponi Covid nel Campus Biomedico di Roma

L’Istituto Superiore di Sanità, il ministero della salute e la Fondazione Bruno Kessler di Trento hanno pubblicato il terzo studio sulle varianti virali in circolazione in Italia. L’indagine, che ha riguardato i tamponi positivi al coronavirus notificati il 16 marzo, rivela che la variante inglese rappresenta circa l’87% dei ceppi circolanti in Italia, con un notevole margine di incertezza (64-100%). Su 1.951 sequenziamenti effettuati a livello nazionale ben 1688 appartengono al tipo B.1.1.7 (il nome scientifico della variante inglese). Solo 94 campioni sequenziati, pari al 4%, sono del ceppo “brasiliano” - nome in codice P.1. Tra le altre varianti monitorate,...

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