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Alias

Matthew Barney, Diana, il lupo e l’incisore

Festival. Lo schermo dell'arte, rassegna fiorentina, ospita «Redoubt», girato interamente tra le suggestive montagne innevate dell’Idaho

La cosa migliore per avvicinarsi a un film dell’artista americano Matthew Barney è quello di non leggere assolutamente nulla sul film stesso: né articoli, né dichiarazioni, né tanto meno il pressbook. Uno sguardo «vergine» avrà il vantaggio di disorientare totalmente lo spettatore ma, al tempo stesso – pur non facendogli comprendere a pieno quel che succede in oltre due ore di immagini senza dialoghi – di affascinarlo, sedotto da una serie di azioni di cui non coglie il senso. Il cinema di Barney – a partire da quell’opera complessa che risponde al nome di Cremaster, il ciclo di 5 film...

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