closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Politica

Martina resta precario, Renzi rivince

L'ex leader impone l'accordo e lascia l'assemblea. Per le minoranze però è un altro film: fase nuova, ormai l’ex leader non ha i numeri. I dem «congelano» il congresso, non c’è una data. Evitata la rottura, ma dalla platea fischi e «buuuh»

Dopo una notte e una mattina di trattative serrate che fanno slittare l’inizio dell’assemblea nazionale di quasi di due ore, nel Pd arriva l’ennesimo accordo fra maggioranza e minoranze. Ma è un accordo fra correnti armate fino ai denti. All’apertura, fra i tumulti della sala dell’Hotel Ergife di Roma, il presidente Orfini, - implacabile nonostante i fischi e i «buuuh» di una platea non aggiornata sugli accordi dei capicorrente - mette al voto il cambio di ordine del giorno. È il contrordine: non si eleggerà un segretario - come chiedeva il reggente Martina per sé -, non si deciderà la...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi