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Alias Domenica

Ovidio, la dimensione altra in cui ci proietta il mito

La mostra delle Scuderie a Roma. Dal precettore erotico che fece storcere il naso ad Augusto, all’«imperituro» autore delle Metamorfosi: la macchina iconopoietica che ha irradiato nei secoli la propria polifonia mediatica e stilistica

Carlo Saraceni, Paesaggio con caduta di Icaro, 1606-’07, Napoli, Museo di Capodimonte, Galleria Farnese

Carlo Saraceni, Paesaggio con caduta di Icaro, 1606-’07, Napoli, Museo di Capodimonte, Galleria Farnese

Il sismografo ovidiano – l’espressione è stata coniata da un grande esperto della ricezione moderna del poeta latino, Theodore Ziolkowski – ha appena fatto registrare un picco di straordinaria intensità, con epicentro Roma. Alle Scuderie del Quirinale si è inaugurata infatti da pochi giorni (e rimarrà aperta fino al 20 gennaio), la mostra Ovidio Amori, miti e altre storie. L’evento conclude le celebrazioni per il bimillenario della morte del poeta che, per la verità, durano da un paio d’anni: in effetti, benché si sospetti che la sua morte sia avvenuta nel 18 dopo Cristo, San Girolamo, l’eruditissimo dottore della Chiesa,...

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