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Alias

Paradzanov, tessitore di magie

Armenia. Armeno fino in fondo, nato in Georgia, autore di capolavori realizzati tra lunghi anni di prigione e lavori forzati

"Sayat Nova" (Il colore del melograno"

Nel 1988 Venezia lo festeggia con il Leone d’oro alla carriera e scompare due anni dopo, il 20 luglio del 1990. Nel lungo elenco dei registi perseguitati e imprigionati, Sergej Paradzanov ha avuto un posto speciale perché le sue opere volano così in alto da non poter essere afferrate. Perfino il suo nome aveva subito una cancellazione, l’armeno Paradzanian sovietizzato in Paradzanov, catalogato come regista russo o georgiano, ma in realtà prendeva posto là dove c’era poesia. «Armeno fino in fondo» si dichiarava. Era nato a Tbilisi in Georgia da genitori armeni nel 1924, aveva studiato all’Istituto del cinema di...

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