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Nelle mani dell’impresa

In Italia niente investimenti pubblici. L’economia come regno dell’offerta che si affida a liberalizzazioni, concorrenza, privatizzazioni, flessibilizzazioni dei mercati del lavoro, riduzioni delle tasse e sottovaluta del tutto i vuoti di domanda effettiva

Di fronte alla contrazione del commercio mondiale, il rallentamento dell’economia globale, i limitati risultati in materia di maggiore sviluppo conseguiti da politiche monetarie mai così permissive, negli osservatori internazionali - compresi Fmi e Ocse - si fa strada la convinzione che oggi sono gli investimenti pubblici la variabile cruciale. In due articoli sul Washington Post e sul Financial Times Larry Summers, già ministro del Tesoro americano e ora consigliere di Hillary Clinton, argomenta che «poiché diventa sempre più chiaro che la crescita non tornerà spontaneamente ai suoi livelli pre-crisi, si impone l’urgenza di un’azione politica» in termini di investimenti pubblici...

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