closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Commenti

Precari e ceti medi, la sinistra tolga la leva alla destra

Crisi sociale/pandemia. Se le destre invocano di fatto il vecchio liberismo, ovvero un “si salvi chi può” affidato più al caso che al merito effettivo dei singoli operatori economici, “redistribuzione” e “programmazione” dovrebbero essere le parole chiave su cui ripensare una moderna agenda politica democratica e progressista

Nell'attuale fase politica l'egemonia politica della destra, apparentemente divisa fra un partito "di lotta" e uno "di governo", fa leva sul malcontento diffuso fra vasti settori del lavoro salariato, del precariato sommerso e del ceto medio produttivo duramente colpiti dall'interruzione di molte attività economiche, nonostante l'erogazione da parte dagli ultimi governi di "ristori" e di vari strumenti di tutela sociale, senz'altro ingenti ma evidentemente insufficienti a far fronte all'impoverimento di molte delle suddette categorie. Il consenso delle destre poggia su questi drammatici elementi di realtà, anche se non implica alcuna concreta opposizione, al di là degli slogan, ai "poteri forti",...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi