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Editoriale

M5S, il declino della non politica

Beppe Grillo

Ogni tanto, l’infinita crisi del M5S, ininfluente in parlamento e poco visibile nella società, è ravvivata dalle espulsioni di qualche deputato.

Se non ci fossero le risibili consultazioni online sulla sorte dei reprobi, che osano criticare i leader, nessuno parlerebbe più di Grillo e tanto meno di Casaleggio.

Ecco, forse, la vera ragione della stanchezza di Grillo: la noia di chi ha dato vita a un movimento e ora non sa più dove sbattere la testa.

È molto difficile che il M5S si possa riprendere dalla crisi, anche se i sondaggi gli attribuiscono un certo radicamento sociale.

Dopo streaming insultanti o inutili, risultati elettorali deludenti (soprattutto nelle realtà locali), polemiche incessanti tra parlamentari e staff, licenziamenti di comunicatori e altre amenità, il M5S si trova di fronte al solito bivio: o mettersi a far politica e quindi deludere il suo elettorato anti-sistema o continuare con la finta opposizione, le sceneggiate con il bavaglio e tutto il repertorio folcloristico che porterà a un lento ma inevitabile declino. Insomma, o l’assimilazione o l’irrilevanza.

Il fatto è che il M5S si fonda su alcuni equivoci che, a meno di due anni dai trionfi elettorali del 2013, sono venuti clamorosamente alla luce. Il primo è senz’altro una leadership a dir poco impresentabile: un imprenditore New Age, non si sa se più affarista o lunare, e un comico che non fa più ridere, dominato dai suoi mutevoli umori demagogici. Il secondo equivoco è l’assenza di qualsiasi cultura politica. Chi non vuol essere né di destra, né di sinistra, e sceglie il giustizialismo più ovvio, alla fine si condanna a non essere e basta. Il terzo è l’assenza di trasparenza organizzativa del movimento, sostituita dalla mitologia della rete come esclusiva arena democratica.

La verità banale è che la rete, per definizione, è influenzabile e manipolabile. Chi decide di indire i referendum sulle leggi e le consultazioni sulle espulsioni? Ovviamente, i due leader (con i loro staff più o meno segreti). Più che cittadini indipendenti, gli iscritti che votano sul blog di Grillo sembrano ostaggi di un marketing autoritario e impolitico.

Detto questo, il declino del M5S mette un po’ di malinconia e suscita qualche interrogativo. Che Casaleggio, Grillo (con loro yes men parlamentari) finiscano nell’oblio o cerchino di tornare alle loro occupazioni più o meno lucrative non interessa a nessuno. Ma resta il fatto che milioni di persone in buona fede hanno creduto in loro e resteranno inevitabilmente a disposizione della demagogia che avanza, soprattutto a destra.

Il modello di Renzi anestetizza buona parte della società, ma radicalizza tutti coloro che non vogliono identificarsi con il blairismo chiacchierone e pseudo-decisionista del presidente del consiglio. Ed ecco spalancarsi praterie per la Lega, per l’estrema destra, per i movimenti urbani xenofobi, che magari durano lo spazio di pochi giorni, come i forconi di qualche anno fa, ma sono infinitamente riproducibili in altre forme, sintomi di uno sfascio sociale senza fine.

Il paradosso è che a raccogliere tutto questo disagio, questa voglia di farla finita con le solite facce, questa protesta – in breve, un confuso ma potente appello al cambiamento che da anni sale dalla società – non è la sinistra, che sembra essersi rifugiata nell’astensionismo, nella ripetizione di vecchi slogan o nella riproposizione di vecchie alleanze, già fallite e consegnate alla storia minore.

E allora, per comprendere perché un fenomeno come il grillismo è potuto esplodere e implodere nel giro di pochi mesi, bisognerebbe riflettere, a sinistra, sulle idee di leadership, di movimento, di composizione sociale, di lavoro, di Europa. È questo il lavoro che ci attende, e non il ritorno in scena di un’accozzaglia di leader bolliti da anni o di giovani leoni irreparabilmente invecchiati.

  • Davide Ticconi

    Il M5S tornerà più forte di prima, potete starne certi.

  • Federico_79

    Bell’ articolo.
    In termini generali, lo spazio per vincere a sinistra c’é: vedi la Grecia, la Spagna o, perché no, il Venezuela. In Italia dobbiamo smantellare il conflitto di interessi per poter imporre una nuova egemonia.

  • ilmondoperfetto

    quoto parola per parola.l’equivoco m5s sta agonizzando,grazie al cielo.

  • Alessandro Delfanti

    secondo me manca un dato importante: la crescita delle sinistre anti-austerità in europa meridionale (Podemos, Syriza). in italia questo ruolo è coperto dal M5S quindi una sua eventuale implosione potrebbe aprire nuovi spazi su quel fronte e non credo che la Lega con la sua nuova politica apertamente fascista sia la risposta

  • http://www.domusdejana.org Michele Fiori

    Un’analisi del tutto erronea. non considera l’attivismo dal basso dei cinque stelle, e il passaggio successivo che esso comporta, verso un’organizzazione che purtroppo rischia di diventare piramidale. I 5 stelle non rischiano certo di svanire, visto che occupano una fetta intorno al 20% dei consensi. Ma a mio avviso ciò non conta tanto, conta più la capacità di mobilitazione su temi come l’uscita dell’euro o il reddito di cittadinanza. là si vedrà quale dei due esiti avrà il movimento. la sua china è: essere come molti altri movimenti uno “sfogo” utile al sistema, attestandosi su percentuali fisiologiche sotto il10 %, oppure riuscire ad incidere sul versante culturale e politico, riuscendo a portare a casa almeno uno di questi due risultati.

  • Luigi Poli

    Grillo e Casaleggio sono invece funzionali al sistema. Il loro compito era anzi proprio quello di catalizzare e anestetizzare un certo tipo di protesta. Cosa che hanno fatto con il M5S e ora che il loro compito e’ finito si preparano a riconsegnare una buona fetta di quell’elettorato a chi di dovere, A una destra xenofoba, appunto. O crediamo veramente che cose come M5S possano nascere cosi, senza uno straccio di organizzazione e di soveenzioni, dalla sera alla mattina?. CHI pagava i palchi dei V-Day e “meetup” vari?!. Guardate solo cosa deve aver speso Renzie x arrivare li dov’e’, guardate con chi si e’ alleato (vedi le famose cene a Firenze con i 200 evasori alle Cayman di cui raccontava Piero Pelu’…).

  • marcello giappichelli

    Sicuro sicuro che il Movimento è finito ??

  • Claudio HH

    Alcune battaglie del M5S sono sacrosante e condivisibili in pieno dalla (vera) sinistra, il grosso guaio è che il Movimento nasce dal qualunquismo e manca di una visione globale, non sa bene dove vuole andare. Sì, hanno un programma scritto, ma per andare dove? Il giustizialismo non fa andare da nessuna parte: quando i “cattivi” saranno tutti in galera – ammesso che ci sia ancora posto, si potrebbe puntare sulla crescita… dei penitenziari – e gli italiani saranno diventati miracolosamente onesti (il bastone e la carota), tutti gli altri problemi come si risolvono e con quali risorse?
    La (vera) sinistra unita dovrebbe dare risposte concrete avendo una visione globale, vedremo gli sviluppi…

  • capracampa

    Sì, sì, mo’ me lo segno

  • fabnews

    Finalmente un articolo giornalistico (probabilmente il primo) che fotografa la realtà’ M5S in maniera concreta e abbastanza precisa.
    Riguardo alle considerazioni sulla Sinistra italiana di oggi, io credo che sia stata troppo pesantemente indebolita dal vaticano e dai berluscones vari, per riuscire a raccogliere consensi.
    Serve quindi una vera e radicale separazione tra sinistra vera e sinistra ‘religiosa’ che io considero totalmente falsa.
    Altrimenti i leader continuerà’ a sceglierli solo il vaticano a proprio piacimento.

  • fabnews

    l’m5s e’ stato programmato (infatti funziona solo on-line) quasi a perfezione da Casaleggio per ottenere contemporaneamente dei risultati e dei
    non-risultati che servono solo ed esclusivamente alla casta padronale per neutralizzare la vivacità’ del nostro paese e renderlo amorfo come i grillini. L’m5s contribuisce a convogliare e quindi ‘eliminare’ tutti i dissidenti, compreso Grillo stesso che adesso fa solo piangere,
    mentre prima di farsi portare in politica da Casaleggio era rimasto davvero l’unico comico in grado di ‘picconare’ la casta e quindi dava troppo fastidio…

  • http://www.facebook.com/people/Andrea-Cerase/1517463233 Andrea Cerase

    Più forte e più bello che prìa.

    Bravo!

    Grazie.

    Ettore Petrolini, 1938.

  • http://www.facebook.com/people/Andrea-Cerase/1517463233 Andrea Cerase

    L’attivismo dal basso dei cinque stelle, cioè i meet up, ha prodotto la stessa “dirigenza” (sic!) di invasati fuori dal mondo e dalla realtà che oggi è la causa del suo inarrestabile declino.

  • http://www.facebook.com/people/Andrea-Cerase/1517463233 Andrea Cerase

    Serve il certificato firmato del Coroner o bastano tutte le mazzate elettorali messe in fila con sorprendente coerenza dopo le politiche del Febbraio 2013?

  • Ugo Cedrone

    complottismo un tanto al chilo. Prima di lanciarsi in politica con il M5S, Grillo faceva solo comicità demenziale; altro che “picconare la casta”.

  • Ugo Cedrone

    Hanno un programma scritto? Dove? Quelle 10 misere paginette piene di sciocchezze e buone intenzioni?

  • fabnews

    Grillo, come Benigni, facevano ridere la gente, quelle sono le vere ‘picconate’ alla casta-amorfa che ci ritroviamo adesso…
    Benigni l’ha sottomesso e comprato Berlusca, come sta probabilmente succedendo adesso anche a Grillo, attraverso la politica e i Casaleggios-Berluscones

  • lorenzo72

    Non condivido la parte relativa alla malinconia.

  • Gennaro Domestico

    Francamente trovo che l’articolo pecchi della solita saccenteria che, inevitabilmente, porta a facili giudizi. Chi ha votato 5Stelle non è necessariamente uno che non possiede alcuna cultura politica. Magari è uno che ha preso molto sul serio la questione morale (che non è il solito giustizialismo!). Un problema quest’ultimo del tutto accantonato a sinistra. Dire che i milioni di cittadini che hanno votato il movimento di Grillo siano in balia di chiunque, perfino di Salvini, denota un atteggiamento aristocratico tipico di certa sinistra che alle elezioni non è mai andata oltre un ragionevole prefisso telefonico. I 5Stelle si portano dentro contraddizioni pesantissime, come lo stesso atteggiamento ondivago sull’immigrazione, però dire che gli elettori siano stati semplicemente irretiti da Casaleggio non coglie la realtà e i sentimenti di una parte di italiani che, pur non essendo di sinistra, credono nell’onestà e nella pulizia delle istituzioni.

  • Gino_Quatararo

    Io conosco molti elettori del 5 stelle che avevano votato Ingroia o Vendola e sono rimasti delusi dall’inconsistenza elettorale del primo o dai semitradimenti del secondo, si sono buttati su Grillo pur non approvandolo e detestando Casaleggio, ma in nome dei “ragazzi” del 5stelle, così combattivi, cosi onesti, “come non si erano visti mai”, penso che Grillo e Casaleggio abbiano lavorato bene a distrugere queste ulteriori illusioni di vero cambiamento. Cosa succederà ora, non lo so, niente di buono credo, condivido totalemete l’articolo, ma qual’era l’alternativa: votare vecchi bolliti come Ferrero o Diliberto? Darsi al giustizialismo di sinistra con Ingroia? Appoggiare la ritirata totale nel nullismo colpevole di Vendola? O, fare come tanti, non votare e basta. C’è molta gente alla finestra che aspetta, aspetta una vera Syriza o un Podemos, ma intanto c’è l’ostacolo Grillo che incanta ancora molti, specie giovani, favorendo il partito dello status quo, che dura da De Gasperi in poi, senza soluzione di continuità. La vedo nera.

  • Francesco Fedele

    Da attivista del M5S proveniente da sinistra posso dire che l’articolo fotografa in maniera precisa lo stato attuale. Dove, però, sbaglia; è nel considerarlo come formato da persone prive di cultura politica o di una visione che prescinda al giustizialismo fine a se stesso. Non è così. Al suo interno sono convogliate persone con militanze e storie diverse che non riuscivano a trovare più collocazione nelle organizzazioni politiche che delle idee che professavano erano diventati solo e soltanto simulacri: PD,PDL, SEL, Lega solo per citare i contemporanei. La debolezza del M5S non è nella rete perché influenzabile. La rete assolve alla stessa funzione a cui assolvevano i media precedenti. In rete, con il dovuto discernimento puoi trovare in maniera più facile le informazioni e confutare le tesi imposte. L’oggettiva debolezza del M5S è nella sua leadership che si ostina a non definirsi come tale e che si è avvitata in una serie di azioni guidate dalla “bile” piuttosto che dal ragionamento per paura di perderne il controllo. Il M5S ha fatto e continua a fare con forza e con i mezzi di cui dispone tutto quello che la sinistra italiana ed europea non ha neanche più la possibilità di immaginare: la parità dei diritti e dei doveri, la proprietà pubblica dei servizi e delle infrastrutture, la questione morale, l’equità sociale, il rispetto dell’ambiente. Da quanto tempo è che tutto ciò non esiste più a sinistra? e siete sicuri che la perdita della sinistra non sa altro che per propria colpa?

  • uasisan

    Oltre che di cultura politica i grullini mancano proprio di cultura tout court. È la ragione per cui si sono fatti irretire da due squallide figure che puzzavano di marcio giá da tempo…

  • fabnews

    l’oggettiva debolezza del m5s e’ non avere uno statuto serio che garantisca i diritti degli iscritti!!!
    L’m5s e’ un movimento padronale in cui nessuno deve potersi ribellare perché’ ‘per legge’ non esistono regole, solo diktat, camuffati da partito ‘liquid’ che altro non e’ che un mega imbroglio.
    Un movimento con unica regola l’impossibilita’ di iscrizione/adesione con un qualsiasi precedente penale, anche minimo, ma che poi viene diretto da Grillo che i precedenti penali ce li ha eccome, mi puzza da colossale imbroglio!!!

  • mario

    La mancata soluzione al conflitto d’interessi è emersa alla fine come una tattica per imbrigliare B..

    La verità è che l’anomalia B. e l’anomalia che il crollo dell’URSS ha coinciso in Italia con l’eliminazione della sinistra anti-URSS e non di quella filo-URSS, si sono aiutate a vicenda.

  • mario

    studiare, studiare, studiare
    girare il mondo, vedere come se la cavano in Cina, chi sa spiegae cosa succede in Medio Oriente,
    leggere i classici (da Platone in poi)
    elencare i luoghi comuni che infestono i discorsi anche dei migliori
    scrivere su questo blog
    sognare

  • Francesco Fedele

    Hai mai letto l’ultimo programa elettorale del PD? No? Nemmeno il PD pensa!

  • Maria

    Leggo di inarrestabile declino, di fine del m5s, di qualunquismo, di ignoranza politica, ecc. Lor signori sono sicuri di non stare parlando guardandosi allo specchio? E chi scrive l’articolo, farfugliando di accozzaglia di leader bolliti e di giovani leoni invecchiati, dovrebbe avere la decenza di guardare indietro, alle macerie lasciate da una classe politica “de sinistra” che a sinistra aveva solo il portafoglio.

  • Fabio

    ma guarda un pò, manco è morto e già come avvoltoi sul cadavere…
    A voi del manifesto brucia proprio il fatto che al primo tentativo abbiano fatto il 25% e, la sinistra da secoli messa assieme, non arrivi nemmeno al 12!

  • Francesca Colombo

    Siiii, tipico linguaggio da grillino: queste cose le abbiamo scoperte noi, nessun altro ci aveva manco pensato!
    Premesso che non sono cospirazionista, perché l’altra Europa (con qualche idea in più) non la conosce nessuno e 5S lo conoscono tutti? Rete e blog non sono una risposta,dato che non li ha inventati Beppe Grillo.
    Detto questo, uno dei motivi per cui sto smettendo di leggere il Manifesto é il suo pessimismo a oltranza a tutti costi.
    Il declino del.5S dovrebbe essere una buona notizia, così come dovrebbe esserlo la parabola di un movimento-per quanto spurio- che a parole chiede giustizia sociale e proprietà pubblica dei beni comuni.

  • Mario Salvatore Gravina

    Non essere filogovernativi ancora non è un reato tranne nei regimi fascisti. E’ ingiusto dire che il M5S non abbia fatto nulla. Berlusconi condannato e fuori dal parlamento, è una vittoria del M5S, che poi quello continua a fare politica, l’ omicidio politico non è contemplato. Zaccaria a presidente dell’ alta corte è una vittoria del M5S, i lobbisti fuori dal parlamento è una vittoria del M5S. L’ uso indiscriminato ormai della ghigliottina per paradosso è una vittoria del M5S che ambisce alla discussione parlamentare stando all’ opposizione e usando tutte le leggi e le regole che la costituzione e i regolamenti parlamentari interni consentono. Per paradosso e perché abbiamo compreso come si faccia sempre uso alla decretazione d’ urgenza e dall’ era Renzi già logora, sterile e di destra che con la destra ci pasce …. dicevo perché abbiamo compreso come, la richiesta di democrazia diretta portata avanti da questo movimento, si sia scontrata con la reazione scientifica di certa becera conservazione, tutta italiana. Si sono stretti gli ani gli uni con gli altri, per poter non morire e non sparire ed hanno messo in moto lo schifo degli Alfano con la Boschi, delle Lorenzin con la Madia e Franceschini. Roba solo da manicomio pochissimi anni andati. Oppure aveva ragione Grillo quando asseriva che erano come Coppi e Bartali che si scambiavano la borraccia. Avranno commesso i 5 stelle, errori di ubriacatura da vittoria, saranno diventati ottimisti oltre ogni lecito, avranno pensato che potesse esser fatta e magari in poco tempo la loro rivoluzione; avranno usato male gli stessi strumenti che volevano portare avanti per cattiva regia o impreparazione ma dire che, “non fanno politica” o non “fanno opposizione”, se permette è frutto di una supponenza tutta italiana. Frutto di nessuna voglia di andare a controllare quali provvedimenti e quali lavori quelli del M5S, quotidianamente affrontano. Mettiamoci pure tra le vittorie del M5S anche lo svilimento di quel famigerato articolo della Bossi-Fini sull’ odioso reato di clandestinità. Sono un’ infinità i provvedimenti adottati dal parlamento che porterebbero la firma dei parlamentari del M5S, basta informarsi. Queste vittorie sono costate al M5S perdita di popolarità perché se da un lato accontentavano certa parte di elettorato allo stesso tempo attiravano stigmi da un’ altra parte di elettorato, essendo di fatto l’ elettorato del M5S in quel febbraio 2013, un elettorato eterogeneo e magari allora, disposto a mettersi insieme, per contrastare la deriva della vera antipolitica; quella del berlusconismo, del napolitanismo, del d’ alemismo dell’ impoverimento totale di ampie fasce di popolazione e se vuole continuo ma mi fermerei qua. Quella ‘vittoria sorpresa’ del 2013 ha infine prodotto il renzismo e adesso ‘rivanscismo’ leghista (quest’ ultimo grazie ai media che portano come un’ icona crociata un figlio di buona donna e di papà ignoto come Salvini) vera apoteosi di tutti i mali assommati, degli ismi ed isterismi passati. Se quella era o fu politica, degli ismi suddetti ci vuole una gran faccia tosta a considerarla come politica. Non potevano e non dovevano i 5 stelle, stare con quegli ismi solo perché avevano avuto quella vittoria così perentoria. Avevano un progetto di ricambiare la politica e con i loro pregi e i loro tantissimi difetti, hanno coerentemente cercato di portare avanti in modo coerente il loro progetto. Sarà servito a poco? Non lo sappiamo ma non potevano di certo stare con certa aristocrazia politica che Sel a sinistra ha rappresentato anche perché, Sel ha chiarito che c’ era fascismo in quel movimento per l’ idiozia su casapound e sorvoliamo sul fatto che Grillo come l’ ultimo dei cittadini era sotto il Viminale, a presentare il suo simbolo a tempo per le elezioni del 2013 all’ addiaccio come del resto tutti e lo avvicina uno di casapound, facendogli alcune domanda data la popolarità del comico che non si sottrae al confronto e gli dici testé che loro i fascisti, sono e rappresentano il passato e mai il futuro, quello alla fine gli chiede se fosse disposto a dare la mano in modo provocatorio, e Grillo non la rifiuta. Chiaro che lo scopo era quello di rispettare la fila per entrare e presentare il suo simbolo di movimento. Stava per non essere accettato. Non dare la mano a quello avrebbe potuto creare una tensione ulteriore a quella che già c’ era. Centinaia di persone che aspettavano l’ apertura del Viminale per presentare i propri simboli. Questo ai classici partiti non è dovuto. Mentre sarebbe un bene che anche loro facessero la fila come tutti gli altri. Avesse mandato un messo, almeno si sarebbe evitata l’ accusa di essere fascista e complice di casapound. Ma Grillo è così e per questo ci rimette le penne politiche s’ intende. O tornando alle possibili alleanze non poteva farlo, con il 30% dei Civati del Pd ovvero le signorine ‘vorrei ma non posso’. Con la lega non c’ è mai stato nessun dialogo. Il M5S si è rivolto principalmente al meridione e nel meridione ha ottenuto le prime più significative vittorie. Con Berlusconi e la destra portatori di illegalità diffusa e di schifo sul paese non lo avrebbero mai fatto. Sarebbe bastato che nel primo streaming di Bersani-Crimi Lombardi, loro avessero presentato a Bersani. I primi 10 punti del loro programma elettorale, tra i quali c’ erano il no netto agli F35, le riduzioni delle pensioni d’ oro, l’ abolizione della legge Gelmini sull’ istruzione e altre amenità così impossibili da condividere, per la gente di certo colore politico, perché ‘portati avanti da voi del M5S’. Per cortesia . Sarebbe bastato che lo avessero appoggiato sul tavolo dove li aspettava al varco Bersani, e senza nemmeno sedersi salutando cordialmente, avessero affermato nettamente e senza giri di parole: ” Questo è il nostro programma. Leggetevelo e se lo prenderete in considerazione avrete tutto il nostro appoggio. Non potete pretendere che dopo le asprezze della campagna elettorale, noi possiamo darvi il voto di fiducia per formare il vostro governo.” Saluti e via. Mi si potrebbe dire che senza i voti del M5S, un governo non si poteva formare. Si sarebbe tornati alle urne e magari con più forza richiedere consenso. Il M5S allora avrebbe potuto raggiungere la maggioranza relativa ed essere esso come primo partito a richiedere l’ incarico di governo. Questa è stata l’ opportunità negata al Movimento di Grillo. Questo è stato il vero imperdonabile peccato che si attribuisce al M5S. Un peccato grosso ed imperdonabile, quello di voler proporsi in Italia senza essere passati sotto le forche caudine della raccomandazione, vera conditio sine qua non! Il M5S quella carta se la giocò benissimo se non fosse stato, per l’ impreparazione in quello streaming da parte loro nel reggere quel confronto diciamo in modo spocchioso e poco umile.. Non ci sono scuse e mi pare che i due poveri protagonisti si siano ampiamente scusati, per il loro atteggiamento spocchioso e di sfida avuto quel giorno, con lo stesso Bersani. Al posto loro chiunque avrebbe agito a quel modo magari assumendo un contegno e degli atteggiamenti più accorti. Ma loro avevano in mente la loro rivoluzione democratica; in questo Paese avere in mente tale ‘abominio’ sembra essere una colpa e allora meglio vivacchiare pacificamente, occupando il proprio piccolo spazio democratico senza che di fatto nulla cambi. Il lassismo e l’ adattamento opportunistico invece in questo Paese sono considerati dei valori più che, dei deprecabili vizi ignobili. Infatti adesso siamo dove siamo. Tutti coalizzati contro questo Movimento e felici di esserlo perché come diceva una frase di Falcone: ” La mafia non perdona quelle perrsone che vogliono fare” Se tu nulla fai, sei sempre simpatico ai mafiosi ma appena tenti di alzare la testa ecco che ….ti isola e ti distrugge. Penso che alle colpe di inesperienza del M5S occorrerebbe aggiungere quelle colpe in malafede che hanno bombardato l’ ascesa di questo Movimento, frutto di lesa maestà, di supponenza, di non considerazione del momento storico che esigeva ed ancora esige una sferzata che non sia per il prossimo eterno, quella renziana e delle sue e dei suoi lacché. Adesso che il M5S è in ginocchio, finalmente hanno vinto i fascisti quelli veri e i Salvini. Compiacendo il fautore di personaggi mafiosi di Arcore che, per le europee disse: ” votate per chiunque volete ma mai per il M5S ” Detto da un filomafioso e da uno che il nazismo che priva il prossimo, ce lo ha nel sangue …. deve essere stato un ‘complimento’. Grazie tante.

    https://www.facebook.com/video.php?v=806255029440440&set=vb.448758195190127&type=2&theater

    E questo era il loro terribile programma che se qualcuno, magari prima di avere partecipato alla distruzione di questo Movimento, così magari a tempo perso, volesse avere la compiacenza di buttargli un’ occhiata … potrebbe comprendere di più e su questo Movimento e sul fatto che in Italia le rivoluzioni non si fanno perché gli italiani siamo dei conservatori che quotidianamente facciamo rivoluzioni sempre contro il potente di turno in due modi: il primo mettendosi sotto la sua candida area protettiva ed il secondo tagliandogli il capo quando non è più potente. Per il resto ecco piangiamoci addosso e magari con lacrime finte.

    http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf

    Con queste prerogative lei caro giornalista dice che sia il caso di fare politica sul serio? Perché questo che è stato raggiunto non è serio? Oppure è serio fare ogni tipo di inciucio possibile ed immaginabile? Non vi è mai saltato in mente di appoggiarlo anche moralmente tale movimento e magari nello specifico portare quelle giuste critiche che avrebbero migliorato tale movimento? Lo fa il Fatto Quotidiano che però le critiche le appone giustamente dal suo punto di vista, e quando lo fa è feroce eppure appoggia almeno per onestà intellettuale tale movimento. Invece altri e mestamente anche il suo giornale pare che, abbiano anticipatamente buttato il bambino con l’ acqua sporca. Questo secondo me è fascismo ‘involontario’ ma sempre fascismo. Non certo è il caso del Manifesto che però rimane freddino, scettico e non porta avanti le sue critiche nei confronti di tale Movimento che solo quando vi sono espulsioni. Pochino davvero. A Sel se un Migliore qualsiasi o un Fava qualsiasi si alzasse la mattina e proclamasse la superiorità del sesso maschile su quello femminile, che affermasse di essere omofobo, che fosse diventato per esperienza diretta un razzista irrefrenabile, prima che se ne andasse da quel partito con le proprie gambe, lo caccerebbero a pedate nel culo o no? La, la gente va via …. mica viene cacciata! Tutti avremmo potuto fare di più anche con delle critiche aspre e senza preconcetti, sul leaderismo di Grillo o il fatto che Casaleggio si stia arricchendo. Ma quello è un suo lavoro. Ciascuno fa il lavoro che gli compete se poi i contatti gli offrono proventi dato che hanno rinunciato ai rimborsi elettorali e si dimezzano gli stipendi, non lo trovo scandaloso. Adesso anche a piangere Casaleggio la sua sofferenza però, mi tocca meno che quella di milioni d’ italiani. Punto. Finalmente sappiamo che in Italia è tutto inutile e pleonastico. Perché poi ci incazziamo se c’ è gente straricca e altra che muore di fame, resta un mistero.

  • Mario Salvatore Gravina

    Il mio commento non è stato postato perché suppongo lungo. Non perché metteva in risalto alcune contraddizioni nel merito. Quel Grazie Tante … vale anche adesso. Meno male … altrimenti avrebbe potuto procurare la resurrezione del M5S come la fenice dalle sue ceneri.

  • Simone Coccia

    Michele, l’articolo infatti parla del fallimento di un modello così come concepito da Grillo e Casaleggio. Dal primo giorno della sua costituzione vado vaticinando che loro due saranno la morte del M5S così come ne sono stati i fondatori. Da tempo immemore esorto gli aderenti a sostituirsi ai due, a non accettare più le forme di diktat che hanno ormai perso ogni ruolo sia tecnico che ideologico, e che presto sarebbero invece stati i grimaldelli per il suicidio. Ora che è troppo tardi il coro si solleva. C’è tanto del buono nel basso, ma ho paura che si muoveranno male disorganizzati e allo sbaraglio.

  • Ugo Cedrone

    E che cazzo c’entra il PD? Sto parlando del PD io?

  • Max lo scettico

    Senti Mario, te o ci sei o ci fai. Come siparietto comico però non sei male.
    O gli analisti di politica, anche stranieri, non ci capiscono nulla o non ci capisci nulla tu.
    E a giudicare dai commenti che scrivi, sempre piuttosto confusi, è molto probabile che sia la prima che ho detto.

  • capracampa

    Il dovuto discernimento non appartiene (nè può, per sua natura appartenere) a gente il cui unico slancio vitale è la rabbia verso il sistema attuale. E nel selezionare attentamente proprio questo tipo di persone G&C hanno fatto un lavoro egregio, continuando a fomentarli con “notizie incredibili, i media non ve lo dicono” il cui unico scopo finale è quello di portare click al sacroblog.
    Non raccontiamoci palle: le informazioni in rete senza un filtro sono semplicemente rumore fine a se stesso, rumore che tutti siamo in grado di creare senza doverne renderne conto a nessuno. Se io facessi, con una certa professionalità e dedicandovi molto tempo, un sito dove sostengo che infilarsi una banana su per il retto e tenendocela dall’alba al tramonto previene il cancro ma la medicina ufficiale e le lobby non vogliono dircelo, qualche pollo che usa le banane in modi creativi lo tirerei su. Il sacroblog è il megafono di solo questo tipo di “informazioni” grazie alla popolarità di grillo, ma non va oltre perchè non ne ha bisogno: ha già tutti i polli che servono. Le altre informazioni, quelle serie, richiedono cultura e conoscenza di un gran numero di argomenti per essere comprese: roba noiosa da professoroni. Ma anche l’unico modo serio che si ha di “confutare le tesi imposte”: non è che perchè sono imposte sono anche sbagliate, eh. Non sempre, perlomeno.

  • mario

    Quale specifico punto non ti convince?
    Quale mio commento trovi del tutto confuso?
    Grazie Ciao

  • lucio

    Bella e condiivisibile analisi!

  • Max lo scettico

    Ti sei riletto? Pensi che quello che tu hai scritto abbia veramente un senso? Anche solo da un punto di vista sintattico.
    Riesci a scrivere qualcosa in maniera lineare e chiara? Ti costa fatica? Scrivi come pensi? Allora lasciatelo dire, pensi male (anche se ho l’impressione che invece tu ti ritieni molto intelligente).

    Fra i commenti confusi? Ne produci a profusione e non c’è che l’imbarazzo della scelta.
    Quelli dello scambio con Sergio li ho particolarmente apprezzati, soprattutto l’esempio su Tizio, Caio, Sempronio e i relativi figli. Un esempio, per definizione, dovrebbe appuno illustrare e chiarire un concetto. Il risultato era un minestrone insulso, indigeribile e supponente.
    Al punto che mi son detto: ma Mario ci prende per i fondelli.
    Nel merito anche la favola di Terracini che sarebbe stato un elemento isolato nel PCI non è male. Terracini era nel PCI o no? Quanti comunisti si sono riconosciuti nella sua figura? Perché il PCI lo ha candidato alla. Presidenza della Repubblica? Farsi le buone domande e darsi le buone risposte. Il resto è flanella.
    Coraggio, con un po d’impegno – e sempre ammesso e non concesso che tu non ci prenda per i fondelli – sono convinto che riuscirai a pensare scrivere qualcosa che non venga avvertito come un insulto all’intelligenza.